Annibal Caro, celebrazioni
per i 450 anni dalla morte
CIVITANOVA - Al via una serie di incontri, giovedì sarà collocata una targa al loggiato di Civitanova Alta
Novembre mese dedicato ad Annibal Caro. Dopo l’avvio estivo, tornano le iniziative dedicate al poeta civitanovese nell’anniversario per i 450 anni dalla sua morte. Si tratta della fase conclusiva delle celebrazioni con tre importanti appuntamenti in programma in corrispondenza del giorno della morte che cade giovedì 17 novembre. Dopo la mostra multimediale “Sotto il segno di Caro” allestita al Sant’Agostino di Civitanova Alta, domani, domenica 13 novembre, alle 17,30, lo spazio multimediale San Francesco ospita l’incontro “Conversazione su Annibal Caro e il Rinascimento italiano” con i professori Pier Luigi Cavalieri, Stefano Papetti e Marcello Verdenelli e il direttore della Pinacoteca “Moretti” Enrica Bruni nella veste di moderatore. Giovedì 17 novembre, in mattinata, alla presenza di alcune scolaresche, verrà “scoperta” la targa commemorativa con il sonetto che Caro ha dedicato a Civitanova, quello che si chiude con i famosi versi “Pico non vide mai nido sì bello”. La targa verrà collocata sotto il loggiato del palazzo comunale di Civitanova Alta. Sabato 19, a partire dalle 16, ci sarà il convegno “Essendo il convito di molte vivande… vi sarà pasto per ognuno” a cura di Alvise Manni. L’evento si svolgerà a San Francesco, tra i relatori il linguista Massimo Arcangeli, Giosuè Auletta, presidente dell’ecomuseo lazio virgiliano, il dirigente scolastico Claudio Bernacchia, Francesco D’Andria, professore emerito di archeologia classica, Luigi De Simone, proprietario della commenda di Montefiascone, Diana Ghaleb, dottoressa in filologia moderna, Alvise Manni, Federico Mussano, socio fondatore della biblioteca enigmistica, Emanuel Stelzer dottorando in studi umanistici. Sempre sabato 19 novembre, alle 21,15, al teatro Annibal Caro si svolgerà la serata di chiusura delle celebrazioni con un omaggio dal titolo “In nome di Caro”. Parole, musica, immagini, in collaborazione con Civitanova “Classica piano festival”. Un omaggio che vedrà in scena la pianista Gile Bae, giovane talento vincitrice di numerosi premi internazionali, insieme agli attori Roberto Marinelli e Simone Pieroni, che reciteranno alcuni degli scritti più significativi del Caro tratti dalle Lettere familiari, dall’Eneide e dalla commedia “Gli Straccioni”. Le immagini che accompagneranno il percorso narrativo e musicale sono curate dal video maker Alessandro Bracalente.

CELEBRAZIONI CARIANE AL FALLIMETO BIS
Non ha fortuna nella sua Civitanova – da cui è stato per tanti anni fisicamente lontano – Annibal Caro. Al fallimento del centrodestra per il 400° della nascita, nel 2007, fa seguito quello del centro sinistra quest’anno per il 450° della morte del letterato. Si ricorda l’infelice esperienza dell’amminitrazione Marinelli con “due comitati” per le celebrazioni (un secondo sostituì il primo, suscitando polemiche), convegno trasferito a Macerata (a Civitanova niente), mostra “povera di contenuti” e “ristampa anastatica” di libri già disponibili. La giunta Corvatta ha sbagliato sin dall’inizio, costituendo un comitato celebrazioni “poco scientifico” (a meno che non si vogliano definire esperti cariani: Silenzi, Martellini e Pipponzi). Poi si è dato vita ad iniziative prive di specialisti o che “lambivano Annibal Caro” (vedi quelle tanto sbandierate di Futura Festival) – eccezion fatta per il Prof. Ferroni – senza approfondire la conoscenza del letterato civitanovese. Il top lo si è toccato affidando la commedia “Gli straccioni” – messa in scena a Civitanova Alta nel 1966 dal regista Ronconi – alla recitazione di studenti liceali. Poi ci si è fatti prendere dalla “fregola delle celebrazioni” accostando al Caro di tutto: una rassegna di film su autori contemporanei, una mostra fotografica paesaggistica di un club locale, il concerto di un’orchestra giovanile jesina, che c’entravano assai poco. Finale in novembre, mese della morte di annibal Caro, con un convegno affidato al presidente del centro studi civitanovesi: come si nota l’assenza del “comitato scientifico”! Nel 1966 il comitato celebrazioni per il 400° della morte del Caro era presieduto dal Prof. Palladini, preside di Lettere all’ateneo di Macerata, e realizzò un convegno durato quattro giorni. Quello di giovedì prossimo poteva francamente essere meglio organizzato, offrendo il mondo accademico e non soluzioni migliori. Non c’è traccia di pubblicazioni (gli atti del convegno?), che sono quelle che rimangono ai posteri (il presidente della biblioteca comunale non si è fatto sentire!). Scende il sipario sulle celebrazioni con un recital di opere cariane e accompagnamento musicale. Nessun riscontro alla proposta di invitare la corale “Buonagiunta” di San Ginesio, intitolata ad un contemporaneo del letterato civitanovese, che alla scomparsa del Caro dedicò l’opera “Corona della morte”. Il tutto nell’auspicio che cali presto il sipario sulla “gestione della cultura” a Civitanova dell’assessore Silenzi, che dopo 4 anni e passa non ha compreso di cosa si tratta la delega conferitagli.