Corsa alla spada, partenza col botto
CAMERINO - Oltre 800 studenti hanno preso parte alla grande conviviale ieri sera nei locali Contram. Aperte stasera si le taverne dei terzieri. Domani alle 16,30 un grande raduno di 15 delegazioni di sbandieratori e tamburini che presenteranno uno spettacolo itinerante da Piazza San Venanzio fino alla Rocca Borgesca
Partenza col botto per la Corsa alla spada. Ieri sera oltre ottocento studenti hanno partecipato alla Cena dei mille nei locali Contram. La serata si è conclusa con la musica celtic rock dei Mortimer Mc Grave. Stasera nel piazzale gioco del pallone hanno aperto le taverne dei terzieri. Giornata inedita e piena di sorprese quella di domani.
In programma la prima edizione di “Bandiere e tamburi nel Ducato”, un grande raduno di 15 delegazioni di sbandieratori e tamburini che presenteranno uno spettacolo itinerante da Piazza San Venanzio fino alla Rocca Borgesca. Nel piazzale superiore, aperto al pubblico, gran finale con gli spettacoli di tutti i gruppi. Saranno presenti domani i Tamburini Emma Magini e gli Arcieri de Varano, le delegazioni della Militia Bartholomei di Castelraimondo, Sbandieratori e musici Combusta Revixi Città di Corinaldo, Tamburine e Tamburini e Sbandieratori Montecassiano (Palio dei Terzieri), Sbandieratori musici e spadaccini San Severino (Palio dei Castelli), Sbandieratori e musici Montefalco (Fuga del Bove), Tamburini Sarnano (Castrum Sarnani), Sestriere Piazzarola (Quintana Ascoli Piceno), Rione La Mora (Quintana Foligno), Sbandieratori e musici Jesi (Palio San Floriano), Tamburini Corridonia (Contesa della Margutta). Una giornata fortemente voluta per celebrare i fasti del medioevo e l’amicizia tra i gruppi storici, certi che la manifestazione sarà chiave per un sodalizio durevole negli anni. Nella giornata di domani anche la cerimonia dell’Accensione della Lampada Votiva. Arriveranno a Camerino i rappresentanti dei Comuni di Raiano (Aq) e San Venanzo (Tr) che, alle 16,30 in piazza San Venanzio, come da antica tradizione accenderanno la lampada votiva del Santo Patrono e attingeranno l’acqua dalla fonte di San Venanzio per portarla come reliquia nelle proprie comunità.







