Matelica celebra il Verdicchio,
premiati quattro esperti di vini

ENOGASTRONOMIA - Iniziativa della Delegazione di Macerata dell’Accademia Italiana della Cucina per il 50° della Doc  Applaudita tavola rotonda che ha avuto per protagonisti Roberto Potentini, Claudio Modesti, Piergiorgio Angelini e Cesare Lapadula ai quali sono andati i primi quattro riconoscimenti

- caricamento letture
accademia-cucina-1

I premiati dall’Accademia della cucina

 

di Ugo Bellesi

Tra gli eventi in programma quest’anno per celebrare il 50° anniversario del riconoscimento della Dop al Verdicchio di Matelica, ha assunto un particolare significato la manifestazione organizzata nel foyer del teatro “Piermarini” dalla Delegazione di Macerata dell’Accademia italiana della cucina che ha voluto dedicare un’intera giornata a questa festosa ricorrenza. Protagonisti dell’evento sono stati quattro grandi esperti di vini e di gastronomia come l’enologo Roberto Potentini, che è anche assessore al Comune di Matelica, il direttore del Centro studi Marche dell’Accademia, Piergiorgio Angelini, il medico Claudio Modesti membro del Centro studi dell’Accademia e docente ai corsi dell’Associazione italiana sommelier, e il delegato dell’Ais per la provincia di Macerata, Cesare Lapadula. Di fronte ad un uditorio assai competente e molto attento i quattro relatori hanno animato una tavola rotonda molto avvincente e interessantissima. Si è partiti infatti dalla descrizione della storia del vino, dall’antichità ad oggi, cioè da quando veniva considerato un alimento evolvendosi poi in bevanda per impreziosire i banchetti dei nobili per avere infine un ruolo indispensabile nell’abbinamento cibo/vino per creare emozioni sempre nuove ed esaltanti per chi siede a mensa. E l’argomento, interessantissimo, è stato affrontato da par suo da Piergiorgio Angelini, preciso nelle citazioni e sempre molto documentato. Il medico Claudio Modesti si è soffermato invece sull’evoluzione del consumo dei vini, con particolare attenzione al Verdicchio di Matelica, ed ha spaziato a tutto campo sulle problematiche della vitivinicoltura. Forte delle sue esperienze fatte in Italia e all’estero, partecipando a commissioni giudicatrici, ha individuato anche alcune linee strategiche per il rilancio di un settore importantissimo per l’economia di un intero territorio. Non ha mancato di sottolineare poi che il consumo di vino è in costante evoluzione anche per le nuove mode che trovano facile diffusione nelle nuove generazioni. Più propedeutico l’intervento, sempre interessantissimo, di Cesare Lapadula che, anche nella sua veste di docente all’Istituto professionale alberghiero di Loreto, ha fornito tutta una serie di elementi per apprezzare al meglio il buon vino, facendo anche puntuali riferimenti alla necessità di una corretta conservazione delle bottiglie. Utilissima anche una sua digressione sull’olio, fatta per raccomandare di non lasciare mai spazio vuoto nei contenitori perché l’aria deteriora le caratteristiche organolettiche dell’olio stesso che rimane sul fondo. Ha concluso in bellezza il suo intervento fornendo preziosi consiglio sul miglior abbinamento cibo/vino. Dal canto suo Roberto Potentini, dopo aver esaltato le caratteristiche del Verdicchio di Matelica, ha spaziato a tutto campo su tutte le problematiche del settore mettendo in evidenza che per troppi anni in questo territorio si è considerata la produzione vitivinicola come un settore secondario dell’economia rispetto alla grande industria metalmeccanica. Oggi invece, a causa della crisi industriale, ci si è resi conto che il Verdicchio di Matelica può essere trainante non solo per tutto il settore dell’agroalimentare ma anche per il turismo. E ha fatto più volte l’esempio delle Langhe. “Il valore del Verdicchio di Matelica – ha detto tra l’altro – è molto più alto rispetto al prezzo che viene pagato alla bottiglia. Ma questo è dovuto al fatto che è ancora troppo poco conosciuto nonostante abbia avuto molti premi e riconoscimenti. La strada è in salita ma la qualità c’è e abbiamo piena fiducia in un futuro migliore”. E ha concluso facendo l’esempio della Vernaccia di Serrapetrona: “Un vino grandissimo – ha detto – unico al mondo, che potrebbe costare anche 80 euro a bottiglia e che invece per gli errori fatti in passato non riesce a decollare come merita”.

accademia-cucina-2-325x244A conclusione della tavola rotonda la Delegazione di Macerata dell’Accademia italiana della cucina ha ricordato la figura di un grande accademico matelicese, il comm. Bruno Murani Mattozzi, già vice delegato di Macerata e cultore dell’enogastronomia delle Marche e matelicese di cui ha sempre promosso la valorizzazione puntando soprattutto sul Verdicchio di cui conservava le bottiglie migliori nella cantina di famiglia. Presenti anche le figlie Amina e Gilda (quest’ultima membro della Consulta accademica di Macerata), alla consorte, signora Gianna Murani Mattozzi, è stato consegnato un omaggio floreale. Il momento più significativo della manifestazione si è avuto quando è stato annunciato che la Consulta della Delegazione di Macerata dell’Accademia aveva deciso di creare un premio di enogastronomia intitolato al comm.Bruno Murani Mattozzi. E i primi quattro premi sono stati assegnati proprio ai relatori della mattinata dedicata al Verdicchio di Matelica, e cioè a Roberto Potentini, a Piergiorgio Angelini, a Claudio Modesti e a Cesare Lapadula, che hanno molto apprezzato il riconoscimento dal momento che in ogni pergamena era sintetizzata la meritoria attività e l’alta professionalità di ciascuno di essi.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X