Casetta pronta da un anno,
ma ancora non c’è la luce
«Questo è il peggior Natale»
SISMA - La giovane allevatrice di Ussita Michela Paris e la sua famiglia avevano ricevuto in regalo una struttura in legno. Per intoppi burocratici però non è stata allacciata la corrente. E così sono ancora nel camping a Colorito. «Se ci avessero avvertito per tempo ci saremmo potuti organizzare»

Michela Paris
di Leonardo Giorgi
Le hanno donato una casetta da un anno, ma ancora non ha la luce. Non è un Natale come tutti gli altri per la famiglia di Michela Paris, allevatrice 30enne di Ussita che ha perso casa dopo i terremoti del 2016. Dopo che lo scorso inverno ha percorso circa 260 chilometri al giorno per fare avanti indietro tra la struttura che ospitava lei, il marito e i figli a Porto Recanati e i suoi animali sui Sibillini, Michela Paris risiede attualmente nel camping dei Salesiani a Colorito di Ussita.
Avrebbe una casetta praticamente pronta ad essere abitata, ma per impicci burocratici la struttura non ha elettricità. L’azienda che si occupa di fornire e installare i cavi delle casette non potrà infatti consegnare il materiale prima di altri 30-60 giorni. Ma la ragazza, come al solito, non si perde d’animo. «C’è una procedura da seguire e va bene – sottolinea l’allevatrice -, però se ci avessero avvertito per tempo ci saremmo potuti organizzare per andare a stare in affitto da qualche parte». Nonostante sia passato più di un anno dal sisma, queste feste di Natale sono peggiori delle precedenti. «Almeno l’anno scorso stavamo a Porto Recanati – scherza -. Noi dovevamo fare un sacco di viaggi al giorno, ma i bambini stavano tranquilli. Questa situazione è difficile da sostenere soprattutto per loro. Nella struttura dove siamo ora le docce sono fuori dalla casetta e d’inverno è dura». Paris però non vuole essere vista come l’unica vittima della situazione. «Va tenuto presente che nelle nostre condizioni ci sono tante altre persone qui, siamo davvero in alto mare. Speriamo che il prossimo Natale sia almeno un po’ meglio di questo».