Il comandante dei vigili:
«Ora basta, denuncio i sindacati
Lesa la mia persona e professionalità»

CIVITANOVA - Daniela Cammertoni all'attacco: «Ai "vedovi di Vignoni" dico di andare a piangere da un'altra parte. A chi non accetta il mio ruolo dico che dobbiamo ognuno fare il proprio lavoro sennò la spaccatura diventa una voragine». E risponde alle critiche maturate in queste settimana sulla gestione del corpo di polizia municipale

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Il comandante della polizia municipale Daniela Cammertoni

 

di Laura Boccanera

«Non si possono consentire questi toni e queste considerazioni, non posso accettare che venga messa in discussione la mia onorabilità e la mia persona, ora denuncio». La comandante dei vigili Daniela Cammertoni annuncia denunce contro quei sindacati, in particolare contro la Cgil, che in queste settimane hanno commentato la gestione della polizia municipale a Civitanova. Cammertoni è un fiume in piena e non lesina di richiamare alle proprie responsabilità sindacati, ma anche quei vigili che all’interno del Comando stanno facendo la guerra. Ammette la spaccatura, ma aggiunge che «la polizia municipale non può essere un mercimonio di persone senza scrupoli» e consiglia «agli orfani di Vignoni di andare a piangere da qualche altra parte». Dopo la valanga di parole e prese di posizione a seguito dell’aggressione delle due vigilesse e le critiche piovute sui vigili, la comandante si difende: «ho dato mandato ad un legale per procedere a danno degli autori che hanno offeso pubblicamente la mia immagine professionale – dice la Cammertoni – perché gli stessi sindacati non hanno preso posizione quando venivano disposti servizi notturni segreti svolti in straordinario sempre dalle stesse persone o quando gli agenti anziché svolgere servizio esterno venivano utilizzati per incarichi di competenza degli ufficiali, comandante compreso. Alcuni sindacati hanno preso a pretesto le recenti aggressioni per attaccare l’amministrazione e la sottoscritta, ma questi servizi rientrano a pieno nelle competenze specifiche di un corpo di polizia locale». E poi verso i propri vigili aggiunge: «se non accettano il mio ruolo di comandante è un problema loro, ciascuno deve fare il proprio ruolo sennò la spaccatura diventa una voragine e se su questa si innestano iniziative come quelle dei sindacati che allargano tale spaccatura è assai grave. Invito tutti a fare un passo indietro, chi non ha digerito che Vignoni sia tornato a Porto Recanati, coloro che io chiamo i “vedovi di Vignoni” vadano a piangere da qualche altra parte. Chi non ha più voglia di fare questo lavoro chieda la mobilità. La riorganizzazione del corpo di polizia municipale è stata trattata da alcune sigle sindacali con l’evidente intento di difendere esclusivamente i propri iscritti che rivendicano posizioni di privilegio attribuite con Vignoni e che io ho provveduto ad azzerare».


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