Tragedia di Ischia:
sabato l’addio a Marilena
CIVITANOVA - Oggi l'autopsia sul corpo dell'ex infermiera di 65 anni, una delle due vittime del terremoto di lunedì. Domani alle 18 i funerali congiunti nel palazzetto dell'isola. La figlia Elena Zani e il genero Dino Pecorari sperano di riuscire a celebrare il funerale nella città alta per le 17 del 26 agosto nella chiesa di San Paolo Apostolo


Marilena Romanini
E’ previsto per sabato alle 17 nella chiesa di San Paolo Apostolo di Civitanova Alta il funerale di Marilena Romanini, una delle due vittime del terremoto di Ischia. L’ex infermiera in pensione di 65 anni era a casa di un’amica lunedì sera, quando è stata sorpresa dalla scossa di 4.0 in piazza Maio a Casamicciola. Il solaio gli è crollato sopra, senza via di scampo. La figlia Elena Zani e il genero Dino Pecorari, partiti martedì da Civitanova, dove vivono e gestiscono una palestra, sono nell’isola. Hanno deciso di riportare la salma in città per l’ultimo saluto, pratiche burocratiche permettendo, vorrebbero celebrare il funerale sabato appunto. Ieri si è svolta l’autopsia nell’istituto di medicina legale di Napoli, poi in serata la salma è stata riportata a Ischia. Domani pomeriggio, infatti, l’isola renderà omaggio alle due vittime, oltre a Marilena anche a Liana Balestrieri, 59 anni. Il funerale congiunto è previsto nel palazzetto dello sport alle 18, luogo scelto anche per motivi di ordine pubblico.
Marilena Romanini, originaria di Brescia, dal 1997 risulta residente a Monte San Giusto, in via Vittorio Emanuele, nel centro storico, ma in realtà da qualche anno si era trasferita nell’isola. Ci era andata in vacanza, poi si era trovata bene e proprio nell’isola aveva comprato anche un mini appartamento. Aveva lavorato come infermiera all’ospedale di Recanati e per un periodo anche a Civitanova, ora era in pensione. Oltre a Elena, lascia un altro figlio in nord Italia. La procura di Napoli aprirà un’inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo. Sette le case crollate, compreso il cornicione di una chiesa, due le vittime, circa 300 sfollati e decine di feriti. La casa dove si trovava Marilena Romanini al momento della scossa era proprio adiacente a quella dove tre bimbi sono stati estratti vivi dalle macerie. Sarebbe stato un effetto domino a causare i vari crolli. Pare che Marilena si trovasse al primo piano, la casa era composta da due livelli, quando il solaio gli è crollato sopra. Si trattava di case di oltre 130 anni fa, realizzate con mattoni di tufo lavorato a mano, con poca malta e legati solo con calce, in base a una specifica tecnica usata sull’isola, quella del lapillo battuto. Addirittura il negozio di ceramiche più famoso dell’isola, che si trovava poco distante dalla casa di Marilena, era stato ricavato all’interno di un antico monastero.
(redazione CM)
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