Atac, l’affondo del Pd:
“Il vero volto della destra
nella gestione delle partecipate”
CIVITANOVA - I democrat tornano a sottolineare "incompatibilità e conflitto di interessi che Ciarapica e i suoi fanno finta di non vedere"
Atac, un cda “allargato a cinque membri per accontentare gli appetiti dei partiti” e “piazzare i sostenitori di Vince Civitanova”. “Incompatibilità e conflitto di interessi che solo Ciarapica e la destra fanno finta di non vedere”. Così il Pd spiega in una nota perché “è stata inoltrata una diffida per falso ideologico al sindaco, al presidente del Consiglio comunale, al segretario generale del Comune, al dirigente responsabile del settore e, per conoscenza, alla Prefettura di Macerata, con la richiesta che la delibera del 2 agosto venga annullata”. Il problema secondo il Pd è che “quel documento si rifaceva ad un atto precedente, votato nel 2012, ma ne ometteva una parte sostanziale, e cioè quella che allargava anche agli assessori, oltreché al sindaco, i fattori di incompatibilità. Sebbene evidenziato l’errore nel corso della seduta, il presidente del consiglio comunale, il segretario e il sindaco non hanno ritenuto di dover modificare l’atto e lo hanno messo al voto”. E sul lato politico: “Le partecipate sono il terreno su cui la destra sta mostrando il suo vero volto, in spregio ai basilari principi di competenza e di etica. Uno dei casi è quello di Daniele Rossi (Vince Civitanova), fratello della consigliera comunale Monia Rossi (Vince Civitanova), nominato nel Consiglio di amministrazione dell’ Atac. Lei è socio nella ditta di famiglia (con il padre) Servecologic Srl che con l’Atac ha rapporti di lavoro e che, solo nel 2016, in seguito a gara di appalto, ha gestito lavori (smaltimento dei fanghi del depuratore) per circa 200mila euro. Daniele Rossi, risulta (come dal suo curricula) impiegato della Servecologic dal 2006 al 2016. Nel 2018 sarà tempo di rinnovare l’appalto. C’è un problema di incompatibilità, di conflitto di interessi, che solo Ciarapica e la destra fanno finta di non vedere”.

” Chi è senza peccato scagli la prima pietra “, anzi se la scagli in testa prima che Civitanova diventi intransitabile per la moltitudine di pietre che i puri di spirito comincieranno a lanciare. Detto questo, non si dovrebbe aspettare il nuovo appalto per il 2018 e vedere chi partecipa e soprattutto chi lo vince?
L’affondo del PD, ovvero: ” IL BUE DICE CORNUTO ALL’ASINO ” . Vedremo alla scadenza nel 2018 se l’appalto andrà avanti di proroga in proroga oppure chi lo vincerà……..