La cicogna arriva
(con grave ritardo) a Sarnano

RECENSIONE - La commedia di Valentina Capecci messa in scena da «La Torre che ride»

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Paola Cosimi (Laura) e Giulio Latini (Luigi) sul palco di Piazza Alta a Sarnano

 

 

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di Walter Cortella

Ogni rassegna o stagione teatrale che si rispetti inserisce sempre nel suo cartellone un lavoro di autore contemporaneo. Se poi l’autore è addirittura vivente, tanto meglio. La manifestazione sarnanese «Ricominciamo con un sorriso» non poteva fare eccezione e quindi ha proposto sabato sera, nella suggestiva cornice di Piazza Alta, Devo dirti una cosa di Valentina Capecci, l’autrice di casa nostra, nota per aver firmato popolari sceneggiati televisivi (I Cesaroni, Provaci ancora prof , Il commissario Manara ed altri) per conto di Rai e Mediaset. Allo spettacolo, co-prodotto dall’Associazione «La Torre che ride» di Potenza Picena e C.F.D. di Macerata, ha assistito anche l’autrice. Interpreti della divertente pièce diretta da Diego Dezi, sono stati Paola Cosimi e Giulio Latini, nei panni di Laura e Luigi Galimberti, una coppia affiatata ed ormai sul tranquillo viale del tramonto, dopo una serena vita coniugale, coronata dalla nascita di due figli già grandi ed indipendenti. Insomma, una coppia matura che non avrebbe più nulla da chiedere alla vita, contenta del suo ménage magari un tantino monotono.

Devo-dirti-una-cosa-31-325x268Ma la loro esistenza viene bruscamente sconvolta dall’imprevedibile arrivo di una cicogna…ritardataria. I due coniugi accolgono la sconcertante novità con reazioni opposte. Laura, dopo una prima e naturale sorpresa, è in fondo stimolata da questa difficile e inebriante sfida che potrebbe dare un nuovo sprint alla sua esistenza. Guidata da un prorompente istinto materno, è decisa ad affrontare alla sua età l’incognita e i rischi di una nuova gravidanza, mentre il marito viene colto da un’infinità di timori, perplessità e forse anche dalla poco rosea prospettiva di dover prolungare la sua attività forense per molti anni ancora. Un figlio in età avanzata cambia completamente i ritmi dell’esistenza di una coppia. Si tratta di ricominciare tutto daccapo e ripercorrere un cammino già fatto ma che appartiene ormai al passato. I vari aspetti del nuovo evento vengono esaminati nel corso di una concitata conversazione che consuma quasi l’intera nottata e che porta marito e moglie alla rottura del loro rapporto, già incrinato da una insorgente relazione sentimentale del maturo avvocato con la giovane e disinibita praticante. Tra toni ora accesi ora pacati, i due ripercorrono il film della loro esperienza di sposi e di genitori, quando spunta inopinatamente un episodio di cui il padre era all’oscuro e che imprime alla storia una violenta sterzata: l’interruzione di gravidanza della loro giovanissima figlia.

Devo-dirti-una-cosa-26-325x244L’avvocato Galimberti, profondamente turbato dalla rivelazione, cambia atteggiamento e comincia addirittura a far grandi e ambiziosi progetti professionali per il nascituro. Già lo vede arringare in tribunale, con indosso la toga paterna. Ma le cose vanno diversamente: la gravidanza si interrompe spontaneamente e i coniugi, ormai assuefatti all’idea di avere un frugoletto per casa, optano per l’affidamento di….due bambini. Ma nel frattempo nascono altri due nipotini. E il figlioletto della colf profuga siriana dove lo mettiamo? In fondo, si tratta solo di un bambino, dove giocano in quattro giocheranno anche in cinque….. E così casa Galimberti, divenuta un asilo nido, ha bisogno di urgenti lavori di ampliamento. Il finale è davvero imprevedibile e molto divertente. La Capecci tratta una tematica di grande attualità, quella delle mamme-nonne, senza drammi, anzi con un garbato senso dello humour. Lei stessa preferisce tenersi alla larga da considerazioni troppo serie.

Devo-dirti-una-cosa-28-325x223La sua scrittura è frizzante, briosa e il compito di conferire leggerezza alla commedia è affidato essenzialmente alla signora Laura, interpretata in maniera convincente dalla brava Paola Cosimi, attrice dotata di naturale teatralità, spiccato senso dell’umorismo ed elegante portamento. Si muove sulla scena con assoluta padronanza, perfettamente a suo agio in un ruolo per molti aspetti impegnativo. Il suo partner Giulio Latini è riuscito a dare credibilità ad un personaggio portato, per una sorta di deformazione professionale, ad esaminare a fondo ogni particolare delle vicende, anche quelle personali, il che gli impedisce di essere positivo, creativo e di prendere la vita con ottimismo. Anche lui, grazie alle felici intuizioni del regista che ha saputo cogliere gli aspetti umoristici della vicenda, è riuscito a rendere spiritoso e brillante il serioso uomo di legge. In complesso, l’inedito duo Cosimi-Latini ha fornito una interpretazione di prim’ordine, grazie al ricco bagaglio artistico formatosi in lunghi anni di teatro. La scenografia, ideata dallo stesso Dezi, è stata realizzata da Stefano Zagaglia, impegnato alla consolle. Completa il cast Maria Vallorani, infaticabile collaboratrice dietro le quinte.

 


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