Per 9 anni lo hanno chiamato pedofilo,
assolto: non violentò la nipotina

CIVITANOVA - La sentenza della Corte d'appello oggi ha ribaltato la condanna in primo grado a 7 anni e 6 mesi. Imputato era un 88enne. Il suo legale: "Nemmeno poteva più andare a fare la spesa, lo avevano ghettizzato. Siamo contentissimi. Avevamo gridato la sua innocenza fin dall'inizio. Quando ha saputo dell'assoluzione si è messo a piangere. Questa vicenda lo ha devastato"

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L'avvocato Elisabetta Vastaroli

L’avvocato Elisabetta Vastaroli

 

di Gianluca Ginella

Lo avevano chiamato pedofilo, qualcuno gli aveva pure messo un biglietto sull’auto, non poteva nemmeno più andare a fare la spesa: questo l’incubo vissuto da un anziano di Civitanova che oggi è stato assolto con formula piena dalla Corte d’appello di Ancona. Ribalta la sentenza di primo grado. L’anziano, oggi 88enne, quando ha saputo dell’assoluzione è scoppiato in un pianto liberatorio, «quasi non poteva credere che fosse finita» dice il suo legale, Elisabetta Vastaroli, che in questi anni si è battuta per far emergere quella verità di cui era sempre stata convinta: quell’anziano non aveva mai compiuto gli abusi sessuali sulla nipotina acquisita di cui era accusato. Oggi i giudici della Corte d’appello le hanno dato ragione assolvendo l’anziano «perché il fatto non sussiste». Una assoluzione arrivata a 9 anni dai fatti che gli venivano contestati. Era il 2007 e secondo l’accusa l’anziano aveva abusato sessualmente della nipotina di 4 anni: facendosi toccare parti intime e toccando la bambina. Accuse che venivano sostenute da due perizie che però, diceva il difensore, erano contrastanti. In primo grado il Tribunale di Macerata aveva condannato l’anziano, nel febbraio del 2013, a 7 anni e sei mesi. «A livello probatorio non c’erano riscontri, nessun testimone, la bambina ha sempre dichiarato di voler bene al nonno, dalle perizie emergevano incongruenze e la testimonianza della bambina non era credibile – dice l’avvocato Vastaroli dopo la sentenza di oggi –. Io sono contentissima, il mio cliente anche, è molto emozionato, ha pianto. E’ stata una vittoria schiacciante. Oggi mi sento di sottolineare la sofferenza che ha provato il mio cliente a fronte di accuse infondate. Avevamo gridato in tutti modi che era innocente, fin dal giorno dell’incidente probatorio quando era stata sentita la nipote». L’anziano è un incensurato, una persona che «ha lavorato tutta la vita per la sua famiglia e una denuncia di questo genere è stata devastante per lui. Vive in un quartiere piccolo, e si era saputo delle accuse che gli venivano rivolte. Era stato ghettizzato. Quando andava al supermercato lo chiamavano pedofilo – continua l’avvocato Vastaroli –. Lui ha sofferto tanto per queste cose. E pensare che una volta gli avevano attaccato un cartellino sull’auto con scritto “Pedofilo” e lui era venuto in studio da me per chiedermi cosa volesse dire quella parola. Non poteva essere più lontano dalle accuse che gli venivano rivolte». I giudici del secondo grado si sono presi 70 giorni per motivare la sentenza. Al processo si erano costituiti parte civile la mamma e il papà della bambina, assistiti dall’avvocato Pietro Siciliano.


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