Immigrati e integrazione,
l’indagine del Gus:
“Siamo accoglienti ma poco inclusivi”

PROGETTO - Presentati i risultati di Asylum, lavoro finanziato da Erasmus plus che ha coinvolto trenta ragazzi. La ricetta dell'associazione: "Servono più spazi pubblici e occasioni di incontro, una migliore informazione e una nuova legge". Chiesto un albo per operatori professionali. La deputata Manzi ha assicurato: "Andiamo avanti con lo Ius Soli"
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Silvia Casilio, Beatrice Leone, Valeria Giammusso

 

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Silvia Casilio

 

di Gabriele Censi

Fai amicizia, avvicinati, fai un passo avanti e presentati, cammina nelle strade, siediti nelle piazze, impara l’italiano, racconta la tua storia, non fermarti se qualcuno ti rifiuta, vai a vedere le partite al bar. Sono alcune delle frasi contenute nella guida all’integrazione per giovani italiani e migranti frutto del progetto Asylum finanziato nell’ambito del programma Erasmus plus. Ieri e oggi a Macerata l’incontro con i giovani partecipanti e poi la presentazione  dei risultati con un sondaggio e un report.  Coinvolti trenta giovani tra volontari, operatori e beneficiari dei progetti Sprar e Emergenza Prefettura, con l’obiettivo di promuovere la cittadinanza attiva, oltre che sensibilizzare e rafforzare la partecipazione dei giovani migranti (e non) alla vita sociopolitica nazionale. Il report analizza i dati del sondaggio online condotto dal Gus su 472 giovani tra 18 e 30 anni italiani e migranti, è stato curato da Claudia Santoni dell’osservatorio di genere, e presentato oggi da Silvia Casilio. “I temi chiave sono accoglienza e inclusione   ha spiegato – ed emerge che siamo accoglienti, ma poco inclusivi, servono più spazi pubblici e occasioni di incontro. Una migliore informazione e una nuova legge sull’immigrazione”. La referente dell’Osservatorio stigmatizza l’uso del manifesto della Repubblica Sociale in una campagna di Forza Nuova che ritrae l’immigrato invasore che stupra le donne italiane: “Un ritorno indietro pericoloso – ha aggiunto – anche perché usa le stesse parole di quel tempo e mette in discussione principi fondamentali”.

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Giovanni Lattanzi e Irene Manzi

 

“Diritti, opportunità e confronto – ha detto sposando i risultati del questionario il coordinatore del Gus Giovanni Lattanzi –  sono le parole chiave. Ma ora ci troviamo in un clima pericoloso alla vigilia di una campagna elettorale che sarà centrata su questi temi. Una cosa è certa: per tutti noi,  per il nostro Paese e per chi arriva, bisogna fare progetti insieme. Noi continuiamo a farlo,  a Macerata e in altri luoghi”. Sono 500 le persone prese in carico dal Gus in provincia e circa 2mila nelle Marche. Si allarga il campo di attività in numerose regioni italiane, in Albania e in Iraq. “Serve professionalità – continua Lattanzi – il nostro lavoro non è di semplice accoglienza ma anche di integrazione. I decisori politici debbono aiutarci chiedendo un albo di associazioni professionali che metta fuori chi si inventa per altri motivi”.  Tra i presenti, la deputata maceratese del Pd, Irene Manzi: “Questi dati ci rendono più consapevoli. Uno degli elementi che emerge – ha commentato – è una pessima informazione nazionale. Non si possono confondere  le notizie che riguardano i reati e l’attività delle associazioni. Lo ius soli non lo abbandoniamo, una legge che la maggioranza della gente che ne parla non conosce nel contenuto. Cercheremo di andare avanti, lo scoglio è la maggioranza in Senato”.  Marika Marcolini ricorda il recente incontro sul tema con le città gemellate: “Da loro arriva una visione diversa di Macerata, penso che le famose risorse di cui tanti parlano lo siano effettivamente. Dai tavoli di approfondimento è emerso un apprezzamento degli altri paesi”.

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