Castreccioni, ponte chiuso fino al 10 marzo
I residenti: “Presi in giro”

CINGOLI - Il viadotto lesionato che sovrasta il lago rimane vietato al transito dei veicoli. Chi vive nella vicina frazione di Moscosi ha incaricato un ingegnere per delle osservazioni tecniche sui lavori da apportare alla struttura
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Il viadotto transennato

 

di Leonardo Giorgi

Danni al ponte di Castreccioni, il viadotto rimane chiuso fino al 10 marzo. Lo ha deciso oggi il sindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini. Il tratto che collega la frazione di Moscosi alla strada provinciale tra Apiro e la stessa Cingoli rimarrà chiuso per altre cinque settimane per “salvaguardare la vita e l’incolumità fisica delle persone – così si legge nell’ordinanza emanata nelle ultime ore – e prevenire danni o pregiudizi ai beni pubblici e privati nel caso in cui la struttura dovesse collassare in relazione ai vizi segnalati dagli organi tecnici e di Protezione civile”. La partenza dei lavori di ristrutturazione del ponte non dovrebbe essere lontana (con il progetto già affidato allo studio Calvi di Pavia), ma continua la protesta dei cittadini di Moscosi, dove molte attività stanno subendo ingenti perdite economiche per via della situazione.

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Le ultime verifiche al viadotto di Castreccioni


Dopo aver assunto tre legali (Alberto Rossi, Fabrizio Panzavuota e Maurizio Benvenuto) per tutelare gli interessi della comunità, un gruppo di cittadini di Moscosi ha incaricato l’ingegnere Giorgio Canella per delle osservazioni tecniche che sono state inviate all’ufficio tecnico del Comune.
«I suddetti lavori proposti da Canella – spiega l’associazione di Moscosi in una nota stampa – consisterebbero nella fasciatura dei piloni lesionati, nella rimozione di tutti i pesi che attualmente gravano sul ponte e nella regolazione del traffico con due semafori posti al di fuori del viadotto, per una spesa di 30mila euro complessivi». Secondo i componenti dell’associazione, «la risposta del Comune ad oggi è stata quella di chiedere all’ingegnere da noi incaricato un progetto tecnico completo, quindi a nostre spese, senza nemmeno alcuna garanzia che poi il Comune si faccia promotore della sua attuazione. Non solo, il nostro tecnico ha ricevuto una risposta da parte del sindaco che rende evidente la totale mancanza di disponibilità del Comune nei confronti delle esigenze della cittadinanza di Moscosi». «Le aziende e i cittadini del posto a questo punto si sentono ulteriormente presi in giro da parte di tutta l’amministrazione comunale – si legge infine nella nota stampa dell’associazione -, perché oltre al danno causato alla chiusura della strada principale, si è aggiunta anche la beffa delle false promesse mai mantenute e della perdita di tempo prezioso, per non parlare di tutti gli ulteriori costi ingenti che noi cittadini di Moscosi siamo costretti ad affrontare per far valere i nostri diritti, che in teoria dovrebbero essere tutelati proprio dal sindaco».



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