I terremotati manifestano a Roma:
“Abbandonati senza casa e lavoro”
(foto/video)
SISMA - Centinaia di persone sono scese in strada questa mattina nella capitale. "Hanno salvato le banche, ora salvino i territori e le tradizioni". Commovente messaggio di una bambina di Fiastra letto dal comico Lo Cascio: "Sono crollati gli edifici, la dignità no". Tante testimonianze di disagio: "Siamo in 30 con un solo bagno", "Vivo in un roulotte da 3 mesi"
da Roma
Gabriele Censi e Monia Orazi
“E’ tutto fermo, – urla Antonio Lo Cascio – la neve si è sciolta, le scosse hanno cessato, ma nei luoghi del terremoto è tutto fermo. Basta, basta, basta”. In centinaia oggi hanno raggiunto Roma per lo più dalle Marche per manifestare davanti a piazza Montecitorio, presenti anche tanti marchigiani-romani, il popolo delle seconde case. Scesi dai pullman a largo Argentina i manifestanti hanno raggiunto in corteo una piazza blindata simbolo della distanza del “palazzo” dai cittadini. Daje Marche il grido dignitoso di un popolo che con alcune delegazioni è stato ricevuto dai vertici istituzionali, prima la presidente della Camera Laura Boldrini poi quello del Senato Pietro Grasso (Video) infine il sottosegretario all’Economia Paola De Micheli, che ha anticipato il contenuto del nuovo decreto in approvazione e Vasco Errani delegato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni (leggi il resoconto degli incontri).


Una manifestazione pacifica con striscioni, magliette e slogan come “Abbandonati da 3 mesi, senza casa, lavoro e soldi”, “I soldi delle tasse dove sono” o ancora “La terra trema ma noi no”. “Help us”, una richiesta di aiuto anche al neo presidente Usa Trump, quasi a significare ormai le proviamo tutte.
Nella maratona oratoria andata avanti fino alle 14 si sono alternate le testimonianze e le richieste. “Non mi muovo da qui fino a quando non avrò avuto risposte” ha ripetuto Antonio Lo Cascio. Il comico di Serrapetrona si infervora e lancia la nuova sfida: “Se necessario torneremo e sempre con una manifestazione pacifica bloccheremo la città” , Tante anche le invettive e i “vaffa” indirizzati a quel palazzo di fronte a causa della frustrazione delle tante risposte non avute, o meglio avute solo a parole. Non bastano più le parole per rassicurare. Giovani ed anziani, uniti in interventi a volte pacati e a volte rabbiosi, hanno toccato nelle loro testimonianze molti dei temi poi riportati dalla delegazione alle istituzioni, su tutti la troppa burocrazia e il ritardo nell’arrivo dei fondi.
“Siamo in 30 con un bagno in comune”, dicono da Pieve Torina lanciando l’allarme su una situazione diventata ingestibile. “Il governo deve abbattere la burocrazia che ci sta uccidendo due volte – spiega uno degli organizzatori, Francesco Pastorella, di Pieve Torina che vive in un roulotte da 3 mesi – così calpestano la nostra dignità, non sono arrivati i container e quelli che arriveranno prevedono 6 bagni ogni 100 persone. Non ci sono le tensostrutture per il bestiame e nemmeno i moduli per le scuole”.
“Hanno salvato banche che non dovevano più esistere, oggi chiediamo di salvare le comunità, le tradizioni, le storie, la cultura popolare di tutte le zone terremotate” dicono. Rilevata da tutti l’assenza dei sindaci i quali, secondo i manifestanti, “dovevano consegnare tutti insieme le chiavi dei comuni, a loro non sono stati dati i poteri necessari”.Non è mancata una polemica sulla gestione dell’ondata di maltempo che ha colpito la regione nei giorni scorsi: “Sono arrivati i mezzi dalla Svizzera prima dei nostri per l’emergenza neve nonostante un’allerta di settimane precedenti”.
Ha perso tutto Tullio Belli di Visso: “Ho comprato un camper usato dell’88, insieme a mia moglie vivo lì perchè non voglio essere deportato. Da tre mesi mangiamo alla mensa nella tenda dei militari, le casette non arrivano. Facevo il commerciante e ho messo tutta la merce del mio negozio ormai inagibile in un camion che ho affittato, perchè i container per le attività commerciali non sono mai arrivati”.
“Da tre mesi – dice Fulvio Santoni di Camerino – vivo ospite di mio fratello. Non posso continuare così. Nel ’97, ricordo, quando ci fu il terremoto di Colfiorito, dopo tre mesi eravamo tutti nei container, ora no. Cosa fanno i commissari straordinari? Mi sembra che perdano solo tempo”.
Poi il momento più toccante, quando Lo Cascio ha mostrato un disegno di Eleonora, una bimba di Fiastra di 10 anni, che ha riassunto in poche parole le tante pronunciate dai manifestanti: “Gli edifici sono crollati ma la dignità no” è il messaggio che ha scritto sul foglio, accolto dagli applausi e della commozione dei presenti.
(Servizio aggiornato alle 19,30)









Penso che quel “president Trump help us” delegittimi qualsiasi giusta causa di manifestazione possibile.
Avrei voluto essere con voi fisicamente purtroppo lo sono solo con il <3
bravi ad oltranza urlate i vostri diritti!!!!!
Hanno sbagliato posto x chiedere aiuto, dovevano andare al mare, salire su un gommone e al largo della costa chiedere aiuto…….. In pochissimo tempo sarebbero arrivati vitto, alloggio, vestiti, sanità, sigarette, ecc…… Tutto gratis……. Statodimer……!!!!!!!
Era ora
Centinaia de che? Sono con le popolazioni delle zone terremotate, decine di migliaia, ma non con chi, uno ?, sta cercando di cavalcare le disgrazie altrui per un minimo di visibilità. C’era un cartello con su scritto veramente: Abbandonati senza casa e lavoro?
Era ora
E vero era ora
Andate avanti non mollate
Chiaramente noi eravamo tranquillamente a casa ….ma che cazzo di popolo siamo
MESSAGGIO per FRANCESCO PASTORELLA per le sue dichiarazioni alla manifestazione di Roma:
mi scusi ma io conosco abbastanza bene il territorio dei terremotati, Pievetorina inclusa. Mi viene spontaneo farle una domanda: ma dove sta la sua roulotte a Pievetorina? Lei vive a Roma e forse il terremoto non lo ha neanche sentito, inoltre mi parla di una roulotte di cui, per quanto mi sia documentata, sembra non esistere e magari usufruirà anche di autonoma sistemazione per una residenza di comodo a Pievetorina? La prossima volta che va a manifestare a Roma rappresenti le reali esigenze di chi è “terremotato” sul serio e non discrediti i terremotati residenti veri.
Non male, però aumenterei il pathos aggiungendo, dopo il basta-basta-basta, anche il classico capre-capre-capre.