Visso, lo sfogo del sindaco:
“Ricostruire così è impossibile
Se dobbiamo andarcene ce lo dicano”

SISMA - Giuliano Pazzaglini a tutto campo: dall'ultimo incontro con il commissario De Micheli a cui ha chiesto una legge per superare i vincoli nel centro storico, al progetto della nuova piazza, fino alla possibile candidatura alle politiche con la Lega Nord
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Macerie a Visso

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Giuliano Pazzaglini

 

 

di Giovanni De Franceschi

“Siamo di fronte a una nuova ruina di Visso, dopo quella del 1400 dovuta a saccheggi e pestilenze”. L’unica differenza è che più di sei secoli dopo è stato il terremoto il protagonista in negativo di una delle pagine più buie del piccolo centro dell’alto Maceratese. Ne è convinto il sindaco Giuliano Pazzaglini, consapevole dell’enorme lavoro che attende la comunità, tra pastoie burocratiche, promesse non mantenute, ritardi. Ormai è passato quasi un anno, ma per certi versi è come se il tempo si fosse fermato al 30 ottobre 2016. Il futuro di Visso è ancora tutto da scrivere, e oggi come nel 1400, i timori che non possa più essere ricostruita così com’era crescono di giorno in giorno. “L’unica certezza – ammette il primo cittadino – è che non mi rassegnerò mai”.

Sindaco, lei è stato chiaro: con queste leggi il centro di Visso non potrà essere ricostruito.

“Sì, di bastoni tra le ruote ne abbiamo molti. In centro abbiamo oltre il 90% di edifici inagibili, quindi dovremmo realizzare un piano attuativo per la ricostruzione, ma trovandoci in zona a rischio idrogeologico, classificata r4 (il grado più alto, ndr) qualunque piano verrebbe bocciato. Inoltre c’è il regio decreto del 1904 che impedisce di ricostruire a meno di 10 metri da un fiume, anche in zone non a rischio, più altri vincoli urbanistici. Per questo ho chiesto l’adozione di una legge speciale in grado di superare tutti i limiti”.

E nel caso la legge non dovesse arrivare?

“A quel punto me lo devono dire loro, se dobbiamo andarcene da qui, che siano chiari, almeno sappiamo cosa fare. E’ quello che ho detto al commissario De Micheli nell’ultimo incontro a Roma. Lei si è presa un po’ di tempo per verificare il problema che le ho esposto, poi tornerò a Roma il 9 novembre. Spero di avere una risposta per quella data, ma so che sarà difficile, perché la materia da approfondire è complicata e i giorni a disposizione sono pochi. Quindi probabilmente servirà un ulteriore incontro, oppure il commissario saprà già dirmi se è in grado di accettare le mie richieste o meno. In quel caso valuterò insieme ai cittadini la risposta, non escludo nulla, neanche manifestazioni o proteste eclatanti, saranno loro a decidere. Io li rappresenterò in ogni caso, è una situazione straordinaria, quindi si deve agire al di fuori dell’ordinario”.

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Paola De Micheli

A proposito del nuovo commissario, che impressione le ha fatto?

“Su una persona si possono dare due giudizi: per come si pone e per i risultati che ottiene. Ho apprezzato molto la sua disponibilità, ma sospendo ogni giudizio fino a quando non avrò le risposte al problema storico che ho sollevato”.

Insomma, i problemi legati all’emergenza e alla ricostruzione sono molti. C’è qualcosa che  ha funzionato in questo caos di norme e leggi?

“Mi lasci dire prima che il problema originario è legato al fatto che con il terremoto si è aggiunta burocrazia a un sistema già lento e farraginoso, si è creato il paradosso per cui posso fare di meno ora in condizione d’emergenza che prima in una situazione ordinaria. Detto questo ciò che ha funzionato è stata la solidarietà della gente. Che però non è stata aiutata, anche qui c’è stato un errore, di comunicazione soprattutto. Nella grande esposizione mediatica che ha avuto il terremoto, chi ha saputo esporre un simbolo, come Amatrice, ha ricevuto molto di più di chi non l’ha fatto”.

E dove sarebbe l’errore?

“Faccio un esempio: la prima uscita pubblica del presidente del Consiglio Gentiloni nella nostra provincia non è stata in uno dei tre comuni più colpiti (Visso, Ussita, Castelsantangelo, ndr), ma a San Ginesio. Senza nulla togliere a San Ginesio, ma è chiaro che mostrare quelle immagini nel mondo ha fatto sì che passasse il messaggio per cui i paesi più colpiti fossero Amatrice e Norcia. Per carità noi non ci possiamo lamentare, perché grazie agli sms solidali abbiamo ricevuto 2 milioni di euro, che investiremo nella nuova piazza”.

A proposito di nuova piazza, l’altra sera ha avuto un incontro con i commercianti. Com’è andata?

“E’ stato un incontro molto positivo, perché è emersa la parte migliore di tutti, quella che punta alla ricostruzione di Visso. E’ scontato che nell’affanno della gestione del terremoto siano stati commessi degli errori, ma a quel punto avevamo due strade: o evidenziare gli sbagli al fine di non commetterli più o prenderli a pretesto per uno scontro. La seconda ipotesi avrebbe solo aggravato la situazione e gli operatori mi hanno dato ragione. Quindi una volta compreso che siamo tutti sulla stessa barca, che abbiamo bisogno l’uno dell’altro, il percorso è stato più semplice”.

Visso_FF-1-325x217Avete preso qualche decisione concreta?

“Abbiamo deciso di investire i 2 milioni degli sms solidali e altri finanziamenti in un intervento strutturale: quello di realizzare una nuova piazza nell’area dell’ex hotel Marche. Certo ci vorrà più tempo, che cercheremo di riempire con altre iniziative, tipo i mercatini o una pista di pattinaggio all’aperto nel periodo natalizio, ma avremo di sicuro una soluzione più qualificata in attesa di sapere se potremmo ricostruire il centro storico”.

I tempi per la realizzazione della nuova piazza?

“Siamo in attesa dell’ultimo parere, quello della Protezione civile nazionale, poi saremo in grado di partire con i lavori. Da lì ci saranno tempi tecnici, consideri che ci sono da realizzare i lavori di urbanizzazione in un’area di un’ettaro e mezzo, poi tutte le strutture esterne, destinate a negozi e studi professionali, oltre a un locale coperto da oltre 400 metri quadri destinato ad attività culturali e altri edifici. Molto dipenderà dalle soluzioni architettoniche e strutturali che sceglieremo, quindi fra tutto, almeno un anno penso. Così torneremo ad avere le stesse opportunità che avevamo prima del terremoto. Fermo restando che il vero obiettivo resta la ricostruzione del centro così com’era”.

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Pazzaglini con Vieri

 

Per quanto riguarda invece la squadra di calcio, dopo che il  campo di Visso è stato destinato alle casette, a che punto è l’iter per il restyling di quello di Ussita?

“Dispiace che la polemica sia degenerata fino ad arrivare ad insinuazioni sul fatto che fossero sparite le donazioni. Ho controllato proprio stamattina (venerdì, ndr) e ancora non erano arrivati i soldi. Si tratta di 40mila euro donati dall’associazione di Vieri con l’iniziativa di quest’estate a Cervia e 10mila dalla Regione Emilia Romagna. Con Ussita è già pronto il protocollo d’intesa per rifare il manto del campo, non appena arriveranno i fondi saremo pronti a partire. Vieri conta di annunciare l’avvio del progetto di ritorno dagli Usa, a breve”.

Quello del campo di calcio in comune, potrebbe essere un primo passo per una fusione con Ussita e Castelsantangelo?

“Secondo me siamo già un territorio unico e un unico comprensorio ed è così che dobbiamo guardare al futuro. Poi se dal punto di vista amministrativo riusciremo anche a realizzare una fusione, tanto meglio. Pensi che io feci la tesi di laurea sulle fusioni tra comuni in tempi non sospetti, quindi ovvio che sono favorevole. L’unico limite che vedo al momento è la mancanza di un’amministrazione a Ussita, sarebbe un errore iniziare l’iter in queste condizioni. Quando tornerà una guida politica, se sarà d’accordo, potremo iniziare a parlarne seriamente. Poi saranno i cittadini a scegliere con un referendum”.

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Pazzaglini con Salvini

Per il futuro si parla anche di una sua candidatura alle elezioni politiche come capolista della Lega Nord..

“Fino a quando non saranno finiti gli incontri con il commissario sarò solo il sindaco di Visso, anche perché sarebbe un errore e un danno presentarsi con la casacca di un partito”.

Però sembra di capire che non lo esclude?

“Vorrei sapere com’è venuta fuori questa notizia di una mia candidatura con la Lega – conclude Pazzaglini, scherzando – così per capire se posso sperarci o meno”.

 

 

 



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