Il sì di Marco e Franco,
sposi arcobaleno a Camerino
PRIMA unione civile nella città ducale tra un dipendente del Comune e il compagno, un 40enne civitanovese. «Per noi quello di oggi è un sogno che avevamo da diversi anni, fino a poco tempo fa non pensavamo fosse possibile»

Franco Verdarelli e Marco Dolci, con il sindaco Pasqui e le colleghe dell’anagrafe
Giornata di festa questa mattina nel salone Contram, per la prima unione civile celebrata a Camerino, tra Franco Verdarelli, storico dipendente dell’ufficio anagrafe e stato civile del Comune camerte ed il compagno Marco Dolci, che dopo otto anni hanno coronato il loro sogno di ufficializzare la loro relazione, come consentito dalla legge approvata nel luglio 2016. A celebrare l’unione un emozionato sindaco Gianluca Pasqui, in fascia tricolore, di fronte ad una sala piena di amici e parenti, dipendenti comunali in festa per il loro collega.
Testimoni degli sposi le sorelle Patrizia Verdarelli e Monica Dolci, il sindaco Pasqui ha prima letto tutti i doveri e i diritti degli sposi previsti per legge, chiedendo loro se avevano intenzione di unirsi in matrimonio. Al sì, li ha proclamati uniti civilmente, tra l’applauso dei presenti. C’è poi stato lo scambio delle fedi e Pasqui ha donato ad entrambi gli sposi a nome del Comune, due mazzi di rose blu e fiori bianchi. E’ seguito il classico momento della firma del registro di stato civile, del sindaco, degli sposi e delle due testimoni, poi il primo cittadino ha preso la parola. «Vi faccio gli auguri miei personali, di una città e di un territorio, che oggi vivono un momento di festa, perchè dietro al termine amore non ci sono barriere – ha detto emozionato il primo cittadino – faccio gli auguri anche come Gianluca Pasqui, con il cuore, perchè per me Franco è un grande amico, lo stimo molto per i valori importanti che ha, oggi sono certo di poter dire che si realizza uno dei vostri sogni». Franco Verdarelli 60 anni è dipendente dell’anagrafe, si è occupato di tantissimi matrimoni dei suoi concittadini, per un giorno è rimasto dall’altra parte, mentre quello da oggi è il suo sposo, Marco Dolci, 40enne originario di Civitanova è dipendente di un’azienda di Corridonia. «Per noi quello di oggi è un sogno da diversi anni, fino a poco tempo fa non pensavamo fosse possibile», hanno detto i due coniugi. Alla celebrazione civile è seguito un allegro momento conviviale di festa con gli invitati alla cerimonia, aperto dal brindisi.















Gli sposi con le sorelle testimoni e le loro madri
l’Italia rimane uno dei pochi Paesi europei a non avere una legge che permetta alle coppie omosessuali di unirsi in matrimonio. Possono farlo civilmente, con la cosiddetta legge Cirinnà, ma tra le due formule esistono delle differenze sostanziali.
Le unioni civili sono “formazioni sociali specifiche” che vengono stipulate di fronte all’ufficiale di Stato e il cui atto viene registrato nell’archivio dello stato civile. Tuttavia per unirsi civilmente, i due partner non devono fare le pubblicazioni, come è previsto per i futuri sposi. E una volta uniti non sono tenuti a rispettare il principio di fedeltà. Ma soprattutto – ed è questo il nodo più contestato – non hanno diritto all’adozione nazionale e internazionale, né uno dei due può adottare il figlio del partner.
Nel caso in cui uno dei due uccidesse l’altro, non verrebbe punito con la stessa aggravante di chi uccide la moglie o il marito. In caso di separazione, invece, mentre le coppie sposate devono attendere sei mesi, a quelle unite civilmente ne bastano tre.
Io mi sento abbastanza progressista per approvare questo genere di unioni , però non vedo il motivo di criminalizzare chi la pensa diversamente !!
Beati, in foto, tra le donne.
Il termine matrimonio deriva dal latino matrimonium, unione di due parole latine, mater, madre, genitrice e munus, compito, dovere; il matrimonium era, nel diritto romano, un “dovere della madre”, intendendosi il matrimonio come un legame che rendeva legittimi i figli nati dall’unione. Analogamente la parola patrimonium indicava il “dovere del padre” di provvedere al sostentamento della famiglia.
Un sindaco dovrebbe badare a come parla-
Pavoni, quello alle più ardite trasfigurazioni semantiche è un antico diritto camerte.
Ognuno è libero di pensare e dire quello che vuole,resta il fatto incontestabile che la vita può essere generata solo da un uomo con una donna,poi che si generi con un rapporto sessuale o in laboratorio o madre surrogata o inseminazione artificiale sempre di seme di uomo ed ovulo di donna si ha bisogno !!!
Ognuno è libero di pensarla come vuole. Per fortuna viviamo (ancora) in uno Stato che permette il libero pensiero.
A chi si dice contro le unioni civili (badate bene, il matrimonio religioso non è mai stato chiesto dalla comunità GLBT) vorrei fare queste domande :
Se fosse vostro figlio/a ?
Lo vorreste felice con il compagno/a che si è scelto?
Vorreste che la legge tuteli la loro unione ?
Rispondetevi e capirete il significato di tutto ciò.
Auguri agli sposi.