Casette a Treia, il sindaco replica:
“Tutto in regola, basta leggere le carte”
Franco Capponi difende la scelta della Giunta, criticata dalla minoranza, di posizionare le Sae a Villa Lazzarini: "Una tempesta in un bicchiere d'acqua, che avrebbe trovato facile risposta negli atti a disposizione sul sito del Comune e nella documentazione messa a disposizione"

Franco Capponi, sindaco di Treia
Polemica sull’allocazione delle casette per i cittadini terremotati di Treia, arriva la replica del sindaco Franco Capponi. Dopo l’interrogazione chiesta dal consigliere di minoranza Francesco Sassaroli in merito alla presunta illegittimità del terreno scelto per le Sae (leggi l’articolo), il primo cittadino spiega come le dichiarazioni dell’opposizione «peccano soprattutto di superficialità e non conoscenza delle norme che sottendono alla realizzazione delle Soluzioni abitative d’emergenza». Per prima cosa, il sindaco precisa che la stessa amministrazione comunale treiese aveva, per prima, «indicato una via alternativa alla realizzazione delle casette in legno attraverso l’acquisto dell’invenduto immobiliare». Ma procedere per questa via avrebbe significato, secondo Capponi, il rischio per alcune famiglie di rimanere senza un tetto. «Attraverso una consultazione con tutte le famiglie che hanno dovuto lasciare le proprie case per l’inagibilità, abbiamo fatto scegliere alle stesse se desiderassero la casetta in legno o gli appartamenti in corso di acquisizione. Otto famiglie ad oggi – evidenzia il sindaco – hanno scelto la soluzione delle casette in legno e 27 altre famiglie hanno scelto gli appartamenti acquisiti dall’Erap disponibili nell’invenduto immobiliare nuovo, realizzati con le norme sismiche a partire dal 1996. Altre preferiscono rimanere nel Contributo per l’autonoma sistemazione (Cas) sino al rientro nelle loro abitazioni. Le richieste pervenute ad oggi sono 40 e gli appartamenti proposti in vendita dai privati 27. E’stata un’ottima intuizione realizzare delle Sae perché altrimenti molte famiglie sarebbero rimaste senza soluzione abitativa».
La polemica sull’ubicazione delle casette è, secondo Capponi, «una tempesta in un bicchiere d’acqua, che avrebbe trovato facile risposta negli atti a disposizione sul sito del Comune e nella documentazione messa a disposizione». «Vorrei ricordare ai critici – continua il sindaco – che la procedura di emergenza supera tutte le procedure ordinarie Urbanistche. La normale procedura avrebbe comportato un allungamento delle pratiche di mesi, mentre la realizzazione delle Sae, prevista entro l’anno, deve scontare una tempestività iper accelerata in modo da rispondere alle necessità delle famiglie fuori casa» Tra le critiche principali dell’opposizione il fatto che il terreno scelto per le Sae sia attraversato da un metanodotto e che non sia già ricco di opere pubbliche come altre zone. «Tutti – risponde Capponi – sapevamo che nell’area indicata passa un metanodotto e per cui a norma di legge le costruzioni debbono stare almeno a 14 metri dalla linea. Tale fascia di rispetto sposta l’unica possibilità di realizzare in quel sito le casette di almeno 28 metri oltre le attuali lottizzazioni dato che il tubo passa a 14 metri dalla lottizzazione. Per tutto ciò abbiamo concordato con i tecnici della protezione civile l’installazione delle casette nella prima fascia utilizzabile del terreno agricolo “delle Signorine” appena oltre il vincolo del gasdotto e i futuri ospiti potranno utilizzare come parcheggio quello esistente per evitare un’occupazione ancora di maggiori dimensioni». Il primo cittadino giustifica anche la scelta di costruire le casette a Passo di Treia specificando come «la gran parte dei richiedenti sono passotreiesi o hanno scelto questa localizzazione durante le riunioni che periodicamente facciamo con tutte le famiglie che vivono questo stato di emergenza».