Luzio, appello del sindaco:
“E’ tempo di mettersi al lavoro
per la nuova scuola”
SAN SEVERINO - Il primo cittadino Rosa Piermattei interviene con una nota dopo la sua partecipazione all'assemblea pubblica organizzata dal comitato Pro Scuole Sicure, a cui hanno preso parte alcuni genitori che hanno perso i propri figli nella tragedia a San Giuliano in Puglia. "Mi era stato detto che l'incontro non era politico, ma erano stati invitati altri rappresentanti di partiti e movimenti molto schierati"

Antonio Morelli e Ciro Riggio – i due papà che hanno perso i figli nella tragedia della scuola di San Giuliano di Puglia del 31 ottobre 2002 – intervenuti a San Severino per l’incontro “Una scuola per la vita”
di Monia Orazi
“Dopo è troppo tardi. Bisogna prevederlo prima il pericolo, i cittadini devono pretendere i documenti che attestano la sicurezza della scuola: vogliamo evitare che altri vivano la nostra stessa tragedia”. Così Ciro Riggio, padre di due gemelli morti sotto le macerie della scuola di San Giuliano in Puglia (Campobasso) il 31 ottobre del 2002, si è rivolto ai settempedani durante l’assemblea pubblica “Una scuola per la vita”, organizzata nel chiostro San Domenico, gremito di gente, dal comitato Pro Scuole Sicure San Severino. Ad invitare i rappresentanti del comitato delle vittime di San Giuliano, sono stati i componenti del comitato, per una serata di approfondimento e sensibilizzazione sul tema della sicurezza e della resistenza degli edifici scolastici al terremoto. Ad aprire la serata è stata Cristina Carboni, portavoce del comitato: “Ci hanno dipinto come un gruppo di mamme esaltate ed allarmiste, ma non vogliamo fare questo, abbiamo dato vita ad un comitato per proporre soluzioni e chiedere sicurezza per i nostri figli, senza polemica”. È stato poi mostrato un documentario giornalistico che ha fatto rivivere i giorni della tragedia, mostrando il dolore dei genitori di 27 bambini, morti insieme alla maestra, per i deficit di costruzione dell’unico edificio crollato durante il terremoto, nel piccolo paesino molisano.
Ha affermato Antonio Morelli, papà di una bambina morta per il crollo: “In quattordici anni poco è cambiato, non vorremmo mai più che altri genitori piangano i propri figli, è un dolore indicibile ed innaturale. Noi siamo qui per voi, se le istituzioni locali non ci sono hanno perso loro, perché si parla di trasparenza e confronto civile, occorre fare un percorso insieme, amministrare vuol dire mettersi in gioco. Avete il terremoto a due passi, potete chiedere qualsiasi cosa. Nessuno pensa possa accadere una cosa del genere, per noi è una missione, dove c’è il problema, noi saremo lì”. È stato poi proiettato un video relativo al terremoto dell’Aquila ed è seguita la relazione tecnica dell’ingegner Roberto Di Girolamo. “Il terremoto non si prevede, si previene – ha detto – agibilità non significa che una struttura sia stata progettata con la normativa anti-sismica, che è del 1984. Non conosco nel merito la situazione di San Severino, ma non so se in questo breve lasso di tempo sono state fatte tutte le prove relative al livello di conoscenza Lc3”. L’ingegnere ha poi illustrato il rapporto sulla sicurezza scolastica, presentato la scorsa settimana da Cittadinanza attiva, secondo i quali in Italia una scuola su dieci ha lesioni strutturali, ed i due terzi delle scuole sorgono in zone ad elevata sismicità, ma soltanto l’otto per cento tra queste è stata progettata secondo la normativa anti sismica.
Al termine della serata, dopo il saluto finale ai due papà molisani, è comparsa il sindaco Rosa Piermattei, che si è intrattenuta a parlare con un gruppo di genitori, di qualche decina di persone, spiegando in modo privato il suo punto di vista. Una mamma le ha chiesto di prendere il microfono, ma una prima volta ha rifiutato. È stata incalzata dalle domande, intorno alle 23.20, a quasi un’ora dalla fine della serata, è andata al tavolo dei relatori accanto a Riggio e Morelli e rispondendo alla domanda di una mamma, sull’eventuale richiesta di moduli per la scuola all’Expo di Milano, prospettata da Cittadinanza attiva ha affermato: “Sì in comune stiamo lavorando su questo, ma se le cose non sono certe io non parlo. Il nostro obiettivo è che una mamma possa lasciare suo figlio a scuola con tutta la tranquillità e la sicurezza”. Ad un padre che le ha ripetutamente chiesto a voce alta se la Luzio fosse sicura, il sindaco ha risposto: “La scuola è sicura, in base all’agibilità e sicurezza richiesta dalle norme di legge”.
Il primo cittadino ha diffuso oggi un comunicato stampa nel quale dichiara: “E’ tempo di mettersi tutti al lavoro e di fare, ciascuno per la sua parte, qualcosa per il bene della città. I polemici si mettano l’anima in pace, per loro non vi sarà più tempo visto che gliene abbiamo dedicato anche troppo. Qualcuno ha provato a tendermi l’ennesimo agguato ma stavolta non gli è andata bene”. Il primo cittadino raccoglie così le idee dopo l’invito a prendere parte a l’assemblea pubblica. “Mi era stato detto che l’incontro non era politico, che veniva promosso per parlare di prevenzione e per sensibilizzare le persone. Poi, però, dopo che mi ero già raccomandata chiedendo il rispetto soprattutto di chi non c’è più, visto che qualcuno aveva pensato a una sfilata con i lumicini, sono venuta a sapere che allo stesso erano stati invitati altri sindaci e rappresentanti, soprattutto, di partiti e movimenti molto schierati. Ho fatto di tutto per potervi partecipare, interrompendo un’importante riunione e rimandando altri impegni istituzionali. Quando sono arrivata all’assemblea, ho trovato gente che era lì solo per un preciso scopo. Sono stata addirittura rimproverata per il ritardo. Mi hanno aggredita verbalmente chiedendomi e richiedendomi, fino ad arrivare quasi alla minaccia, della sicurezza dell’edificio che ospita la scuola materna ed elementare.
A quel punto – sottolinea la Piermattei – non ci ho visto più e ho dovuto persino alzare la voce per chiarire che numerosi tecnici hanno detto che la Luzio è una scuola sicura e perfettamente agibile. Insieme alla dirigenza della scuola nelle scorse settimane abbiamo aperto le porte a tutti per dimostrare la piena ed assoluta trasparenza del nostro operato ma neanche questo, evidentemente, è bastato. Perché questa pioggia d’accuse contro chi una scelta l’ha fatta assumendosene le responsabilità? Non mi sono mai tirata indietro dinnanzi al confronto, ho aperto le porte anche del mio ufficio per parlare dell’argomento, ma non si può continuare in questo modo. E’ per questo che, anche l’altra sera, ho detto che nessuno ci darà mai i moduli abitativi per ospitare le aule se non c’è una motivazione reale – afferma il sindaco – Mi sono informata per venire incontro alla preoccupazione di alcune mamme. Stiamo verificando se i moduli dell’Expo potranno accogliere le classi ma certo è che i costi dovranno poi essere sostenuti dalla comunità. Torno a dire che la legge non permette il ricorso a una simile soluzione in condizioni di agibilità degli edifici. Sono un rappresentante delle istituzioni e non posso consentire il non rispetto della legge. Noi, come Amministrazione comunale – conclude il primo cittadino di San Severino- il nostro progetto lo abbiamo e su questo lavoreremo chiedendo di essere però lasciati in pace: vogliamo realizzare una nuova scuola per i nostri alunni”.



