Allarme dei sindaci sull’emergenza:
«Se la Regione non paga le spese
saltano ditte e Comuni»

SISMA - Sinora l'ente e la protezione civile hanno coperto il 60% dei rimborsi ma, spiegano i sindaci di Castelsantangelo e Caldarola, è necessario arrivare al 70%. Critiche anche sulla destinazione dei fondi del secondo stralcio per le opere pubbliche che unisce Comuni dentro e fuori cratere
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di Federica Nardi

(foto di Fabio Falcioni)

«Devo ancora pagare le ditte intervenute durante la neve dell’anno scorso. Qua rischiamo di far saltare le aziende». Così il sindaco di Caldarola Luca Maria Giuseppetti punta il dito contro i mancati pagamenti da parte della Regione e della Protezione civile delle spese rendicontate dai Comuni del cratere durante l’emergenza sisma. La Regione ha infatti pagato circa il 60 percento di queste spese mentre dovrebbe arrivare almeno al 70 percento. Giuseppetti storce il naso anche di fronte a un piano delle opere (votato oggi durante una riunione dei sindaci del cratere all’Erap di Macerata- leggi l’articolo), dove comuni dentro e fuori cratere vengono considerati tutti insieme: «chi ha meno danni – dice il sindaco di Caldarola – dovrebbe aspettare. Io ho da sistemare il teatro, i cimiteri. Nel secondo stralcio delle opere pubbliche ci rientrano solo il palazzo comunale e una palazzina».

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Mauro Falcucci

Quello delle rendicontazioni è problema esteso soprattutto ai territori più colpiti che hanno anticipato milioni di euro per messe in sicurezza e lavori in emergenza. «Qua salta il Comune e anche le ditte», gli fa eco il primo cittadino di Castelsantangelo, Mauro Falcucci. «Ci dovrebbero pagare il 70 percento delle spese sostenute, ma il sistema messo in piedi non vede i fondi impegnati, solo quelli già spesi. Andiamo avanti per anticipazioni di cassa ma tra un po’ finiamo i soldi», dice Falcucci, di ritorno dalla riunione ancora una volta a porte chiuse dove i problemi più impellenti sono gli stessi di un anno fa. Sul tema dei fondi attesi dai Comuni la Regione ha assicurato che presto colmerà quel 10 percento che manca per arrivare al rimborso del 70 percento previsto per gli interventi. I fondi arriveranno dalla Protezione civile nazionale. Ma lo scontento resta. «Se non differenziano queste riunioni tra chi ha più danni e chi meno non andrò più a perdere tempo – taglia corto Falcucci -. Il nostro voto a che serve? Su che base voto un intervento di un altro Comune? La Regione si prenda le responsabilità di pianificare e decidere. Questa è una falsa concertazione». Il sindaco, infatti, non ha votato. A lui nell’ambito del secondo stralcio delle opere pubbliche sono toccati 10 milioni di euro. «Sì – dice – ma restano sulla carta. Perché prima di spenderli da noi bisogna risolvere i dissesti idrogeologici. Qualche Comune con meno danni può spenderli dopodomani, noi tra un bel po’ di tempo. E nel frattempo non resta nessuno. Faccio solo funerali».

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Cesare Spuri

Per i dissesti idrogeologici anche Visso e Ussita hanno chiesto interventi concertati per evitare un mancato coordinamento con altri soggetti, come Anas, che stanno intervenendo sulle strade. Anche perché il direttore dell’Ufficio ricostruzione, Cesare Spuri, ha detto che il piano dei dissesti sarà pronto per febbraio ma nel frattempo i privati che devono ricostruire devono presentare i progetti. Inoltre Visso ha chiesto di completare le sistemazioni cimiteriali di Aschio, che sono rimaste fuori dal secondo piano. Ma ha ottenuto i fondi per intervenire sugli acquedotti comunali di Visso nel tratto che porta a Villa Sant’Antonio grazie alla segnalazione del vicesindaco Gian Luigi Spiganti Maurizi. «Fondamentale – spiega il consigliere Filippo Sensi – sia per le aree Sae sia per la produzione della Svila». Al tavolo insieme a Spuri anche l’assessore regionale Angelo Sciapichetti e il dirigente regionale della Protezione civile David Piccinini.

Sisma: 278 milioni in arrivo A Macerata 35, oltre 177 nel cratere Summit con i sindaci (foto)

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Da sinistra David Piccinini e Angelo Sciapichetti

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