Servizi sociali esposti a minacce,
il Comune chiede comprensione:
“Per i minori trattiamo un caso al giorno”
CIVITANOVA - E' emergenza per l'ufficio e sindaco e assessore convocano una conferenza stampa per spiegare la delicatezza del servizio e il ruolo dell'ente. Ceccheti: "Sistematicamente nei confronti delle assistenti sociali c'è un atteggiamento giudicante e aggressivo".

Da sinistra l’assessore Cristiana Cecchetti, il sindaco Tommaso Corvatta e il legale Paolo Carnevali
di Laura Boccanera
Servizi sociali esposti a rischi e minacce, il Comune di Civitanova convoca una conferenza stampa per spiegare la delicatezza del servizio e il ruolo dell’ente. E dà i numeri di una emergenza legata ai minori e che vede trattare circa un caso al giorno (le pratiche dall’inizio dell’anno sono arrivate a 300). «Sistematicamente nei confronti delle assistenti sociali c’è un atteggiamento giudicante e aggressivo – ha spiegato l’assessore Cristiana Cecchetti – spesso da parte di chi non conosce i fatti, ma pontifica e giudica il lavoro degli altri senza considerare il carico emotivo e la difficoltà di lavorare con storie spesso drammatiche che coinvolgono dei minori». L’ultimo episodio è di pochi giorni fa.
I NUMERI – Sono oltre 800 pratiche legate ai minori sui tavoli delle assistenti sociali. Ventuno bambini che si trovano in ambiente protetto e 100 quelli affidati al Comune dal Tribunale dei minori. Non solo numeri, dietro le pratiche ci sono storie difficili, emotivamente pesanti e complicate da fronteggiare, spesso casi di abbandoni, maltrattamenti. I servizi sociali sono il cuscinetto che assorbe gli urti di storie familiari critiche e burocrazia. E per fronteggiare questi casi il Comune dispone solo di due assistenti sociali part time per i minori. Dipendenti comunali che ogni giorno sono oggetto di aggressività, minacce e recriminazioni da parte degli adulti che utilizzano il servizio e da parte della disinformazione trasmessa dai social network. Una situazione che sta diventando preoccupante tanto che questa mattina l’assessore al personale Cristiana Cecchetti, il sindaco Tommaso Corvatta e l’avvocato Paolo Carnevali hanno convocato i media per portare a conoscenza dell’opinione pubblica una realtà spesso nascosta ma che sta creando preoccupazione fra gli addetti ai lavori.
IL CASO – Nell’ultimo periodo in particolare si è verificato un episodio di minacce verso l’ufficio che ha preoccupato l’amministrazione al punto di rendere note le dinamiche e i numeri. «Non abbiamo paura -dicono le assistenti sociali – ma occorre fare cultura. Il Tribunale ha affidato al Comune 100 minori, 21 sono in ambiente protetto e spesso le assistenti sociali diventano il capro espiatorio delle decisioni del tribunale dei minori, assumendosi anche il rischio di operare in contesti aggressivi e pericolosi». Dei 21 casi 5 sono bambini figli di genitori tossicodipendenti con sindrome di astinenza alla nascita, 9 in stato di incuria, 2 sono stati allontanati per maltrattamenti e 5 per abbandono. «Il livello di animosità e scontro è fortissimo – continua la Cecchetti, e le assistenti sociali diventano bersaglio facile, dei social e delle reazioni dei diretti interessati. Non lavorano pratiche amministrative, ma storie e vite con un carico di emotività elevatissimo. Sui social gli haters si moltiplicano, spesso giudicano per sentito dire e sono aumentati sul territorio modi persecutori e minacciosi, alimentati da cattiva informazione». Un appello ad una maggiore consapevolezza etica e deontologica viene fatto dall’avvocato Paolo Carnevali, vice presidente della camera minorile: «Sui servizi sociali ricadono molte responsabilità che non sono dovute. La conflittualità, specie nelle cause di separazione, è aumentata negli ultimi decenni e l’avvento dei social e una maggiore cultura fa sì che chiunque si senta in diritto di criticare. Chi si occupa di queste materie, compresi gli avvocati, dovrebbe avere un approccio conciliativo, senza esasperare le conflittualità per interessi personali».
Non fanno niente per le povere famiglie in dificolta…ABBIAMO BISOGNO DI AIUTO E NON DI PARLARE AL VUOTO
Nel commento di Silvia Cervone c’è tutto quello che si può rispondere all’articolo. Aiutate chi ha bisogno, almeno una utilità caro sindaco potresti averla, invece di perdere tempo dietro ad una candidatura bis. L’elettorato più attento, ma anche quello che ti ha seguito in minima parte ti stroncherà come meriti e per sempre. Comunque 4 giorni all’alba!