La “scoperta recente” (sic!) della Pieve
risolverebbe vari problemi di Macerata

LA DOMENICA DEL VILLAGGIO - Anzitutto quelli del traffico nei due sensi in via Roma con l’eliminazione del passaggio a livello. Poi la disponibilità di un’ampia area per insediamenti culturali, ricreativi e sportivi

- caricamento letture

 

liuti-giancarlo

 

di Giancarlo Liuti

Notizia di alcuni giorni fa: “Traffico in tilt, questa mattina, a Macerata”. E per quale motivo? Semplice a dirsi, meno semplice a trovarcisi. Per oltre mezzora, in concomitanza con certi lavori di rifacimento del manto stradale sulla 77, era stato bloccato il passaggio a livello di via Roma ed era stato previsto un senso unico alternato con tanto di semaforo (leggi qui). Una previsione che purtroppo si è subito rivelata poco previdente, giacché quello – per il traffico automobilistico in entrata e in uscita dalla città oltretutto complicato dal transito del treno – va considerato da decenni come il punto più problematico della mobilità di Macerata, per cui, nel giro di pochi minuti, ne è risultato un grande, scusate la parola, “casino”, oltretutto col frastuono – il “commento musicale”? – dei clacson.
E allora, preso atto dell’ingovernabilità della situazione, agli automobilisti saliti da Sforzacosta o scesi da Macerata è stato consigliato di tornarsene indietro servendosi, per entrare in città o per uscirne, di altre vie più complicate, la qual cosa ha provocato intasamenti e rallentamenti in tutta la zona, fino, pensate, ai viali di circonvallazione.

passaggio-livello-macerata-650x376-325x188

Auto in coda al passaggio a livello di via Roma

La questione, insomma, stava tutta in via Roma, dove, a un certo punto, s’incontrano nei due sensi la linea ferroviaria da Civitanova ad Albacina e, sempre nei due sensi, il traffico motorizzato da Sforzacosta a Macerata. Ed è questa la ragione del passaggio a livello, la cui eliminazione è stata oggetto, fin dagli anni sessanta, di possibili soluzioni alternative, come, ad esempio, quella contenuta nel piano regolatore dell’urbanista Piccinato: far sì che il treno non salga fino a Macerata ma resti lungo il Chienti, trasferire laggiù la stazione e raggiungerla dalla città con gli autobus. Un’idea, questa, troppo costosa o troppo avveniristica, per cui non se ne fece nulla . E oggi, più di mezzo secolo dopo, stiamo esattamente come stavamo più di mezzo secolo prima. Colpa di qualcuno? Forse soltanto del “modus vivendi” di Macerata , che per la proverbiale prudenza della sua natura diffida sempre dei passi più lunghi della gamba.

Adesso, però, si va profilando qualcosa di nuovo, cioè la “scoperta” (sic!) dell’amministrazione comunale di un’ampia area periferica attualmente inutilizzata ma che potrebbe servire alla bisogna: la cosiddetta “Pieve”, che dalla “superstrada nord” scende a valle e in uno spazio di alcuni chilometri quadrati raggiunge, all’altezza di Sforzacosta, la “superstrada sud”. Ampia area, ho detto, tant’è vero che si sta pensando di edificarvi il grande – e per ora un po’ mitico – “ospedale unico” a servizio dell’intera “provincia”, che adesso – siamo o non siamo “moderni”? – bisogna chiamare “area vasta”. Che farci, in questa “Pieve”? Il già detto ospedale unico? Benissimo. Un nuovo ed ampio “Palazzetto dello sport”? Benissimo. Locali per convegni e attività culturali, sportive e ricreative? Benissimo. E staremo a vedere.

Nel frattempo, comunque, sarebbe il caso di non perdersi in discussioni su progetti troppo immaginiifici e poco realistici, come quello di metter le mani sulla linea ferroviaria e sulla stazione per spostarle entrambe a valle, il che, fra l’altro, costerebbe parecchio e sappiamo bene quanto non siano piene le borse non solo del Comune ma pure della Regione e finanche dello Stato, che oltretutto, per fargli aprire la sua, è indispensabile l’autorevolezza personale di personaggi politici d’alto rango che oggigiorno Macerata purtroppo non ha (ma questa è una mia perfidia della quale mi affretto a scusarmi con gli interessati).
Veniamo allora al dunque. Per Macerata la cosa assolutamente irrinunciabile è l’eliminazione del passaggio a livello di via Roma. In che modo? Un modo forse un po’ “sparagnino” ma in linea coi tempi che corrono: lasciare che il treno continui a passare dove passa ora e far sì che il traffico motorizzato possa servirsi , nei due sensi, di una breve prosecuzione di via Roma mediante un sottopasso o un cavalcavia, ma stavolta in campagna, al di fuori dell’area urbana, che eviti la ferrovia. Mi rendo conto, intendiamoci, che queste mie sono ipotesi da dilettante e magari campate in aria. Ma lasciatemele dire. Per l’ennesima volta esse testimoniano l’amore che un non maceratese nutre per Macerata.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X