A rischio il tribunale fallimentare,
«Ulteriore impoverimento del territorio»
GIUSTIZIA - La nuova legge sulla riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza prevede il taglio per i palazzi di giustizia che hanno in organico meno di 30 magistrati. Chiusura anche per Ascoli, Fermo, Pesaro e Urbino: verrebbe tutto accorpato ad Ancona
A rischio chiusura il tribunale fallimentare di Macerata, ma anche quelli di Fermo, Ascoli, Pesaro e Urbino. Questo dopo che è diventata legge la delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza, «con termine di un anno per l’adozione di uno o più decreti legislativi che andranno a riscrivere integralmente la legge fallimentare e non solo» spiegano in una nota congiunta l’Ordine degli avvocati di Macerata e quello dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Macerata e Camerino, Ascoli, Fermo, Ancona e Pesaro. I due Ordini evidenziano «i gravi effetti della norma appena approvata. È infatti previsto che perdano la competenza nella materia i tribunali con pianta organica al di sotto di trenta magistrati, con la conseguenza nella nostra regione che tutte le procedure di liquidazione giudiziale e cause connesse ora trattate dagli uffici di Pesaro, Urbino, Macerata, Fermo ed Ascoli confluirebbero nel tribunale distrettuale di Ancona – dicono Maria Cristina Ottavianoni, presidente dell’Ordine degli avvocati di Macerata e Rosaria Garbuglia, presidente dell’Ordine dei commercialisti –. Una simile dirompente riorganizzazione non appare invero giustificabile né in relazione alle esigenze di specializzazione degli uffici, posto che i tribunali circondariali da sempre gestiscono queste procedure con modalità appropriate, sia perché la concentrazione presso pochi uffici di un elevato numero di procedure, in un contesto in cui la giurisdizione non dispone di risorse adeguate, si rivela palesemente contraria ad ogni principio di efficienza.
È evidente – continua la nota – che così si aggrava ulteriormente la funzionalità già molto critica degli uffici destinatari, ancora particolarmente provati dall’accorpamento di tribunali e sezioni distaccata, voluto dalla revisione giudiziaria attuata nel 2012, senza un congruo rafforzamento degli organici, sia amministrativi che giudiziari, con aumento esponenziale dell’arretrato e l’impossibilità a trattare tempestivamente i procedimenti. Ulteriori ritardi nell’esercizio della giustizia, in violazione di ogni elementare e primario diritto del singolo e della collettività, appaiono francamente tanto incomprensibili quanto inaccettabili. A ciò si aggiunga come la sottrazione di tali competenze ai relativi territori costituirebbe ulteriore impoverimento degli stessi, laddove si disperdano le specifiche professionalità di tutti gli operatori ad oggi coinvolti a vario titolo nelle relative procedure, quali avvocati, commercialisti, tecnici tutti, che certo non potrebbero più continuare ad operare nel settore dopo l’accentramento, posta la lontananza dalle loro sedi». A tutto questo si aggiungono i problemi legati al terremoto e proprio riguardo a questo gli effetti della revisione giudiziaria sono stati sospesi per il tribunale de L’Aquila, città devastata dal sisma del 2009. «Questo è un appello a tutti i nostri rappresentanti a che venga attuata una riforma giusta, nel riconoscimento e nel rispetto innanzi tutto dei cittadini, e quindi degli operatori tutti della giustizia».


Questo è un altro esempio, se ce ne fosse ancora bisogno, delle politiche delle due principali forze di Governo degli ultimi 25 anni. Forza Italia (o PDL) e PD (o DS o PDS) hanno in comune il fronte comune nelle politiche sulla giustizia. Il loro interesse principale non è la diminuzione dei reati, ma la diminuzione delle strutture preposte alla giustizia. Tra leggi che vanno nella direzione di rendere quasi impossibile perseguire alcuni reati, e continui tagli alle risorse destinate a Tribunali e forze dell’ordine (Carabinieri Polizia Finanza), si sta rendendo sempre più difficile la vita a chi le ingiustizie le subisce, e sempre più facile ai delinquenti. Probabilmente colui il quale, parlando di sicurezza, fa ancora affidamento sul PD e su Forza Italia (quest’ultima leader indiscussa della lotta alla magistratura) ancora non ha capito che sono loro, con le loro leggi e con i loro tagli alla spesa in questo senso, la causa principale di tutte le ingiustizie di questo paese. L’articolo sopra ne è un palese esempio. Ma il cittadino italiano si beve tutto quello che sente alla TV e ci crede. Poi quando nella pratica ci sbatte il muso, allora se ne accorge. Rimango basito quando sento la gente (ieri l’ultima volta) dire che il Giudice non gli ha riconosciuto qualcosa, o ha scarcerato questo o quello. Torno quindi a far presente che, anche in presenza dell’errore di un Giudice, o magari anche qualcosa di più grave sempre del singolo Giudice NON può essere preso come considerazione generale per far dire che tutti i Giudici sono così. Nel funzionamento regolare, quotidiano, quindi nella quasi totalità dei casi, il Giudice non solo agisce, ma è proprio obbligato a farlo, nel rispetto delle Leggi in vigore. Quindi se uno stupratore, o un borseggiatore truffatore ecc… è a piede libero, invece di prendersela con i Giudici, se uno non è analfabeta funzionale, dovrebbe andare a leggere cosa c’è scritto nelle leggi, prendersela con chi l’ha scritta e votata quella legge e non con chi è obbligato ad applicarla. Pongo una domanda che spero sia abbastanza chiara. Se vengono tagliati 5 tribunali fallimentari, come da rischio riportato in articolo, e tu (cittadino generico) sei dentro una procedura del genere, poi vai in Ancona dove viene accorpato il tutto e trovi carenza di personale, file, il Giudice che è cambiato ecc…. se condo te la colpa di chi è del Giudice, del personale del Tribunale, o dei politici che con continui tagli alla spesa e leggi indecenti fanno un casino? Dopo questa lunga riflessione consiglio a tutti quelli che vanno in tribunale perché vittime di qualcosa o leggono qualcosa di inspiegabile, o sono impelagati in procedure lunghe anni, di farsi 4 domande in questo ordine. 1)In base a quale legge è stato possibile ciò? 2)Quale forza politica è l’autrice e/o ha votato questa legge? 3) Il Giudice ha applicato bene la norma? Se la risposta alla domanda 3 è si, è chiaro che il colpevole è quello della domanda 2), cioè i politici. A questo punto il cittadino si faccia le domanda 4), cioè li ho votati io? Se anche qui la risposta è SI, allora è chiaro che il colpevole se il delinquente è a piede libero non è il Giudice, ma sei proprio tu!
Lega