Assegnazione case popolari:
nuova norma per gli stranieri
CIVITANOVA - La prossima graduatoria sarà stilata sulla base di una legge che richiede un supplemento di documentazione ai consolati i per verificare che non siano già possessori di altre abitazioni. Il sindaco Ciarapica: «Con questa misura non si ledono diritti, ma si ristabilisce un'equità sociale che andava ripristinata»

Da sinistra l’assessore Giuseppe Cognigni, il sindaco Fabrizio Ciarapica, L’assessore Ermanno Carassai e Pierpaolo Borroni
di Laura Boccanera
Nuovo criterio per la graduatoria per le case popolari a Civitanova: la giunta approva l’atto di indirizzo, l’autocertificazione per gli stranieri non basta più, per entrare in graduatoria servirà il documento certificato dal consolato, altrimenti saranno esclusi. «Lo permette la legge, è una scelta di equità, siamo il primo comune delle Marche a farlo». Soddisfatto l’assessore alla Sicurezza Giuseppe Cognigni che insieme a Ermanno Carassai, Pierpaolo Borroni e al sindaco Fabrizio Ciarapica ha presentato la direttiva. Vengono introdotti una serie di criteri più rigorosi riguardanti la documentazione da produrre per l’accesso alla graduatoria, in modo da rendere più semplici i controlli delle autocertificazioni non solo in Italia ma anche in altri Stati. «Col metodo di prima era facile verificare se un richiedente italiano aveva proprietà immobiliari, molto più difficile quando ci si trovava davanti ad un europeo o extraeuropeo, da qui la scelta di applicare la legge che permette di richiedere documenti controfirmati dal consolato pena l’esclusione», spiega Cognigni. E’ il Comune ad effettuare i controlli, sia a campione che in tutti i casi in cui sorgono fondati dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive. I nuovi vincoli non riguardano la graduatoria vigente e che scadrà il prossimo 23 ottobre, ma il nuovo bando che dovrà essere predisposto.
«Miriamo alla formazione di una graduatoria più equa, che ci dia maggiore certezza di escludere dalle liste degli aventi diritto quei nuclei familiari già in possesso di un immobile adibito ad abitazione. Questo vale non solo in Italia ma anche in altri Stati – ha spiegato il sindaco Ciarapica -. Con questa misura non si ledono diritti, ma si ristabilisce una equità sociale che andava ripristinata. Ringrazio gli assessori Cognigni, Carassai e Borroni per il loro fondamentale contributo». In base al regolamento comunale, il richiedente ricorre all’autocertificazione e, dove occorra, alla dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà dei requisiti richiesti. La delibera approvata stabilisce che i cittadini di Stati extraeuropei (a meno di presenza di apposite convenzioni internazionali) debbono già al momento della presentazione della domanda per l’accesso alla graduatoria presentare la dichiarazione dello Stato di provenienza, con traduzione in italiano, che attesti che nessun componente del nucleo ha una abitazione idonea nello Stato da cui le persone provengono. I cittadini della Comunità Europea (non italiani) possono presentare la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà al momento della domanda, ma poi se sono collocati in posizione utile per l’assegnazione di un alloggio, prima di tale assegnazione, debbono presentare la certificazione dello Stato di provenienza con traduzione asseverata dell’Autorità Consolare che certifichi che l’assegnatario e tutti i componenti del nucleo familiare non sono proprietari di altro alloggio idoneo. «Siamo i primi nelle Marche ad attuare questa riforma, nel rispetto delle normative vigenti – sottolinea l’assessore Cognigni. La casa è un diritto di tutti e vogliamo scoraggiare abusi». L’assessore Ermanno Carassai ha poi illustrato la situazione degli alloggi disponibili. «Prima della scadenza dell’attuale bando contiamo di assegnare otto alloggi, di cui due sono in via Quasimodo, uno in via Verga. Per gli altri devono ancora iniziare i lavori di ripristino, perché, come sapete, l’Erap è impegnata in primis nelle zone terremotate dove c’è maggior urgenza».
Finalmente un provedimento serio , stessa tipologia di controlli andrebbero fatti per i tanti conviventi in nero che ci sono nelle case popolari che non dichiarano il loro patrimonio della documentazione isee.
e se hanno il lavoro.
Per fortuna con i bitcoin che un tabaccaro mi ha dato di resto qualche anno fa, sono diventato milionario e non ho più questi problemi.
Non era necessario aggiornare la norma. Infatti bmasta che un rappresentante qualificato del Comune chieda all’Agenzia delle Entrate se ad un certo codice fiscale risulti associato un contratto (o più contratti) di locazione abitativa. Resta il problema del sub-affitto.
Restano inoltre, ovviamente, fuori portata gli affitti non registrati (affitti in nero). Ma è da incoscienti affittare in nero ad un extracomunitario, perché il locatore deve fare, pena pesanti sanzioni, la comunicazione di cessione del fabbricato alle forze dell’ordine (cd legge Moro). Credo che Ancona faccia riferimento all’A.d.E.