Sede inagibile e dipendenti sfollati,
il Parco non si ferma: nullaosta rapidi
per sistemare le infrastrutture

SISMA - L'ente prosegue la sua attività nonostante i problemi connessi al terremoto. Il direttore, Carlo Bifulco: "Uno sforzo doveroso, importante fare sistema"

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Direttore-Bifulco

Il direttore dell’ente parco, Carlo Bifulco

 

Ente parco, al lavoro per il territorio nonostante inagibilità e dipendenti costretti a lasciare le loro case a causa delle scosse di terremoto. Tra le attività del Parco dei Sibillini quello di realizzare rapidamente i nullaosta per le valutazioni di incidenza ambientale e contributi istruttori, sia per gli enti pubblici che per i privati. L’ente parco in questi mesi continua l’attività nonostante le difficoltà legate al fatto di aver perso la propria sede, resa inagibile dopo le scosse di terremoto. «Uno sforzo doveroso» dice il direttore del Parco, Carlo Bifulco «reso ancor più necessario dalla consapevolezza dell’importanza di fare sistema con tutto il tessuto produttivo e sociale del territorio dei Sibillini, cui il Parco intende continuare a dare il proprio contributo per garantire un futuro di sviluppo e sostenibilità». Il Parco si sta adoperando per facilitare e accelerare tutte le procedure tecniche e amministrative di competenza. In particolare, per quanto riguarda la valutazione di opere, interventi ed attività soggette a nullaosta, il Parco sta aiutando Regioni, Comuni, Province, Dicomac, Protezione civile, che si stanno occupando di progettazione per la risistemazione delle varie infrastrutture danneggiate dal sisma, «come ad esempio la riapertura della strada che collega Norcia con Castelluccio – spiega l’ente in una nota –, e per la collocazione delle attrezzature di emergenza, come strutture abitative di emergenza e depositi di stoccaggio e lavorazione delle macerie, con lo scopo di concertarne modalità, ubicazione, impatto ambientale e facilitare la loro approvazione. Sono stati effettuati diversi incontri e sopralluoghi con le varie istituzioni al fine di valutare congiuntamente le soluzioni da adottare, sollecitando nel contempo per queste la migliore sostenibilità ambientale e paesaggistica al fine di preservare quelle risorse naturali proprie dell’area protetta e che prima del sisma rappresentavano il motivo principale per lo sviluppo del turismo e dell’economia locale. I tempi per le risposte alle richieste di nullaosta, valutazioni di incidenza ambientale e contributi istruttori, sia per gli enti pubblici che per i privati, cittadini ed imprese, sono stati contenuti nei termini di qualche giorno lavorativo, ed in alcuni casi emanati ad horas, proprio al fine ultimo di agevolare le varie attività poste in campo, dai privati e dalle autorità competenti».


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