Bagarre sulle nomine delle partecipate,
il Pd: “riesumata parentopoli”
CIVITANOVA - Accesa prima riunione dell'assise. E' scontro sui criteri di incompatibilità per gli incarichi nelle municipalizzate. Silenzi: "torna Brini, cognato di Carassai, verificare se possibile". Bocciati tutti gli emendamenti dell'opposizione. Il Consiglio comincia alle 20.30 senza il centrosinistra

I banchi vuoti dell’opposizione ad eccezione del Movimento 5 stelle all’inizio del consiglio, alle 20.30
di Laura Boccanera
(foto Federico De Marco)
Criteri per la nomina delle partecipate, è bagarre in consiglio a Civitanova: «Oggi commemoriamo i morti e resuscitiamo parentopoli». E’ Mirella Franco del Pd che sintetizza così quanto fatto dall’amministrazione che ieri, prima del confronto in consiglio comunale, aveva nominato il cda dell’Atac. Un consiglio farsa per Mei del M5s, tutti bocciati gli emendamenti e spunta “il caso” della delibera del 2012.
Sono successe tante cose ieri sera durante la prima vera assise. Anzitutto l’orario: scherzetto della maggioranza che dopo essere stati presi in castagna lunedì per un ritardo di 3 minuti che ha fatto saltare il consiglio, ieri sera hanno iniziato alle 20.30 puntuali come orario di convocazione, con i banchi dell’opposizione vuoti ad eccezione del consigliere Mei. Per convenzione infatti nella convocazione si indica un orario e poi il consiglio può cominciare entro l’ora successiva e solitamente l’orario di inizio è il termine ultimo. Ieri sera la maggioranza ha risposto per le rime sulla questione puntualità e ha spaccato il minuto.
Una puntualità che però non ha fatto slittare la discussione sul punto 5, il più controverso perchè andava a stabilire gli indirizzi per la nomina, la discussione e la revoca dei rappresentanti delle partecipate. E’ qui che la discussione si accende. Il consigliere Mei propone come emendamento di allargare l’incompatibilità alla nomina nelle partecipate a chi ha rapporti di parentela con sindaco, assessori e consiglieri e riprende la falsariga dell’emendamento che nel 2012 propose sullo stesso punto l’ex consigliere di centrodestra Giovanni Corallini. «Noi non approvammo quell’emendamento – ricorda la Franco capogruppo del Pd – ma nei fatti l’abbiamo attuato. Con noi erano spariti i rapporti di parentela e il nostro punto fu votato all’unanimità anche da Ciarapica nel 2012. Era un punto di non ritorno, era un dire mai più parentopoli visto che prevedevamo l’incompatibilità per i chi avesse rapporti di parentela e affinità con sindaco e assessori di rivestire incarichi. Oggi invece commemoriamo i morti (il consiglio ha ricordato il 2 agosto a Bologna) e resuscitiamo parentopoli».
Il riferimento è ovviamente al cda dell’Atac che si compone oltre che del presidente Massimo Belvederesi di FdI di Ottavio Brini come vice, cognato dell’assessore Ermanno Carassai, di Milena Mercuri, figlia del consigliere Marino Mercuri, Daniele Rossi, fratello della consigliera Rossi e di Emanuela Orlandi. I due consiglieri parenti dei nominati nel cda ieri non hanno partecipato al voto pur presenti alla discussione. «Questa sera andiamo a discutere i criteri sulle nomine quando già le nomine sono state fatte – ha detto il consigliere Giulio Silenzi – questo è l’aspetto politico più devastante perchè demolisce la politica del civismo di chi diceva di rinnovare la politica. Si porta un cda a 5 elementi quando l’Atac di Roma ne ha solo 3. L’aumento è solo determinato dalla necessità di spartire posti, riesumando gli zombie come Brini. E attenzione che non sono io a definirlo zombie, ma lo fece proprio Vince Civitanova qualche anno fa».
«Ho sentito parole grosse stasera – è stato l’intervento del sindaco – capisco il livore di chi immaginava di stravincere e invece ha straperso. Stasera approviamo un atto di indirizzo per tutte le aziende che andremo a nominare nei prossimi giorni. La nomina dei nuovi amministratori dell’Atac è stata fatta sulla base dell’atto da voi approvato nel 2012 e prevede l’incongruità per parenti e affini fino al terzo grado col sindaco, quindi noi stasera andiamo ad allargare l’incompatibilità anche agli assessori»
La discussione poi si inceppa sulla richiesta di verificare se la nomina del cda sia legittima da parte del consigliere Yuri Rosati: il cda dell’Atac infatti è stato nominato sulla base dei criteri della delibera 32 del 2012, quella citata anche da Ciarapica. Ma la delibera, estrapolata dal sito del comune, parla di incompatibilità non solo per il sindaco, ma anche per gli assessori. Nella seduta del 2012 infatti il punto presentato per gli indirizzi relativi alla nomina e designazione dei rappresentati stabiliva come criterio che i nominati “Non dovranno essere in rapporto di parentela, ascendenti e discendenti, di coniugio ed affinità fino al terzo grado con il Sindaco”. E poi al punto fu presentato un emendamento per l’aggiunta degli assessori e un subemendamento da parte dell’opposizione per allargare anche ai consiglieri l’incompatibilità. Il sub emendamento fu bocciato, votarono a favore invece Rossi, Rogani, Corallini, Mobili, Ciarapica, Marzetti, Morresi e Pucci. L’emendamento per l’aggiunta di assessori invece fu accolto all’unanimità con 22 favorevoli e il punto passò all’unanimità.
Rosati chiede quindi al dirigente di verificare se sulla base di questo non ci sia un’incompatibilità di Brini per il rapporto di parentela con Carassai: «secondo me no – dice lapidario il sindaco – ma lo verificheremo». Resta da capire il perchè il documento preso come riferimento da Ciarapica fosse sì la delibera 32 del 2012, ma sprovvista dell’emendamento votato. La discussione però si accende: intervengono anche i consiglieri della maggioranza, Caldaroni di FdI: «sono un pescatore, ma mi pare che quello che si sta facendo qui sia quello che chiamiamo una “ciurluata”, dite a noi di parentopoli quando un parente di un assessore fu nominato revisore dei conti al mercato ittico». Il riferimento è al fratello di Francesco Micucci, all’epoca assessore all’urbanistica. La precisazione di Silenzi: «I revisori dei conti del mercato ittico non vengono nominati dal comune, ma sono scelti dalle cooperative». E poi Rogani: «occorre fare un’operazione di coerenza, a volta sarebbe meglio tacere, è solo il gioco delle parti, abbiamo dimenticato le nomine fatte il 30 maggio».
Alla fine i consiglieri bocciano tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione (Mei per i 5 stelle e Mirella Franco), approvato quello presentato dal consigliere della maggioranza Garbuglia che chiedeva di aggiungere incompatibilità per chi ha carichi pendenti con il medesimo ente. Alla fine il punto passa con 15 sì, 7 no e 1 astenuto (Mei).



Ciarapica dovrebbe tenete conto del dire della cittadinanza, il malcontento e la paura di vedersi ancora gente obsoleta x gli anni di presenza in comune di alcuni soggetti sicuramente validi ma solo x aiutare nuove persone a crescere….
Rimango sempre dell’ opinione x questo ho appoggiato Ciarapica che con lui saremmo andati indietro di 8 anni avendo certe persone al seguito….con CORVATTA di 20…..non mi piace parentopoli assolutamente sbagliato….se Fabrizio rimane su questa idea di collaborazione inizia molto male il mandato…e già a furor di popolo gira voce che si ripresenta il duo deib5 anni precedenti…SILENZI/CORVATTA……TROIANI/ CIARAPICA.
FABRIZIO sei giovane il precedente ti sia di insegnamento….si fa presto a bruciarsi una carriera….auguri.
Affinché i cittadini possano ben comprendere quali siano i meriti dei neonominati, si tenga conto che:
relativamente al Presidente, all’amministratore delegato e ai membri del consiglio di amministrazione dell’organismo partecipato, dovranno essere pubblicati sul sito internet istituzionale:
1. l’atto di nomina, con l’indicazione della durata dell’incarico;
2.il curriculum;
3.i compensi di qualsiasi natura connessi all’assunzione della carica, nonché gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici;
4.i dati relativi all’assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati, ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti;
5. gli altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e l’indicazione dei compensi spettanti;
6. le dichiarazioni di cui all’art. 2 della Legge 441/1982, nonché le attestazioni e dichiarazioni
di cui agli artt. 3 e 4 della medesima legge, limitatamente al soggetto, al coniuge non separato e ai parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano (in ogni caso, deve essere data evidenza del mancato consenso).
I dati di cui sopra devono essere pubblicati entro tre mesi dalla nomina e devono rimanere
pubblicati per i tre anni successivi dalla cessazione del mandato, salve le informazioni concernenti la situazione patrimoniale e, ove consentita, la dichiarazione del coniuge non separato e dei parenti entro il secondo grado, che vengono pubblicate fino alla cessazione dell’incarico.
(Fonte: La trasparenza dei siti web delle società partecipate: obblighi di pubblicazione e problematiche interpretative – Alessandro Manetti, Responsabile Scientifico CE.S.PA.-Centro Studi Partecipate).
Ricordiamoci inoltre dell’istituto dell’accesso civico di cui al D.Lgs. 33/2013, che dà un potere di controllo considerevole a tutti i cittadini. Potere che conta più di ogni rissa di palazzo.
Nicola Lalla – Segretario Generale Co.I.S.P. Macerata