Premio Maxxi al recanatese Monaldo Moretti
del collettivo Zapruder
ARTE - La loro opera entrerà nella collezione permanente del museo romano
Il collettivo Zapruder filmmakergroup ha vinto il premio Maxxi e la loro opera entrerà nella collezione permanente del museo romano. David Zamagni, Nadia Ranocchi e il recanatese Monaldo Moretti sono i componenti del gruppo. Tra i finalisti c’erano anche Riccardo Arena, Ludovica Carbotta e Adelita Husni-Bey. L’annuncio è stato dato ieri sera dal ministro della Cultura Dario Franceschini con la presidente della fondazione Maxxi Giovanna Melandri. La giuria era composta da Anna Mattirolo, Hou Hanru, Matteo Garrone, Helena Kontova, Francesco Manacorda e Adelina von Furstenberg. “Per la forte inclinazione visionaria, gli aspetti perfomativi legati al teatro dell’assurdo e l’effervescenza del collettivo”, è stata la motivazione del premio. Menzione speciale per Ludovica Carbotta.
Selezionati da Gianfranco Maraniello, direttore Mart, David Zamagni, Nadia Ranocchi e Monaldo Moretti, hanno presentato “Zeus Machine”, un opera che nasce e si sviluppa attorno alla sceneggiatura scritta dal collettivo per il loro omonimo film di prossima uscita, dedicato alle “Dodici fatiche di Ercole”. L’idea della “macchina mitologica”, termine coniato dallo storico e teorico delle religioni Furio Jesi (1941–1980), è funzionale a mettere in luce come ogni mito, con i suoi intrecci di violenza e dominio, sia spesso un mito di potere. È dunque una scultura video, quella che si staglia dorata e che s’impone come il segno della misteriosa sacralità di Zeus, il divino che tutto decide e tutto può. Al suo interno un film in più atti che racconta i poteri del mito con un tratto ironico e leggero. Con questa opera gli artisti, grazie a un cinema intelligente e profondo, fondono tempi e spazi differenti, intrecciano mito, mistero e politica, riflettono sull’identità delle società moderne attraverso il mito stesso.
Il Premio Maxxi, nato per sostenere la crescita della giovane generazione di artisti italiani, compie 15 anni e, in occasione di questo anniversario, la mostra dei finalisti si arricchisce di una sezione documentaria dedicata alle sette precedenti edizioni in cui sono esposti materiali di archivio, fotografie, video, provenienti dal museo, dal Mibact e l’Archivio Careof, dei 35 artisti che dal 2001 a oggi vi hanno preso parte. L’esposizione è aperta fino al 29 gennaio 2017.


