Ricariche Poste pay per 4mila euro,
poi se ne va senza pagare

IN AULA - Un 50enne è imputato davanti al gup perché nel giro di alcuni mesi sarebbe entrato in diverse tabaccherie (in particolare di Macerata e Tolentino) a fare accrediti sulla carta prepagata per poi scusarsi dicendo che non aveva i soldi e che sarebbe tornato. E' accusato di insolvenza fraudolenta e di due furti compiuti in un ristorante e in un bar

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Quasi quattromila euro di accrediti su carte Poste Pay che si faceva fare nelle tabaccherie e ricevitorie e che poi non pagava. Da qui l’accusa di insolvenza fraudolenta per un 50enne che è finito sotto accusa al tribunale di Macerata, dove è imputato davanti al gup. Per l’uomo, Stefano Mucci, 50 anni, originario di Bergamo e residente a Macerata, oggi l’udienza preliminare è stata rinviata in base alla sospensione delle udienze per chi risiede nei comuni del cratere. All’uomo l’accusa, sostenuta dal pm Luigi Ortenzi, contesta tredici episodi in cui sarebbe entrato in tabaccherie tra Tolentino, Macerata, Pollenza, Urbisaglia, Treia, tra il 14 dicembre del 2015 e il 10 maggio del 2016. Il copione era il medesimo.

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L’avvocato Giancarlo Nascimbeni

L’uomo sarebbe entrato nelle tabaccherie o in bar che potevano fare le ricariche Poste pay, e chiedeva di accreditare una certa somma. Somme che variavano dai 190 euro fino, nel primo caso che gli veniva contestato, a 720 euro. In tutto poco meno di 4mila euro. Ottenuto l’accredito sulla carta, continua l’accusa, l’uomo diceva poi di non avere con sé i soldi per pagare (ad eccezione del primo episodio in cui aveva lasciato 20 euro) e usciva con la promessa di tornare a saldare il debito. Invece, dice l’accusa, non tornava più. A Mucci l’accusa contesta inoltre di aver compiuto un furto al ristorante La fabbrica del gusto di Montecosaro, da dove avrebbe preso 1.500 euro che erano in cassa. L’episodio risale all’11 dicembre 2015. Gli viene inoltre contestato un altro furto, questa volta al bar Cremisi, a Tolentino, da dove avrebbe portato via 700 euro. L’uomo è difeso dagli avvocati Giancarlo Nascimbeni e Stefano Nascimbeni. Una delle parti offese si costituirà parte civile, assistita dall’avvocato Francesca Bacci.

(Gian. Gin.)


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