Sgombero Hotel House, il sindaco:
«Non mi muovo dall’ordinanza»
Assegnati 100mila euro per i lavori
PORTO RECANATI - Il primo cittadino dice di non avere intenzione di tornare sui suoi passi. Duemila persone dopo l'8 dicembre dovranno lasciare il palazzone. Intanto la Regione ha stanziato i fondi destinati a coprire parte delle opere di messa in sicurezza. Critici i grillini sul piano per il rimborso
di Emanuela Addario
Ore decisive a Porto Recanati per le sorti dell’Hotel House. L’8 dicembre scadono i 120 giorni concessi nell’ordinanza del sindaco emessa il 13 luglio scorso nella quale si intimavano i lavori di messa in sicurezza del sistema antincendio. In difetto si sarebbe provveduto allo sgombero dell’intero edificio. «Stiamo lavorando sulla questione ma io non mi muovo dall’ordinanza – dice il primo cittadino, Roberto Mozzicafreddo -. Se non verranno trovate soluzioni idonee a norma di legge dopo l’8 dicembre, potrebbe essere anche il 10, ordinerò lo sgombero. Il come bisognerà deciderlo con gli altri enti coinvolti». Fermo, dunque, sulle sue posizioni il primo cittadino che questa mattina ha ricevuto il decreto della Regione nel quale si comunica che sono stati assegnati al Comune rivierasco i famosi 100mila euro destinati all’inizio dei lavori di messa in sicurezza all’Hotel House, che poi dovranno venire restituiti dai condomini.
«Il decreto è arrivato e ora bisogna vedere il da farsi» spiega Mozzicafreddo. A conti fatti con questa cifra l’amministratore giudiziario Gianluca Tomasino potrebbe dare inizio ai lavori di messa in sicurezza e bloccare l’ordinanza. Di certo sarebbe un prendere tempo visto che per i lavori servono ben 300mila euro e che i condomini non ci pensano assolutamente di tirare fuori un euro per le quote condominiali. Di non poco conto, poi, c’è anche il problema del pagamento del debito con l’Enel pari a oltre 300mila euro, sospeso in attesa di sviluppi. La società potrebbe decidere di sospendere la fornitura del servizio e l’Hotel House diventerebbe inagibile per mancanza dei servizi primari. In realtà all’House la maggior parte dei residenti vive tranquillamente senza crearsi alcun problema sulla possibilità che vengano sbattuti fuori casa. Il condominio, per chi non lo sapesse, è popolato da circa duemila persone, di questi 700 sono minori in età scolare.
Sull’ordinanza, Andrea Cecconi, parlamentare del M5S, Gianni Maggi, consigliere regionale M5S, Sauro Pigini consigliere comunale M5S di Porto Recanati intervengono, criticando la scelta, in particolare perché non è previsto un piano di rientro dettagliato dei 100mila euro. L’ordinanza «fornisce un precedente giuridico sicuramente innovativo per tutti quei proprietari di case che – ironizzano –, dovendo affrontare rilevanti spese per opere di messa a norma delle parti comuni, potranno chiedere di farsi finanziare dalla Protezione civile. In questa ordinanza, infatti, non ritroviamo un riferimento dettagliato ad un giusto e necessario recupero di detta somma. E questa omissione, pur condividendo lo spirito e le finalità dell’ordinanza, ci porta ad esprimere un giudizio del tutto negativo sul modo in cui si intende procedere, pur avendo noi, unica forza politica, già a marzo chiesto che, parte di detta somma, fosse destinata per eseguire lavori per il ripristino di almeno un ascensore dell’edificio. Lavori, però, da imputare al condominio». E aggiungono che si tratta di un «degrado volontario la cui responsabilità è da iscriversi esclusivamente ai singoli condomini e alla politica che ha sempre voltato lo sguardo da un’altra parte senza mai intervenire». Il Movimento 5 Stelle chiede che «siano messi in atto tutti gli strumenti idonei al recupero totale di quanto viene chiesto alla collettività».



Mai visto un condominio finanziato dallo Stato.
Tutti a casa!!!!!
E chi chiamate per lo sgombero,un reparto di SS dirette da Himmler? Per un operazione del genere erano gli unici ad avere grande esperienza. L’Hotel House sta a Portorecanati dove vive un gran testa di c…o, esperto in casi di inagibilità. Chiedete a lui, il mentecatto potrebbe darvi qualche consiglio.
Ipotizzo una soluzione a medio termine: incrociamo l’esigenza di reperire 366 unità immobiliari per il terremoto con l’acquisto all’asta o per licitazione privata degli appartamenti nell’Hotel House (in totale sono 400 nel condominio). Nell’arco di un anno al massimo si ridurrebbe del 70% la presenza di conduttori dolosamente morosi e nelle assemblee condominiali i bilanci verrebbero approvati. Nella prospettiva di una acquisizione maggioritaria degli appartamenti due sono le ipotesi operative: o la Regione Marche diventa proprietaria degli immobili (magari destinando un’ala intera del palazzone a propri uffici decentrati dopo la fine dell’emergenza abitativa terremotati 2016, così smorzando la presenza eccessiva e problematica dell’attuale unica destinazione uso abitativo) o ne diventa proprietaria la Protezione Civile Nazionale unitamente alla UNCHR (Alto Commissario per le Nazioni Unite o magari un ente umanitario della UE) che potranno insediarsi nell’edificio con una una propria sede e gestire le unità immobiliari per le emergenze italiane (ed i terremotati delle future calamità sapranno subito dove alloggeranno). Nelle more dell’operazione, si versa un milione di euro nelle casse del condominio come prestito ponte per eseguire i lavori di agibilità e pagare tutti i fornitori con una equa transazione (riducetemi il debito ma vi garantisco nei pagamenti futuri per acqua, luce ed ascensore). Nel tempo la viva presenza di centinaia di nuovi residenti, di enti pubblici ed associazioni di volontariato italiano ed europeo suggerirà ai malintenzionati di starsene alla larga. Le future quote condominiali proverranno per la maggioranza da casse di enti pubblici ed associazioni onlus: il condominio rimarrà multietnico ma nel tetto sventoleranno le bandiere della solidarietà. Questo mio umile coniglio nasce dall’esperienza diretta.
H.H. una grande meretrice eco mostro alveare tritagrana ,ma che se lo ciuccia…nessuno lo vorrebbe.Fonte inesauribile di problemi.
F O N T E
I N E S A U R I B I L E D I
P R O B L E M I
e’ peggio del tetano,a tutti qui? e che palle.!
http://openmigration.org/wp-content/uploads/2016/01/IT_PercentForeignInmates.png
Con 100mila euro, ci si compravano sai quante casette, per i terremotati, li si che ne hanno bisogno. Tanto fra un po’ ritorneranno come adesso, soldi buttati.
Speriamo che Salvini arrivi veramente con le ruspe.
Tutto ciò accade perché i condòmini anziché pagare le quote condominiali inviano i soldi ai parenti rimasti nella loro patria.
Appena se ne sono andati, 400 kg di c4 e portare via le macerie !
Finalmente un Sindaco con gli attributi !