Rogo al Cosmari, indagato Giampaoli:
“Sono tranquillo, norme rispettate”
RIFIUTI - Concluse le indagini preliminari, al direttore viene contestato l'incendio colposo. La difesa: "Il rispetto della sicurezza è stato sempre accertato negli anni dalle verifiche degli organi competenti e di controllo". I fatti risalgono al luglio 2015 quando andò a fuoco il deposito del reparto selezione multimateriale
Rogo al Cosmari, indagato il direttore generale Giuseppe Giampaoli per incendio colposo. A lui vengono contestate omissioni sulla sicurezza dell’impianto di contrada Piane del Chienti, a Tolentino. Stamattina la notifica della procura di Macerata con l’avviso di conclusione delle indagini, resa nota dallo stesso Giampaoli: “Ho appreso in mattinata della notifica al mio difensore, avvocato Vando Scheggia, da parte della procura di Macerata dell’avviso di conclusione indagini preliminari riguardanti l’incendio del capannone selezione del luglio 2015 – scrive il direttore del Cosmari – Sono indagato di alcune contravvenzioni relative alla sicurezza dell’impianto e per incendio colposo. Da oggi potrò sapere su quali elementi si basa la contestazione che mi viene effettuata. Mi confronterò con il mio difensore con le consulenze acquisite dal Pm nella convinzione che tutte le norme sulle autorizzazioni e sulla sicurezza dell’impianto sono state sempre rispettate; come per altro è stato sempre accertato negli anni dalle verifiche degli organi competenti e di controllo – continua Giampaoli -. La legge mi assegna venti giorni di tempo per esporre le mie tesi difensive al Pm che potrebbe, accogliendole, chiedere l’archiviazione. Qualora dovessi essere rinviato a giudizio auspico solamente tempi rapidi per il processo. Essendo intimamente convinto che in quella sede non si potrà dimostrare quanto mi viene contestato. Potrò quindi riacquistare la serenità necessaria per continuare a dirigere un azienda di oltre 400 dipendenti che offre un servizio pubblico a tutta la provincia”.















