In centinaia per Samuele,
la lettera della sorella Anna:
«Un pezzo di cuore è volato via»
MONTE SAN GIUSTO - Tantissime le persone che hanno preso parte al funerale del ventenne, morto lunedì in un incidente stradale. Un dolore straziante per la famiglia e chiunque l'avesse conosciuto. Gli amici: «Noi e te, come due ali di un aeroplano». Il parroco durante l'omelia: «Dobbiamo pensare che è nella mani del Signore, che vive, ed è qui in mezzo a noi. Ma nella vita terrena non commettiamo errori, possono essere drammatici». Uno scrosciante applauso ha salutato l'uscita del feretro
di Giovanni De Franceschi
(foto di Fabio Falcioni)
«Un pezzo del nostro cuore è volato via con te. Fatti vedere ogni tanto, sotto qualunque forma, ti amiamo». L’amore, come unica forza capace di lenire un dolore straziante. Un punto di approdo, quando tutt’intorno è come se fosse passata una tempesta a spazzar via certezze e sogni. Alla famiglia di Samuele Cascone rimane questo. Quella tempesta sulle loro vite si è abbattuta lunedì, quando il ragazzo, appena ventenne, ha perso la vita in un incidente stradale (leggi l’articolo). E oggi è stato il giorno dell’addio, o meglio dell’arrivederci per molti. Monte San Giusto si è fermata.
In centinaia hanno affollato la chiesa di Santa Maria della Purità alla casa di riposo e la piazzetta antistante. Un’aria gelida, un timido sole tra le nuvole grigie. Amici, ex compagni di scuola dell’Ipsia Ricci di Fermo e del calcetto, conoscenti, il sindaco, alcuni componenti dell’amministrazione comunale e ovviamente la famiglia. I genitori Luisa e Pasquale, le sorelle Anna e Nunzia. Un dolore da togliere il fiato. Volti rigati dalla lacrime. Parole che restano in gola, e non riescono ad uscire, come bloccate da un peso insopportabile. “Verso la stessa direzione, ma l’opposto di due lati. Noi e te, come le ali degli aeroplani”, lo striscione degli amici appeso su una casa vicina. La cerimonia è stata celebrata da don Bruno Marconi, con le navate della chiesa stracolme di gente. «Stiamo vivendo l’attesa del Natale – ha detto il parroco durante l’omelia – e il messaggio è questo: viene tra noi colui che vincerà la morte per mostrarci la direzione, la vita eterna. L’unico modo per avere un po’ di sollievo è pensare che Simone è nella mani del Signore, che vive ed è presente in mezzo a noi.
Nel frattempo, nella vita terrena, preoccupiamoci di non commettere errori, perché possono essere drammatici». Toccante la lettera della sorella Anna. Ha ripercorso i tanti momenti passati insieme: dalla nascita, lui era il più piccolo della famiglia, ai compiti, quella scuola un po’ indigesta, i giochi, fino ai consigli sui vestiti. La sua passione per la musica, la chitarra, le auto. La voglia di seguire le orme del padre nel lavoro di meccanico. «Voglio ricordarti col sorriso di sempre – le parole della sorella, che a stento è riuscita a trattenere le lacrime – ti prometto che vivrò con i tuoi occhi per tutte le cose che non hai visto. Ti prometto che passerò ore nella tua camera per parlare con te. Avevi paura di restare da solo perché ti rimproveravi un carattere troppo duro, oggi ci sono centinaia di persone qui con te. Sarai sempre con noi». Poi gli amici, Emiliano, uno di loro, ha letto per gli altri. Ha ricordato le chiacchierate che duravano ore, i progetti, le risate nelle lunghe serate trascorse insieme, «quante ne abbiamo combinate insieme, quanti viaggi dovevamo fare». Tutto interrotto da un tragico destino. Un fragoroso applauso ha saluto l’uscita del feretro dalla chiesa, poi l’ultimo viaggio terreno.
(ultimo aggiornamento alle 18,30)
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La perdita di un figlio in giovane età, con tutta la vita ancora davanti, è un dolore insopportabile.
Condoglianze a tutte le persone che hanno Samuele nel cuore.