La Filarmonica mette in scena
«La notte di San Giovanni»
MACERATA - La breve performance si inserisce nella «Controra» di Musicultura
d
i Walter Cortella
Tutto è pronto. Ogni particolare è stato messo appunto e venerdì pomeriggio alle 18 la Compagnia Filarmonico-Drammatica metterà in scena, nel teatro sociale di via Gramsci, La notte di San Giovanni, racconto in forma teatrale, liberamente tratto dal romanzo storico Carbonari a Macerata, scritto dal nostro concittadino Renato Pasqualetti. La regia è curata da Diego Dezi. La breve performance si inquadra nella Controra, il ricco ventaglio di eventi artistico-culturali che fanno da corollario a Musicultura, manifestazione che ha ormai assunto una dimensione di grande rilievo in campo nazionale. La notte di San Giovanni rievoca un fatto storico avvenuto duecento anni fa, proprio nella notte tra il 23 e il 24 giugno 1817, quando alcuni maceratesi diedero vita al primo episodio insurrezionale della storia del nostro Risorgimento. La città faceva allora parte dello Stato della Chiesa, retto dal papa Pio VII, al secolo Gregorio Chiaramonti. Già la locale massoneria aveva conseguito importanti ed incoraggianti progressi riformando i
codici e dando un nuovo assetto all’istruzione, per non parlare della riorganizzazione degli uffici pubblici. Era, dunque, essenziale continuare a dare forza a tali idee di rinnovamento ed evitare, soprattutto, di essere risucchiati dall’oscurantismo del governo papale dell’epoca. Si potrebbe parlare di una rivoluzione soft, per usare un termine di attualità, che avrebbe assicurato una migliore qualità di vita alle popolazioni dello Stato Pontificio, ridotte in condizioni miserevoli e ai limiti della sussistenza, complice anche una perniciosa epidemia di tifo petecchiale. Parallelamente ai massoni locali, la Carboneria agiva per suo conto e con modalità decisamente più cruente, perseguendo obiettivi più materiali, come la confisca del ricco patrimonio delle famiglie nobili e la razzia delle consistenti quantità di beni alimentari ammassati nei magazzini padronali. I più facinorosi non avrebbero esitato a sgozzare quanti si fossero opposti alle requisizioni attuate, almeno nelle intenzioni, a favore del popolo affamato e ormai allo stremo. Malgrado questa deleteria dicotomia, si giunse ad un accordo: la notte di San Giovanni i congiurati avrebbero attaccato da più punti la città e assaltato il carcere di Santa Chiara, liberato i detenuti e rinchiuso nelle sue celle i nobili riottosi, dopo il saccheggio. Ma le cose non andarono nel verso giusto e i rivoluzionari furono arrestati tutti e condannati a pene severe, ridotte in seguito per volere del Pontefice, visto che il tentativo insurrezionale si era concluso senza spargimento di sangue. Questa vicenda è rimasta un po’ in ombra anche a causa della marginalità storica delle Marche in generale e di Macerata in particolare. «Abbiamo aderito con grande slancio – ha detto Stefano Cosimi, Presidente della Compagnia – nonostante i pressanti impegni teatrali miei e dei «ragazzi», all’iniziativa di riportare alla ribalta questo fatto di cronaca, non eclatante ma che comunque ha la sua importanza storica. È in effetti il primo in assoluto, anche se ignorato dai più. Ne venni a conoscenza, quasi per caso,
già una decina di anni fa. La cosa mi sorprese e mi interessò molto, ma per varie ragioni l’idea di realizzare un progetto teatrale in tal senso è sempre stata procrastinata. In occasione della Giornata del FAI di marzo (leggi articolo) la C.F.D. ha affrontato questo tema con una breve ma apprezzata performance sulle attività dei Carbonari maceratesi, e oggi riprendiamo il discorso approfondendo l’argomento, stimolati anche dalla pubblicazione del romanzo di Pasqualetti e così La notte di San Giovanni animerà con una bella pagina di teatro storico l’elegante e prestigiosa sede di Palazzo Bourbon Del Monte. Sono fermamente convinto che il teatro possa avere un ruolo rilevante nella divulgazione della storia legata al territorio e non escludo che in futuro si possa arrivare a mettere in scena uno spettacolo più articolato e completo su questo tema». La notte di San Giovanni sarà interpretata dagli attori della C.F.D. di Macerata, affiancati per l’occasione da amici in prestito da altre Compagnie, tra i quali Leonardo Gasparri de Il Teatro dei Picari e Roberto Sagripanti del CTR, con la partecipazione di Rodolfo Craia. Il regista Dezi fa rivivere in cinque quadri altrettanti momenti di quell’episodio. Il tutto inizia sull’aia di una casa di campagna, dove una mamma accorata vede partire il giovane figlio, desideroso di aggregarsi alla banda del brigante Bellente di Appignano che, renitente alla leva napoleonica, si è dato alla macchia. Poi il racconto si dipana pian piano con i primi incontri segreti dei massoni che cospirano, proprio nei locali di via Gramsci, per portare avanti il loro piano di riforme e dei Carbonari che intendono dare una decisa svolta alla miseranda esistenza delle popolazioni marchigiane.
Il tutto si conclude, purtroppo, con il fallimento dell’impresa e con l’arresto e le dure condanne inflitte ai maggiori responsabili dell’insurrezione. La rappresentazione sarà accompagnata dalle musiche eseguite dal vivo da tre allievi della locale Scuola Civica di musica «Stefano Scodanibbio», Francesco Saverio Beccacece (pianoforte), Giacomo Ciccioli (contrabbasso) e Giacomo Virgili (flauto traverso). I costumi d’epoca sono stati gentilmente forniti dall’Associazione culturale «Cingoli 1848». Il supporto tecnico è assicurato da Stefano Zagaglia alla consolle, Maria Sincini per i costumi e Maria Vallorani, per la direzione di palcoscenico. (Foto serata di prove)