Tentata concussione in ateneo, tutti assolti
Il rettore: “Mai dubitato sull’esito”
MACERATA - Si è chiusa con il proscioglimento di Luigi Lacchè e della professoressa Antonella Paolini la vicenda dell'assunzione della docente Gloria Alpini che sarebbe stata condizionata ad una lettera di scuse. Assolta anche la terza imputata, Tiziana Sagretti, che doveva rispondere di ingiuria
di Gianluca Ginella
Non ci fu nessuna tentata concussione in ateneo: assolti il rettore Luigi Lacchè e la professoressa Antonella Paolini. «Non ho mai dubitato sull’esito del processo, contento che la sentenza sia arrivata prima del termine del mio mandato, a fine ottobre» ha commentato Lacchè. Assolta dall’accusa di ingiuria (il reato è depenalizzato) una dipendente amministrativa di Unimc, Tiziana Sagretti. La vicenda per cui erano imputati risale alla fine del 2011. Tutto ruotava intorno al contratto della docente Gloria Alpini, che nel 2010 aveva scritto al quotidiano Il Giornale, criticando l’ateneo dopo che non aveva superato un concorso. In seguito la docente aveva vinto un successivo concorso nell’ateneo maceratese e doveva cominciare a insegnare alla facoltà di Economia. Sarebbe stato allora che, secondo l’accusa, il rettore avrebbe ritardato la firma del contratto di assunzione come forma di ritorsione alle dichiarazioni rese dalla professoressa al quotidiano, chiedendo che scrivesse una lettera di scuse all’università. La professoressa Paolini, all’epoca preside di Economia, avrebbe cercato di sollecitare la docente a scrivere la lettera. Paolini avrebbe inoltre inviato una mail ad Alpini con la bozza di lettera di scuse da inviare a Lacchè. La docente si era però rifiutata e aveva denunciato. La scorsa udienza il pm aveva chiesto l’assoluzione per tutti gli imputati.
«Mi fa molto piacere questa sentenza – dice il rettore –. Ero sicuro di quello che ho fatto, che ovviamente è stato tutelare l’università. Devo dire l’università in questi anni mi è stata molto vicina e questa è una cosa che mi ha fatto molto piacere. Così come il fatto che la procura avesse già chiesto l’assoluzione la precedente udienza – continua Lacchè –. Penso che oggi si è messo fine ad una vicenda che a mio avviso non avrebbe mai dovuto arrivare a processo. Ma alla fine mi ha dato ampia possibilità di dimostrare che il mio comportamento era corretto e che non ho commesso nessun atto contrario alla legge. Termino il mandato anche con questa cosa che purtroppo mi ha accompagnato per quattro anni.
Il 31 ottobre finisco (al suo posto si insedierà Francesco Adornato, ndr), mi fa piacere che la sentenza ci sia stato mentre ero in carica». «Siamo stanchi ma contenti, insomma era per noi un esito prevedibile, ma mai dire mai – commenta l’avvocato Vando Scheggia, che con il legale e Stefania Maroni, assiste Lacchè –. Credo che il rettore avesse dichiarato a suo tempo che non vedeva l’ora di andare di fronte al giudice e il giudice oggi c’era e lo ha assolto». Al processo la professoressa Paolini, che ha sempre respinto le accuse, era assistita dagli avvocati Paolo Sfrappini e Francesco Fradeani. Sagretti (che doveva rispondere di ingiuria verso Alpini) era invece difesa dall’avvocato Giancarlo Giulianelli. Al processo si è costituita parte civile Alpini, assistita dall’avvocato Fabiola Cesanelli. «Amarezza per la sentenza di assoluzione che comunque ci aspettavamo vista la richiesta della scorsa udienza del pm. Attendiamo di leggere le motivazioni» dice l’avvocato Cesanelli.


