Muore al volante a 20 anni
Urla e lacrime per Samuele:
«Non può essere vero»

MONTE SAN GIUSTO - Scene strazianti e incredulità per la tragica fine del giovane meccanico. Tremendo lo schianto avvenuto lungo la sp 46 dove la mamma e i parenti sono accorsi. Gli amici: «Era un ragazzo solare e perbene, rimarrà sempre uno di noi»
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di Gianluca Ginella

(foto di Fabio Falcioni e Federico De Marco)

Le urla disperate gelano il sangue nel mezzo delle campagne di Monte San Giusto. «Samuele amore mio, non può essere». A urlare queste frasi è la mamma di Samuele Cascone, 20 anni, morto mentre era al volante di una Fiat Punto che alle 13,30 di oggi dalla frazione di Villa San Fillippo saliva verso l’abitato di Monte San Giusto (leggi). Il 20enne è scomparso in seguito ad uno scontro frontale con un suv, in un tratto rettilineo, in una giornata che un sole timido, in quelle ore, ha reso meno rigida. Una strada maledetta la sp 46, dice chi vive in quella zona, dove sono avvenuti altri incidenti in passato, anche quelli gravi.

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Samuele Cascone aveva 20 anni

Samuele aveva finito di lavorare (era dipendente dell’Officina 21 dove era impiegato come meccanico) e dopo essere stato a fare una commissione a Villa San Filippo stava rincasando per pranzare. Giunto in un tratto rettilineo la sua Fiat Punto ha incrociato una Nissan Qashqai con al volante A. A., 57enne, operaia, sangiustese anche lei. Per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri (sul posto i militari della locale stazione e quelli del Nucleo operativo e radiomobile di Macerata), le due auto si sono scontrate frontalmente. Un urto violentissimo. La Nissan Qashqai dopo l’impatto è uscita di strada ed è finita in mezzo ad un campo arato che si trova una cinquantina di centimetri più in basso rispetto alla carreggiata della sp 46. La Nissan si è fermata lì, con la parte anteriore che puntava verso la strada. La Fiat Punto invece in seguito all’impatto si è girata, tanto da rimanere, sulla corsia su cui stava viaggiando, con il muso rivolto in direzione contraria al senso di marcia. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 con la Croce verde di Monte San Giusto, poi i vigili del fuoco e i carabinieri. La strada è stata chiusa per ore per consentire i soccorsi e il traffico deviato (sul posto per occuparsi della viabilità è intervenuta anche la polizia municipale). Per Samuele però gli operatori dell’emergenza non hanno potuto fare nulla, il giovane è morto nell’immediatezza dell’impatto. La 57enne è stata invece soccorsa e trasportata all’ospedale di Torrette, ad Ancona, con l’eliambulanza. La donna era cosciente durante i soccorsi e non sarebbe in pericolo di vita. Avrebbe riportato una lesione al bacino.

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L’azienda dove lavorava

La notizia dell’incidente si è diffusa subito a Monte San Giusto dove la famiglia Cascone vive da molti anni (è originaria di Napoli). La madre di Samuele è arrivata sul luogo dell’incidente insieme ad altri parenti. Il giovane aveva due sorelle, Anna e Nunzia (di cui Cronache Maceratesi raccontò di un giorno felice, quello del suo matrimonio, lo scorso primo ottobre, a Clown & clown). Scene strazianti quelle sul luogo dell’incidente con la madre del giovanissimo meccanico che urlava il suo dolore per la morte del suo Samuele. Ha anche chiesto di vedere il corpo del figlio, dopo che era stato estratto dalle lamiere. Con lei anche gli altri parenti l’hanno accompagnata a vederlo. Poi è stata porta via, tra le lacrime e altre urla.

Poco lontano da lì, lungo quella stessa strada, all’Officina 21, è stato appeso un cartello «Chiuso per lutto». Su Facebook sono comparsi i messaggi degli amici. Roland scrive: «E chi se li dimentica i bei ricordi che mi hai lasciato a scuola, i macelli fatti insieme, non dimenticherò mai tutti i caffè presi alle 12 nel bar della scuola. Eri diventato più di un amico, eri diventato un fratello. No Samù, non dovevi farmi questo». Un altro ricordo è quello di Nicola: «Sto qua a pensare, sperare che ciò che ho saputo non sia vero però la realtà parla chiaro. So benissimo che un post scritto su Facebook non serva a nulla però vorrei che da lassù lo leggessi comunque. Fratè se mi metto a ricordare tutti i momenti stupendi passati in due anni insieme non finisco più. Ti voglio solamente ringraziare per ciò che abbiamo passato. Grazie veramente di tutto fratello mio. Ti ricorderò come il mio compagno di banco. Ciao fratello mio fai un buon viaggio».

Arben Ismani era stato 5 anni in classe con Samuele e lo ricorda a nome dei compagni, quelli del quinto OA dell’istituto Ipsia Ostilio Ricci di Fermo, dove il 20enne si era diplomato la scorsa estate. «Gli piaceva disegnare e amava anche il mondo della meccanica, voleva seguire le orme del padre (Pasquale, ndr). Era un ragazzo solare, un ragazzo perbene, rispettoso». Su Facebook scrive: «Ciao Samu, non so da dove iniziare, sono ore che sono tornato dal lavoro e ore che sto piangendo come un pazzo. Non è vero. Ma come puoi farci questo? Non ci puoi lasciare così. In 5 anni mi hai dimostrato che persona sei, mi hai mostrato un rispetto che pochi a scuola vedevo darmi. Rimani e rimarrai sempre uno di noi».

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Sul luogo dell’incidente anche il sindaco Andrea Gentili

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