Nomine e poltrone, ecco i papabili:
Mobili per i Teatri e Basile all’Asp Ricci
CIVITANOVA - A breve l'ufficializzazione dei nuovi vertiti delle partecipate del Comune. Per il cda dell'Atac l'ente spenderà 40mila euro lordi, 10mila al presidente e 7500 a vice e consiglieri. Il ritorno di Popsophia costa 18mila. Corvatta all'attacco: "Bennato e Tiromancino, due concerti da 100mila euro. Il badget di un'intera stagione"
di Laura Boccanera
Ferragosto bollente non solo per le temperature, ma anche per la politica. E’ attesa infatti fra pochi giorni l’ufficializzazione delle nomine delle società partecipate che dovranno nominare i nuovi vertici. Dopo il cda dell’Atac (presidente Massimo Belvederesi e vice Ottavio Brini) le municipalizzate da nominare sono l’azienda Teatri di Civitanova (formalmente azienda speciale) e il cda dell’Asp Paolo Ricci che si occupa di sociale e asili. Ci sarebbero già dei nomi dati come papabili: si tratterebbe dell’ex sindaco Massimo Mobili per ricoprire il ruolo attualmente detenuto da Rosetta Martellini e del pedagogo Agostino Basile della lista Obiettivo Civitanova per il Paolo Ricci. Per quanto riguarda il cda dell’Atac il costo per gli amministratori ammonterebbe a 40mila euro annui lordi di cui 10mila per il presidente e 7500 per il vice Ottavio Brini e per i consiglieri Milena Mercuri, Daniele Rossi e Emanuela Orlandi.
Negli ultimi due anni, come ha sottolineato l’ex amministratore Sergio Cognigni, le spese per il cda ammontavano a 15.791 euro, di cui 5918 tornavano all’Ente perché compensi per i dipendenti che venivano stornati nelle casse comunali, per un costo effettivo di 9872 euro. Il cda infatti era formato dal presidente, dall’amministratore delegato e da tre consiglieri fra i dipendenti comunali. Un costo dunque inferiore rispetto a quanto il comune spende per l’attuale cda composto da presidente, vice e tre consiglieri di nomina politica. Nel 2012 il costo era di 57.484 euro di cui però circa 24mila rientravano al comune perché compensi per dipendenti comunali che rigiravano nelle casse dell’ente. Nel 2013 poi il cda decide una riduzione del 10% portando il totale a 51774 di cui 21mila riversati al comune. Nel 2015 una ulteriore riduzione a 38.768 fino ad aprile, quando l’amministratore Cognigni va in pensione e non può percepire stipendio facendo ridurre i costi per il presidente a 8873 euro.
Per quanto riguarda la voce spese ammonta a 100 mila euro la somma stanziata dalla giunta a favore dell’Amat per l’organizzazione dei concerti di Edoardo Bennato e Tiromancino. Una cifra contestata dall’ex sindaco Tommaso Corvatta: “Il budget di tutta una stagione tolti i festival, centomila euro, sono stati spesi per soli due concerti, lasciando la città senza attrattive per molti degli altri giorni dell’estate. Dobbiamo evitare di perdere la caratteristica principale che Civitanova aveva acquisito, quella di un luogo in cui venire in automatico, a prescindere, tanto qualche cosa di interessante da fare o da vedere l’avresti trovato sicuramente». Il ritorno di Popsophia, domani al Varco sul mare col Philoshow, costerà al Comune 18mila euro per la serata di filosofia e musica.


Con la vecchia amministrazione, l’Atac risparmiava quello che c’è scritto sopra e ha venduto Gas Marca per una sestina di milioni. Quindi perché fare un amministrazione nuova, per spalmare meglio eventuali utili che si avrebbero nel caso si decidesse di vendere pure le corriere, le sedie e i rubinetti? Poi che Brini abbia bisogno di qualche centinaio d’euro per stare nel CdA, non mi suona, anche perché io l’Atac di Brini, per sentito dire, era un grosso serbatoio di voti di ringraziamento per una cinquantaseina di nuovi assunti. Potrei anche sbagliarmi, ma preferisco aver detto una fregnaccia che fare una ricerca nel passato dove sbatterei sempre su Mister simpatia. La Capodarco qualche giorno fa diede un buon consiglio: ” Si fa presto a rovinarsi una carriera “. Comincio a pensare che magari sarebbe ora di un sindaco donna a Civitanova che non paghi cambiali, assegni, o restituisca piccoli prestiti. La politica si fa con persone serie e capaci. Non erano neanche difficili da trovare. L’elettorato si era espresso benissimo.Non che le scelte fatte siano da condannare, ma la gavetta la devono fare tutti. Invece scegliere un personaggio già conosciuto e rodato e che finalmente in tanti credevano di non vedere più circolare attorno al comune come un cane da tartufi non porterà bene. E una delle due facce del Giano bifronte ristampato, l’altra è quella di Silenzi. Sempre risalgono a cavallo dopo essere stati disarcionati. Ma Se Silenzi ha comunque avuto bisogno del socio per essere rispedito ai nastri di partenza e con l’augurio che ci rimanga non come dice Caporaletti fino a 83 anni con catetere e pannoloni e la badante che lo accompagna ma fino a cent’anni, quest’altro è stato e probabilmente sarà un cataclisma senza bisogno di soci. Ha affondato Mobili,può essere capace di affondare qualsiasi altro, non perché Mobili era o non era…ma semplicemente perché lui è, ed è quello che è sempre stato e che sarà anche nei prossimi cinque anni.