Condannato per 17 tartarughe,
il legale: “Non voleva venderle”

CIVITANOVA - L'avvocato del 66enne cui veniva contestato di aver detenuto le testuggini allo scopo di cederle, interviene precisando alcuni fatti che aveva cercato di far emergere al processo. "La documentazione era regolare ed è stata depositata nel corso del procedimento. Faremo appello"

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tartaruga

 

Dopo la sentenza del tribunale di Macerata con cui il 66enne Andrea Valeri, residente a Civitanova, la scorsa settimana era stato condannato a 3 mesi e 6mila euro di multa per 17 esemplari di tartaruga che secondo l’accusa erano stati messi in vendita senza che fossero stati denunciati, interviene il legale dell’uomo, l’avvocato Raffaella Cesari, per fare alcune precisazioni. A cominciare dal fatto che, dice il legale, il suo assistito, a differenza di quanto gli veniva contestato, non intendeva vendere le 17 tartarughe che sono state trovate nella sua abitazione, «in quanto non è di sua appartenenza l’indirizzo di posta elettronica pubblicato sul sito Italypet (dove secondo l’accusa le testuggini erano in vendita, ndr), né pertanto l’annuncio di vendita è stato messo da Valeri; la difesa aveva fornito tutti i dati e gli elementi utili alla procura per accertare meglio questo elemento. Valeri – continua l’avvocato Cesari – deteneva dal 1995 le tartarughe solo per sé, essendone un appassionato, chiuse in un terreno recintato di sua proprietà, egli non le ha mai volute vendere, ne ha semmai cedute gratuitamente alcune a due conoscenti (nel 2005 quando ancora la cessione gratuita era consentita) che lo hanno testimoniato in tribunale, e le cui testimonianze sono altresì state confortare dalla relativa documentazione di cessione a titolo gratuito prodotta dalla difesa. La passione di Valeri per le testuggini era tale che al momento del sequestro egli si preoccupò moltissimo che non venissero portate via, in quanto era il periodo del loro letargo (dicembre 2012) per cui egli stesso non le avrebbe mai mosse per nessun motivo, e propose pure agli agenti intervenuti di porre sotto sequestro semmai l’intero terreno per poter poi prendere le tartarughe in un momento successivo, finito il periodo del letargo». Inoltre, continua il legale, «altro fatto importante è che quando gli agenti si sono portati sul luogo avendo precedentemente contattato l’inserzionista per un appuntamento, fingendosi acquirenti, il giorno e all’orario concordato per la presunta vendita Valeri non si trovava sul luogo, ma al lavoro, e sopraggiungeva solo un’ora e mezza dopo perché contattato dai familiari. Quanto alla regolare detenzione delle tartarughe – continua l’avvocato Cesari – la relativa documentazione dell’anno 1995 è stata depositata dalla difesa agli atti del processo unitamente alla documentazione delle “nuove nate” (anno 2005). Al signor Valeri comunque il giudice ha ritenuto concedere la sospensione condizionale della pena e la non menzione sul casellario giudiziale, a riprova dell’integrità della persona. La difesa in ogni caso, presa visione delle motivazioni della sentenza, proporrà appello».

Mette in vendita 17 tartarughe, condannato a 3 mesi


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