Via Adua, idea referendum:
“Vogliamo il sottopasso sulla statale”

CIVITANOVA - Preoccupato per la sicurezza il comitato di residenti, che si sta battendo contro la scelta della giunta di invertire il senso di marcia: "Sperimentazione senza alcuna utilità"
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Armando Mastrangelo, portavoce dei residenti

 

di Laura Boccanera

No all’inversione di via Adua, sì alla realizzazione del sottopasso sulla statale. Questa la posizione del comitato contrario all’inversione del senso di marcia di via Adua adottata dalla giunta nei giorni scorsi e che diventerà sperimentale durante le festività natalizie. Il comitato, dopo un ulteriore incontro ha fissato un’assemblea pubblica in programma il 15 settembre alle 21 al centro civico del quartiere Risorgimento. All’ordine del giorno della discussione l’ipotesi di un referendum per chiedere all’amministrazione di realizzare il sottopasso sulla statale finanziato dal Cipe come opera di completamento della Quadrilatero. I residenti ed i promotori della petizione sulla variazione della viabilità nel quartiere Risorgimento sono tornati nei giorni scorsi a riunirsi e a valutare più approfonditamente la delibera e quanto comunicato loro dal sindaco e dalla giunta nell’incontro del 30 agosto scorso. La sicurezza nella viabilità è stato l’argomento centrale su cui tutti i partecipanti hanno manifestato disappunto e preoccupazione. «Le variazioni sulla viabilità (l’inversione del senso di marcia della via e la possibilità di accedere dalla statale anche da nord)  proposte come sperimentali di fatto mostrano una scarsa professionalità – dicono i residenti della via – perché mancanti di uno studio complessivo che ne precisi il motivo e ne specifichi l’utilità». Tutti i partecipanti all’incontro, nel respingere le indicazioni dell’amministrazione comunale al fine di valutare eventuali soluzioni alternative ed essere promotori di una consultazione popolare per sollecitare la realizzazione del sottopasso sulla statale 16, hanno indetto una riunione aperta a tutti i cittadini alle associazioni. E l’idea di un referendum popolare potrebbe trovare sponde anche in consiglio comunale tra i “transfughi” dei partiti e delle liste civiche. Il sindaco Ciarapica ha sempre detto di essere contrario al sottopasso e valutare soluzioni alternative alla viabilità per non perdere il finanziamento statale. 



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