Villaggio abitativo di Tolentino,
il Pci: “zona non adatta”
SISMA - Il segretario della sezione locale, Emanuele Porfiri: "Quella di via Cristoforo Colombo non è la più idonea per la collocazione di manufatti lamierati, in quanto la stessa è posta a pochi metri dal fiume Chienti e il clima umido perenne comprometterà la vivibilità delle oltre 400 persone che vi alloggeranno"
«La zona scelta per il villaggio abitativo non è la più adatta». Ad affermarlo la sezione tolentinate del Partito Comunista Italiano che, in una nota, precisa la sua posizione in merito alla delibera che ha portato all’edificazione in via Cristoforo Colombo dei container per la collocazione temporanea dei cittadini di Tolentino sfollati a causa del sisma, struttura che aprirà i battenti il 20 gennaio (leggi l’articolo). «Siamo consapevoli dello stato di necessità oggettivo che ha indotto l’Amministrazione Comunale a prendere un provvedimento di urgenza ma zona non è la più idonea per la collocazione di manufatti lamierati, in quanto la stessa è posta a pochi metri dal fiume Chienti e il clima umido perenne comprometterà la vivibilità delle oltre 400 persone che vi alloggeranno, oltre alla non funzionalità rispetto ai servizi in quanto localizzata fuori dal perimetro abitativo – si legge in una nota firmata dal segretario Emanuele Porfiri – Ad esempio, non riusciamo a capire perché non sia stata individuata altra zona, tipo tutto il terreno ancora incolto in contrada Pace a ridosso del centro commerciale: si poteva prendere l’occasione anche di poter portare a termine le opere di sistemazione della viabilità, incompleta da anni, anche se il sindaco più volte ha comunicato l’accordo con il privato per la realizzazione di tale opera di completamento».
La sezione locale del partito puntualizza che il villaggio, successivamente, potrebbe «essere utilizzato per altre iniziative, come quella di accoglienza, in quanto per un decreto legge emanato ultimamente le Regioni dovranno predisporre aree attrezzate per l’accoglienza di profughi, ripartite per Provincia, così sicuramente l’impegno finanziario temporaneo potrebbe avere una sua valenza. Riteniamo comunque un gravissimo errore che il villaggio sia recintato – prosegue Porfiri – sarebbe l’ennesimo lager e la città di Tolentino non dovrebbe accettare una tale provocazione. Auspichiamo che per la fase successiva, quella della localizzazione per la costruzione dei moduli abitativi in legno, sia presa in considerazione la zona da noi evidenziata, quella in contrada Pace – conclude il segretario del Pci – questo progetto potrebbe essere utile alla cittadinanza per uno sviluppo economico e sociale della città, vedi soprattutto quella di recezione turistica per incentivare l’occupazione giovanile».


della serie so svelti, adesso se ne accorgono? ahahahah
Avete capito perché le cose in Italia vanno a rilento?
Non so se ho letto bene,sono stati già posizionati e utilizzabili dal 20 gennaio?
Non commento
Veramente belle queste casette in legno!
So ingegneri
Ma chi vi andra’ ad abitare in quelle scatole di sardine !!! In primis tutta la giunta comunale per dare l’esempio su come ci si vive ,,!,
A 100 anni dalla Presa del palazzo d’Inverno ancora esiste il PCI?
Mamma mia quanti fantasmi si aggirano per l’Europa…
Non ci sono parole che schifo
ma cè qualcosa che vi va bene?