Bandiere arancioni colpite dal sisma,
la strategia dopo la distruzione
FERITE APERTE - I borghi selezionati dal touring club per bellezze e tipicità sono stati duramenti feriti ma non sono morti. Una delegazione ligure aiuterà nella vendita dei prodotti locali in attesa dell'assemblea nazionale di Milano quando si deciderà la strategia giusta per ripartire (GUARDA IL VIDEO)
Il video delle bandiere arancioni marchigiane prima del sisma
di Marco Ribechi
La rete delle bandiere arancioni si stringe a sostegno dei borghi marchigiani colpiti dal terremoto. La grande bellezza non finirà con il sisma. Sostegno nella vendita dei prodotti tipici dalla rete e un’assemblea straordinaria per ripartire. I borghi delle Marche, veri e propri gioielli feriti ma non morti, non si arrendono e già sognano di poter offrire di nuovo le loro bellezze ai visitatori. Nella sola provincia di Macerata la devastazione del sisma ha colpito in maniera molto violenta Visso, Camerino, Pievebovigliana, Sarnano e San Ginesio ma non sono rimaste illese neanche Urbisaglia, Montelupone e Montecassiano. Praticamente tutti. E’ per questo che una delegazione del comune ligure di Dolceacqua, sede dell’associazione Gusta l’arancione, porterà in dono una fornitura di pesto da offrire agli sfollati in segno di vicinanza e allo stesso tempo acquisterà prodotti tipici locali da vendere nei mercatini natalizi. Un modo per sostenere il turismo e le aziende colpite dal sisma.
Ma il vero appuntamento sarà il 25 e 26 novembre a Milano dove si terrà l’assemblea straordinaria delle bandiere arancioni per discutere quali strategie promozionali adottare per ripartire. “E’ una realtà dura ma per prima cosa bisogna pensare alle persone – spiega Giuliano Ciabocco, vice presidente dell’associazione gusta l’arancione – Poi potremmo pensare a mettere in sicurezza gli edifici. In tutti i borghi le zone rosse sono ancora tante ed estese. Questo però non significa che ci arrendiamo, i nostri borghi resteranno nella rete e grazie alla solidarietà degli altri paesi con la bandiera arancione ci giocheremo le carte per non cancellare la nostra storia”. Se le architetture sono attualmente inagibili è possibile però offrire altre bellezze. “Il paesaggio mozzafiato non ce lo toglie nessuno – continua Ciabocco – le mura antiche anche. Ad esempio a San Ginesio la splendida collegiata non è visitabile quindi il paese si sta organizzando per mostrare altre rarità come i libri antichi, le cinquecentine e lo statuto. La stessa cosa vale per gli altri, ci sono molte cose belle da offrire l’importante è non arrendersi e non abbandonare questi luoghi di storia, tradizione e bellezza”.



