Bimba morta durante il parto,
l’esito dell’autopsia
Quattro medici indagati
MACERATA - La piccola è morta perché non ha più ricevuto sangue a causa della rottura dell'utero. L'esame si è svolto questo pomeriggio all'ospedale di Ancona
di Gianluca Ginella
Quattro medici indagati per la bimba morta durante il parco, l’autopsia conferma che la morte è legata alla rottura dell’utero della mamma che ha comportato che non arrivasse più sangue alla bambina. Questo l’esito dell’esame condotto oggi pomeriggio ad Ancona dal medico legale Adriano Tagliabracci (nominato dalla procura di Macerata), assistito del ginecologo Flavio Del Savio. I medici, da quanto emerge, sono riusciti a salvare la vita alla mamma, una 39enne di Macerata. In tutto sono quattro i ginecologi che sono stati iscritti, come forma di tutela, nel fascicolo che la procura ha aperto per la morte della bimba. Il reato contestato è l’omicidio colposo. Un atto dovuto l’iscrizione dei medici per consentire loro di partecipare all’autopsia con un proprio consulente. Cosa che in effetti hanno fatto nominando il medico legale Mariano Cingolani ad assistere all’autopsia svolta dalle 15 di oggi pomeriggio da Adriano Tagliabracci all’ospedale di Ancona. Secondo quanto emerso dall’accertamento la bambina è morta perché durante il parto c’è stata la rottura dell’utero. Il medico legale si è preso 60 giorni per depositare i risultati dell’autopsia. Tagliabracci esaminerà anche alcuni campioni, come la placenta.
La bambina è morta lo scorso 13 dicembre all’ospedale di Macerata (leggi l’articolo). Era previsto che nascesse con un parto naturale ma a causa di alcune complicazioni i medici erano stati costretti ad effettuare un taglio cesareo. Nel corso del parto si è verificata la rottura dell’utero della mamma e questo è ciò che sarebbe stato fatale alla piccolina. Da chiarire se i medici abbiano responsabilità nella morte della bambina o se abbiano operato con scrupolo. Su questo dovranno fare chiarezza le indagini della procura di Macerata e l’autopsia del medico legale. I medici sono assistiti dagli avvocati Vando Scheggia, Claudio Marcolini, Narciso Ricotta.
