«Disparità di trattamento
tra i titolari di reddito d’impresa,
lavoro autonomo e gli altri contribuenti»
DENUNCIA - La Cna Macerata chiede ai parlamentari dei territori colpiti dal sisma e al Commissario alla Ricostruzione De Micheli di «intervenire urgentemente per evitare l’ennesima ingiustizia»
La Cna, associazione artigiani e pmi di Macerata denuncia la disparità di trattamento tra i titolari di reddito d’impresa, lavoro autonomo e tutti gli altri contribuenti. «Gli imprenditori e lavoratori autonomi non potranno versare i tributi dovuti nel periodo di sospensione usufruendo della possibilità di rateizzare il dovuto in 24 rate mensili a decorrere dal 31 maggio 2018, alla stessa stregua di quanto è previsto per tutti gli altri contribuenti – sottolinea il direttore di Cna Macerata Luciano Ramadori – Le categorie di contribuenti in base al decreto legge 17 ottobre 2016 e successive modifiche si distinguono tra coloro per cui la ripresa delle riscossioni dei tributi non versati a seguito sospensione per il sisma avverrà in un unica soluzione entro il 16 dicembre 2017 e coloro che a decorrere dal 31 maggio 2018 verseranno in 24 rate». Il direttore sostiene: «Occorre unificare le scadenze e la rateizzazioni per tutti coloro imprenditori e lavoratori autonomi che non hanno avuto l’opportunità o intenzione di chiedere ulteriori finanziamenti al settore bancario, previsto dall’articolo 11, comma 3 del decreto legge 9 febbraio 2017, n. 8 per il versamento delle somme dovute entro il 16 dicembre 2017, in quanto, ancorché garantiti dalla Cassa depositi e prestiti, fanno crescere l’esposizione bancaria dell’impresa con una conseguente contrazione della capacità di finanziamento». Cna sollecita attraverso un emendamento alla Legge di Bilancio in discussione alla Camera e contestualmente «chiede ai parlamentari dei territori colpiti dal sisma e al Commissario alla Ricostruzione De Micheli di intervenire urgentemente e comunque prima del 16 dicembre per evitare l’ennesima ingiustizia. Temiamo che stia per cadere la classica goccia che fa traboccare il vaso – conclude Luciano Ramadori – che porterà molti imprenditori, lavoratori autonomi e coloro che svolgono l’attività agricola nei territori del sisma a chiudere l’attività entro fine anno».
