Pasolini a 41 anni dalla morte
accende il dibattito a Macerata
IL PETROLIERE E IL CORSARO - Un caso che potrebbe essere riaperto dopo la richiesta dell'avvocato della famiglia, Maccioni che svela: “E' stata trovata una traccia di dna che certifica la presenza di un terzo uomo quella notte"

Paolo Nanni, Maurizio Verdenelli, Giuseppe Rivetti e Otello Lupacchini (Foto di Lucrezia Benfatto)

di Gabriele Censi

Massimiliano Siddi, Davis Grieco, Giuseppe Rivetti, Stefano Maccioni e Otello Lupacchini
Prima dell’arrivo del regista che sta girando l’Italia in numerose proiezioni fuori sala soprattutto nelle scuole, ha animato il dibattito Otello Lupacchini: “Nella storia italiana non raccontata sui libri di scuola c’è un filo rosso che è il petrolio”. Il magistrato che ha indagato sulla Banda della Magliana, sui delitti Amato, Calvi e D’Antona, ripercorre le trame oscure tornando fino al 1861 e all’enigma del vapore Ercole, la nave che trasportava i libri contabili della spedizione dei Mille. Scomparve nel nulla sulla tratta Palermo-Napoli con a bordo Ippolito Nievo. “Documenti che avrebbero svelato gli interessi inglesi nella formazione dell’Unità d’Italia che torneranno agli albori del regime collegati al petrolio cioè alla possibilità di un accordo degli inglesi con Mussolini per ottenere concessioni di trivellazioni. Sarebbe questo il vero motivo per cui Matteotti fu ucciso, era in possesso di un dossier che provava tangenti a favore dei Savoia e del partito Fascista”. Storia ma anche attualità tanto che l’avvocato della famiglia Pasolini Stefano Maccioni chiede di riaprire l’inchiesta sulla sua morte, perché “è stata trovata una traccia di dna integro sulla maglia che indossava Pelosi quando Pasolini è stato ucciso a Ostia, la notte tra il primo e il 2 novembre 1975. È una traccia biologica evidente che certifica la presenza di un terzo uomo quella notte oltre allo scrittore e Pino Pelosi, l’unico ad essere stato condannato per l’omicidio”.

Lucia Tancredi (Foto di Lucrezia Benfatto)
Tanti stimoli per gli studenti del Pannaggi (accompagnati dall’insegnante Sauro Pennesi) e del liceo Scientifico di Macerata (accompagnati dall’insegnante e scrittrice Lucia Tancredi). Si è parlato anche di istruzione partendo dalla provocazione di Pasolini che vedeva della scuola uno strumento di imborghesimento della società per imbrigliare e tacitare lo spirito innovativo dei giovani. Ne è nato un dibattito sullo stato attuale della scuola italiana in bilico tra eccellenze e problemi strutturali di grave entità.

Gianni Giuli (Foto di Lucrezia Benfatto)
A fare il controcanto, di Lupacchini prima, e poi in un animato scontro verbale con Grieco, il magistrato Massimiliano Siddi, pm a Viterbo (prima ancora a Macerata) componente della commissione Moro: “Con ipotesi e supposizioni si possono creare dubbi legittimi ma che non devono dare adito a costruzioni fantasiose. Il caso Pasolini potrebbe essere frutto più dell’affetto e della stima per l’intellettuale che della pregnanza di indizi e prove”. Doveroso il momento poetico con “Frammento alla morte” di Pasolini. La lettura dell’attrice Ylenia Gazzella ha emozionato il pubblico. “Il petroliere e il corsaro” centra dunque l’obiettivo di stimolare la riflessione e lo fa nonostante il terremoto che ha stravolto il calendario e i luoghi degli eventi. Anche in biblioteca ieri durante il convegno verifiche della protezione civile e lavori di adeguamento per piccoli danni all’edificio. A sostegno anche il comune di Macerata con l’assessore Stefania Monteverde: “Peccato non aver potuto vivere pienamente la rassegna proprio per gli impegni dovuti all’emergenza sismica, ma Pasolini e Mattei ci insegnano la voglia di vivere”. Saluti anche da parte del presidente del Rotary Matteo Ricci, Gianni Giuli e del presidente della Camera Penale di Macerata Renato Coltorti. Presenti tra gli altri anche Fabio Pistarelli, ex consigliere regionale, l’ex senatore Luciano Magnalbò, il sindaco di Ussita Marco Rinaldi, l’ex sindaco di Serravalle Venanzo Ronchetti, i consiglieri comunale Bruno Mandrelli e Riccardo Sacchi, il pittore Carlo Iacomucci. Giorgio Salvucci dell’Avulss, Giorgio Pietrani, direttore artistico di Macerata Racconta e Giovanni Bonvecchi dello Snals.
(Foto di Luciano Carletti)

(Foto di Lucrezia Benfatto)

(Foto di Lucrezia Benfatto)

(Foto di Lucrezia Benfatto)

(Foto di Lucrezia Benfatto)




















