Nomine Atac, l’opposizione attacca:
“Parentopoli, atti illegittimi
e maggiori spese”
CIVITANOVA - E' bufera sui nomi del nuovo cda della partecipata. Al centro della polemica le nomine di Brini, Mercuri e Rossi, parenti di assessori e consiglieri. Consiglio di amministratori da 3 a 5 membri, Mantella e Cognigni: "con loro si spenderanno 40mila euro annui, con noi 9.872"
di Laura Boccanera
(foto di Federico De Marco)
Pioggia di reazioni dopo il consiglio comunale di ieri sera che ha approvato le linee di indirizzo per la nomina delle società partecipate dopo aver nominato i componenti del cda dell’Atac. Il Pd e l’ex sindaco Tommaso Corvatta parlano di ritorno di parentopoli e valutano il ricorso al Tar. «Ciarapica ha iniziato peggio del suo predecessore» tuonano i grillini, mentre per Ghio e Rossi è il tradimento di Ciarapica verso gli elettori. Gli amministratori dimissionari dell’Atac, Francesco Mantella e Sergio Cognigni contestano le cifre: «non è vero che si spende meno». All’indomani della prima votazione della maggioranza di governo piovono critiche da tutta l’opposizione sulle scelte e sulle procedure adottate dall’amministrazione. «Al primo atto consiliare scopriamo il ritorno in auge di una prassi poco etica, figlia di un vecchio modo di intendere la politica. Il sindaco Ciarapica nomina all’Atac un Consiglio d’amministrazione composto da ben 5 membri di cui 3 (il 60%) sono riconducibili sotto il termine di critica politica “parentopoli”. Il fratello di una consigliera, Rossi, la figlia di un altro consigliere, Mercuri, e Brini, cognato dell’assessore Carassai. Viene modificato in parte lo statuto di Atac, ma viene respinta l’ipotesi proposta dalle opposizioni di un amministratore unico o di una riduzione a 3 dei membri del cda – la posizione dei grillini – Il Movimento 5 Stelle l’aveva detto con molto anticipo che non c’era la volontà della politica di scoprire gli scheletri negli armadi. Pensare che Ciarapica potesse iniziare peggio del suo predecessore era veramente difficile, ma a cominciare dalla nomina della giunta che non rispetta le norme previste dalla legge siamo davvero ad un inizio pessimo. All’unica domanda tecnica fatta ieri dal M5S in risposta da parte della maggioranza c’è stato il silenzio totale ed il sindaco ammettendo che nessuno dei presenti era in grado di rispondere ha promesso che fornirà una successiva risposta».
Pd, Nuova Città e Futuro in comune invece avallano l’ipotesi di presentare un ricorso al Tar: «ieri sera abbiamo avuto due sorprese – commenta Mirella Franco – la prima è che il sindaco ha dimostrato come agirà nei prossimi anni, in barba al Tuel e ai regolamenti. A noi non servivano delibere per avere la sana vergogna di non mettere nei cda i parenti e nominare figli e fratelli, nel programma c’era scritto che avrebbero nominato Brini e i parenti dei consiglieri comunali?». Fanno eco anche Marco Poeta e Tommaso Corvatta che contestano le modifiche fatte alla variazione sul bilancio con fondi dirottati dalle scuole sulla pista ciclabile: «per ora via l’ascensore alla scuola Mestica e niente messa a norma della scala antincendio alla Zavatti per far spazio a lavori sulla ciclabile e 30mila euro per l’inversione di via Adua».
Assai critici anche i dimissionari Sergio Cognigni e Francesco Mantella: «Tralasciata ogni considerazione sui nuovi Amministratori ed i cui curricula dovranno essere obbligatoriamente pubblicati a breve sul sito della partecipata, riteniamo però sia assolutamente necessario e corretto fare due precisazioni. Il sindaco Ciarapica ha stabilito che il nuovo Cda nominato dall’assemblea ordinaria del primo agosto percepirà un compenso pari a 40mila euro lordi annui, riferendo altresì che tale costo complessivo è inferiore a quanto percepito dal cda uscente. In realtà il costo sostenuto da Atac negli ultimi due anni e mezzo per il suo cda ammontava a 15.791,20 euro, di cui 5.918,40 sborsati sì da Atac ma poi rigirati dal consigliere di amministrazione e dipendente comunale, nelle casse del comune stesso, per un costo effettivo di soli 9.872,80. Ulteriore precisazione va fatta sulle modalità e tempistiche di svolgimento dell’assemblea straordinaria per la nomina dei nuovi amministratori. Come noto a tutti il giorno precedente al primo agosto si sarebbe dovuto tenere Il primo consiglio comunale operativo in cui il sindaco avrebbe dovuto far esprimere collegialmente il consiglio comunale sul punto inserito all’ordine del giorno e relativo alla modifica dello statuto Atac, già approvato dal precedente consiglio comunale in data 29 novembre 2016 con delibera numero 74, ed in particolare sulla proposta, tra le altre, di aumentare da tre a cinque, i membri del cda. Esercitando una prerogativa di legge abbiamo formalmente eccepito e dissentito in ordine al fatto che il sindaco non fosse munito dei necessari poteri per la modifica dello statuto stesso, non avendo il consiglio comunale deciso alcunché sul punto e neppure avendo adottato alcuna delibera sulle linee di indirizzo per nomine dei rappresentanti nelle partecipate, come pure recitava uno dei punti all’ordine del giorno del consiglio comunale del 31 luglio. Il sindaco Ciarapica, pur a fronte delle osservazioni sollevate sia dal presidente che dall’amministratore delegato uscenti, ha comunque inteso procedere con la modifica dello statuto».
«Nel Consiglio Comunale di ieri si è definitivamente svelato e consumato il tradimento di Ciarapica nei confronti dei Civitanovesi che avevano pensato che il cambiamento passasse attraverso il vecchio centrodestra travestito a nuovo – il commento di Ghio e Rossi – è stata tolta ai consiglieri, specialmente di maggioranza, la possibilità di intervenire ed esercitare il ruolo che sono stati chiamati a svolgere, quel ruolo per cui hanno ottenuto le preferenze di voto alle elezioni. Forse non se ne saranno stupiti Marzetti, Perugini e Garbuglia, che hanno già manifestato la loro distanza dai metodi utilizzati da Ciarapica, ma si stupiranno di certo coloro che vedono la politica da lontano e sempre più da lontano. Alla scarsa sensibilità istituzionale e politica del Sindaco si aggiungono dubbi sulla qualità e sulla quantità delle nomine già effettuate. Le dimensioni della società avrebbero potuto consentire la nomina di un amministratore unico ma ciò non è accaduto nel nome di quelle spartizioni tanto criticate da tutti in campagna elettorale e che oggi svelano le bugie. Se ciò non bastasse tra i membri del cda sono presenti uomini e donne legati a stretti vincoli parentali con assessori e consiglieri in barba a quel dibattito sulla trasparenza e sulla condivisione che hanno caratterizzato lo stesso documento programmatorio del sindaco Ciarapica. E come non citare Brini, l’uomo di governo che tutti giurano di non volere ma che, senza passare dal giudizio degli elettori, il sindaco nomina vicepresidente tradendo così la città che lo ha votato».





Cencio dice male di straccio. Dicette ‘o puorco all’aseno: tenimmece pulite! Lo somaro m’ha ditto recchiò! Concludo con: Da che pulpito viene la predica. Poi passiamo ad un alto tema, questo molto importante perché può determinare l’esito fallimentare di scelte non condivise e che quindi era meglio evitare sapendo dall’inizio che sarebbero state duramente contestate: Le promesse si possono anche fare purché, poi, si dimentichino. Una promessa mantenuta può diventare una minaccia disastrosa !! Meglio rompere una promessa di matrimonio che un servizio di piatti dopo sposati.( Ecco, questa è la migliore perché dimostra intelligenza, previsione del futuro e che è meglio non prendere decisioni sbagliate soprattutto quando sai di farle e credi che ti verranno perdonate o dimenticate ( Brini ). Brini ha affossato Mobili, ora ci riprova con Ciarapica. Per carità,è ancora troppo presto per dire che il buongiorno si vede dal mattino, però di tutto l’articolo io direi di tener conto dell’unico concetto degno di essere ricordato e detto, ahimé da Ghio che da abile avvocato riesce a capire quando dicendo la verità può essere più utile di una qualsiasi menzogna: che è stato un errore non dare ai consiglieri di maggioranza quel ruolo che era stato affidato loro dai voti degli elettori.