Giungla sae, la Cgil:
«Lettera alla Protezione civile
per chiedere pagamento dei lavoratori»

LA DENUNCIA - L'ente viene chiamato a versare gli stipendi al posto delle aziende. Per undici operai la vicenda si è conclusa positivamente ma restano aperte le posizioni di un'altra ventina di persone. Massimo De Luca segretario generale Fillea: «Altro che lavoratori fantasma, abbiamo le procure firmate». Daniel Taddei: «Dovevano essere cantieri super controllati. C'è una pec in cui Arcale chiede a Gips e Gesti one di risolvere questa situazione, altrimenti sospenderà i pagamenti». Al vaglio del sindacato ci sono decine di altri casi
- caricamento letture
taddei_de_luca-2-650x366

Daniel Taddei e Massimo De Luca

di Monia Orazi

Giungla Sae, entro domani mattina la Fillea Cgil invierà una lettera alla Protezione civile regionale, in cui chiederà il pagamento in solido di quanto dovuto ai lavoratori della ditta Gesti One, che hanno da tempo denunciato la mancata applicazione del contratto edile e una serie di mancati pagamenti. La Protezione civile subentra come stazione appaltante alle ditte che non pagano i dipendenti. «La riunione romana di venerdì scorso è stata chiesta da Arcale – spiega Massimo De Luca, della Fillea Cgil – ed è stata l’occasione per ribadire che a livello locale su tutto questo si sta creando una montatura, senza entrare nel merito delle questioni. È stata una riunione infruttuosa, che ha ritardato di venti giorni il percorso delle scelte. L’Ance nazionale ci ha tranquillizzato sul fatto che Gesti One ha riconosciuto che non si tratta di lavorazioni metalmeccaniche, ma edili, aspetto che era stato riconosciuto nell’accordo che noi abbiamo firmato con loro lo scorso 13 febbraio». De Luca specifica che la rappresentanza dei lavoratori viene presa in carico dalla Cgil, dopo valutazioni approfondite: «Non accettiamo che a livello nazionale venga fatto passare il messaggio che questi lavoratori non esistono, abbiamo avuto da loro procure firmate davanti al notaio per farsi rappresentare, alcuni sono partiti dai loro paesi di origine, a Roma ci è stato detto che gli altri sette lavoratori della Gesti one per cui abbiamo chiesto l’applicazione del contratto edile e il versamento di quanto dovuto, non esistono. In realtà dall’ufficio paghe del consorzio Gips (che ha avuto parte dei lavori nei cantieri Sae in appalto da Arcale e del quale fa parte Gesti one, ndr) erano stati controllati i nostri conteggi e stabiliti i giorni per pagare. Questi soggetti tentano di essere credibili, ma sotto questo aspetto, fanno acqua da tutte le parti». De Luca, nel corso della conferenza stampa, alla presenza di Daniel Taddei, segretario generale Cgil Macerata, ha mostrato le procure firmate dai lavoratori per cui è in corso la vertenza. Si è conclusa positivamente, con il riconoscimento del contratto edile ed il versamento di 55mila euro, solo la situazione di 11 lavoratori romeni della Europa srl, con accordi depositati all’Ispettorato territoriale del lavoro di Macerata, mentre l’8 marzo è saltata la firma dell’accordo per altri sette dipendenti della Gesti one ed altri tredici lavoratori egiziani hanno firmato per farsi rappresentare dalla Cgil. 

consorzio-arcale-2-650x488

La base di Arcale a Pieve Torina

«C’è chi ha messo in dubbio la sostanza delle nostre richieste – ha aggiunto Taddei – per questo ha fatto saltare l’incontro per chiudere la prima fase della vertenza che riguarda 7 lavoratori romeni e tredici egiziani. C’è anche una comunicazione ufficiale di Arcale, inviata tramite pec, che chiede a Gips e Gesti one di risolvere questa situazione, altrimenti sospenderà i pagamenti loro dovuti. Questa è una vertenza che non ha solo l’obiettivo di far prendere il dovuto ai lavoratori, ma ha ripercussioni sui cittadini, sia coloro che dovranno andare nelle Sae, sia noi che paghiamo le tasse, per finanziare il più grande cantiere pubblico d’Europa, che doveva essere super controllato. È intollerabile che venga messa in dubbio la concretezza delle nostre denunce. Cosa deve succedere in questo Paese, per far sì che si intervenga? Siamo terrorizzati per quello che potrebbe accadere quando partirà la ricostruzione». Ai tavoli della Fillea Cgil ci sono al vaglio altre decine di casi, di lavoratori impiegati nei cantieri Sae. Ad ottobre 2017, secondo i dati forniti da Fillea Cgil, nei 54 cantieri Sae aperti, risultavano al lavoro e noti alla cassa edile tra i dipendenti delle ditte del consorzo Gips, soltanto due operai qualificati, uno di terzo ed uno di secondo livello, 93 manovali, mentre al punto 8 dell’articolo sei del contratto Consip con Arcale si parla di manodopera qualificata. «Siamo sicuri che riusciremo a vedere riconosciuto quanto spetta ai lavoratori perché la norma della responsabilità solidale ancora resiste – conclude Taddei -, nei cantieri sono state denunciate difficili condizioni di lavoro, la sicurezza fa acqua da tutte le parti, il sistema anticaduta non è a norma, tra le altre cose mancava la ricevuta di invio conformità, i documenti di cantiere, abbiamo rilevato documento di regolarità contributiva assente, mancanza di attestazioni igieniche e sanitarie, omissioni di soccorso su infortuni presi in carico dall’Inail. Risultano operare ditte non iscritte all’antimafia, non Gips, Europa e Gesti one, ma altre, anche ditte che hanno assunto operai locali».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-

Vedi tutti gli eventi


Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X