Week-end di risate al Lanzi
CORRIDONIA - Due spettacoli per la rassegna Teatro & Sapori
di Walter Cortella
Inizia all’insegna della comicità la manifestazione organizzata dall’Associazione Tuttinsieme in collaborazione con il Cot (Corridonia officine teatrali) con il patrocinio del Comune e il sostegno di vari operatori del territorio che ogni sera offrono agli spettatori piccoli campioni dei loro prodotti. Sabato sera è andata in scena la divertente commedia di Giovanni Clementi “Grisù, Giuseppe e Maria”, nella versione in vernacolo maceratese di Quinto Romagnoli che ne ha curato anche la regia insieme al gruppo. Lo spettacolo, previsto per la domenica precedente ma rinviato causa neve, è stato allestito da La Fabbrica dei Sogni di Tolentino. La vicenda, ambientata nei primi anni ’50 nella frazione di Sforzacosta, ruota intorno alla figura del parroco don Nazzareno, interpretato dallo stesso Romagnoli, il quale ha il suo bel da fare per gestire una situazione delicata che rischia di mettere a soqquadro la pacifica esistenza del piccolo borgo. Filomena (Antonella Ruffini), matura parrocchiana da tutti considerata grande esempio di virtù, scopre di essere incinta. I sospetti di questa inaspettata gravidanza cadono sul farmacista sor Edoardo (Claudio Sagretti), sposato con quattro figli. Per il bene della collettività, il povero parroco studia uno stratagemma: complice la concomitante gravidanza di Rosa (Gabriela Giammarini), sorella di Filomena, con un po’ di fortuna si può tentare di far apparire il parto di quest’ultima come gemellare. Tutto sembra quadrare, in fondo Rosa ha già cinque figli e nessuno può nutrire alcun sospetto, sebbene la poverina, proprio in quei giorni, sia rimasta vedova per la morte del marito nella miniera belga di Marcinelle, insieme ad un compaesano. Purtroppo, questo evento prende spunto da un fatto vero: in quella tragica esplosione, avvenuta l’8 agosto 1956, tra le 136 vittime italiane ci furono due minatori maceratesi.
“Lo spettacolo deve continuare” dicono i teatranti e noi andiamo avanti. Quando tutto sembra potersi appianare, accade l’imprevedibile: uno dei nascituri ha la pelle nera! La pace domestica del farmacista è salva ma la povera Filomena è travolta da un altro accidente dovuto all’effimero rapporto con un marinaio di colore, incontrato nel porto di Ancona. Con un po’ di fatalismo e di benevolenza tutto si sistema. Testo divertente, ben congegnato e ricco di continui colpi di scena. Una bella interpretazione corale, con una segnalazione particolare per il protagonista principale (Quinto Romagnoli) cui possiamo affiancare senz’altro Graziano Poggi, che ha indossato i panni dell’aspirante sagrestano, un po’ pasticcione ma assai volenteroso. Ha saputo dare credibilità, forte della lunga militanza teatrale, ad un personaggio simpatico e ben caratterizzato. Due parole sulla scenografia: siamo all’interno di una sagrestia di certo datata ma sicuramente in sintonia con lo stile degli arredi sacri dell’epoca. Tradizionali i costumi.
Con le risate ancora sulle labbra, domenica il pubblico ha assistito a “Sganarello, medico per forza e per amore”, spettacolo di commedia dell’arte ispirato a Molière e agli Scenari di Casamarciano e diretto dal duo Francesco Facciolli-Scilla Sticchi. A proporlo il Gada (Gruppo amici dell’arte) di Offida, una formazione composta da elementi giovani e dotati tutti di spiccata vis comica, qualità irrinunciabile quando si portano in scena simili testi. E ciascuno degli interpreti ha avuto modo di mettere in evidenza le proprie qualità interpretative in questo spettacolo di pura commedia dell’arte che “rompe” gli schemi tradizionali finora seguiti dalla compagnia. Visto il risultato, si può dire che la sfida è stata vinta. La trama della vicenda è di per sé tenue ma l’intrigo è quello classico: Lucinda e Leandro si amano, ma il loro idillio è fortemente contrastato da Geronte, padre della ragazza, che per vendetta cade in un profondo mutismo.
Non c’è luminare che possa farle riacquistare l’uso della favella. Solo Sganarello, un bizzarro taglialegna, può fare il miracolo. Viene perciò convinto, più con le cattive che con le buone, ad assumere il ruolo di medico-farmacista per aiutare i due giovani amanti. In un continuo e serrato tourbillon di situazioni molto divertenti, gags spiritose e garbate, intrighi, sberleffi e quant’altro, si giunge al lieto fine: Leandro, neo erede di una ricca fortuna, è ora ben visto da Geronte che può finalmente dare il suo consenso alle sospirate nozze. Il testo mette in luce i soliti errori del genere umano, sempre uguale a se stesso, ma anche la sua capacità di compiere grandi e imprevedibili gesti.
Lo spettacolo allestito dalla compagnia di Offida funziona a dovere, prende lo spettatore fin dalle prime battute, grazie al ritmo sempre sostenuto dell’azione scenica, alla ricchezza del testo e al rispetto assoluto dei tempi comici. Guidati da un’abile regia, tutti i componenti del cast hanno dato il meglio di sé, fornendo una performance di altissimo livello artistico. Impossibile giudicare le prestazioni di ognuno, tuttavia non si può sottacere la sontuosa interpretazione di Giuliano Napoli, nei panni di un azzeccatissimo Sganarello, dotato del giusto physique du rôle e la riuscitissima caratterizzazione del suo personaggio. La scenografia minimalista ma funzionale è opera di Fabio Marinucci e Mauro Moretti, mentre gli eccentrici e coloratissimi costumi, creati e realizzati dalla impareggiabile Scilla Sticchi con il Laboratorio RiCreA, e il trucco, curato da Donatella Marcolini, trovano ispirazione nelle opere pittoriche di alcuni grandi artisti internazionali che hanno attraversato tutto il ’900, a partire dalle avanguardie per arrivare a Luzzati, Burri e Klee. La rassegna proseguirà per altre tre domeniche al teatro Lanzi, sempre alle 17,15.
(Foto di scena di Matteo Magi)





