Elezioni Rsu scuola, Cgil:
«Ufficio scolastico senza dirigente,
organico post sisma a rischio»

MACERATA - La Federazione lavoratori della conoscenza lancia la campagna elettorale a Macerata. L'incertezza sui fondi per il terremoto nel settore e il rischio di perdere la rappresentanza sono le criticità

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Lilli Gargamelli, Antonio Renga  e Daniele Principi

 

di Gabriele Censi

Un contratto di categoria appena approvato e già in scadenza al prossimo 31 dicembre, con una campagna per il rinnovo che già si prepara. Sarà il banco di prova del futuro governo se si supererà lo stallo istituzionale. E’ il paradosso che sintetizza la situazione del mondo scuola in Italia e con qualche criticità in più nel nostro territorio. Criticità evidenziate dai rappresentanti della Flc Cgil che aprono la campagna elettorale per il rinnovo del mandato quadriennale delle Rsu: l’incremento degli organici per il terremoto (95 Ata e 57 docenti) rischia di non avere la copertura per il prossimo anno e la provincia di Macerata con la sede vacante dell’ufficio scolastico che voci ancora non ufficiali dicono non sarà coperta. Il dirigente Luca Galeazzi dopo il trasferimento ad Ancona ricopre il ruolo di reggente, ma sarebbe una beffa che in tempi di accorpamenti di enti in questo caso a venire sacrificata sarebbe solo la rappresentanza della nostra provincia. Ne parlano Antonio Renga, segretario Flc Cgil Macerata, Daniele Principi, segretario organizzativo Cgil Macerata, Francesco Sinopoli segretario generale nazionale della Flc Cgil  e la segretaria generale delle Marche Lilli Gargamelli, oltre ai rappresentanti sindacali delle scuole e delle università del nostro territorio. Sono 180 i candidati Flc nelle 57 scuole, le due università e l’accademia, tra questi sono intervenuti nella presentazione della campagna del sindacato Francesca Rosini, insegnante della Mestica di Macerata, una delle scuole “sfollate”, Alberto Cicarè, amministrativo di Unimc e Andrea Belardinelli, ricercatore del Cnr.

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Da sinistra Andrea Belardinelli, Francesco Sinopoli, Lilli Garganelli e Antonio Rende

«Abbiamo chiesto a tutti  lavoratori, iscritti e non iscritti, di rendersi disponibili per rappresentare le problematiche dei lavoratori, senza discriminanti, eccetto quella dei nostri valori antifascisti, è un momento importante di partecipazione democratica» ha detto Antonio Renga. Lilli Gargamelli sottolinea di aver scelto Macerata per i direttivi e le assemblee regionali proprio per mettere in evidenza le criticità: «Siamo soddisfatti di tutte le liste delle Marche. Abbiamo chiesto chiarimenti al ministro sui rumors dalla regione sulla perdita di un presidio democratico del territorio. Gli organici ridotti mettono a rischio la garanzia dei presidi di democrazia e legalità». Gli obiettivi nazionali della Flc  per i prossimi anni sono di invertire la tendenza degli ultimi decenni che ha prodotto una ricerca con il 40% di precari. «Abbiamo 30mila candidati in Italia – dice Francesco Sinopoli -, anni difficili per il mondo del lavoro che hanno lasciato tante macerie, i contratti nazionali sono gli strumenti più importanti per difendere non solo il salario ma i diritti. Il criteri della scelta degli organici sul numero degli alunni ha portato all’aumento del divario tra nord e sud e tra centri urbani e aree interne. Crediamo che scuole e università siano le più importanti infrastrutture del Paese»I vertici della Flc mettono anche in discussione la tendenza a dare piu’ potere ai dirigenti e il sistema delle premialità in costanza di risorse scarse. «E’ un appuntamento importante per tutto il sindacato – dice Daniele Principi – un grande momento di democrazia e un segnale per tutte le battaglie che abbiamo condotto negli ultimi anni sia a livello nazionale che territoriale, il quadro politico è incerto speriamo in una continuità istituzionale necessaria per dare garanzie alle fasce deboli».

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Alberto Cicarè e Francesca Rosini

 


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