Neonato rimase invalido:
maxi risarcimento da 3 milioni
“Risposta adeguata a caso di malasanità”

CIVITANOVA - Sentenza al Tribunale civile di Macerata in un processo contro 2 pediatri dell'ospedale di Recanati e l'Asur. I legali: "Non venne diagnosticata la patologia che aveva, i medici dovevano fare una trasfusione". Dai fatti sono passati 14 anni e oggi quel bambino è diventato un ragazzino che soffre della sindrome distonico discinetica

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Gli avvocati Mirta Lattanzi e Alfonso Valori

Gli avvocati Mirta Lattanzi e Alfonso Valori

di Gianluca Ginella

(Foto di Lucrezia Benfatto)

Medici e Asur condannati ad un maxi risarcimento ad un 14enne di Civitanova e ai suoi famigliari: il ragazzino, appena nato, aveva avuto un ittero neonatale con encefalopatia bilirubinica che non sarebbe stata diagnosticata correttamente e il piccolo è rimasto con una grave invalidità. Dopo l’archiviazione del procedimento penale per tardività della querela, nei giorni scorsi si è concluso il processo civile di primo grado al tribunale di Macerata: il giudice Luigi Reale ha condannato due pediatri, l’Asur e di conseguenza l’assicurazione a risarcire oltre 3 milioni di euro.

mirta-lattanzi_foto-lb«Un caso di malasanità che trova al momento una risposta adeguata» sottolinea l’avvocato Mirta Lattanzi che, insieme al legale Alfonso Valori, ha assistito il 14enne e la sua famiglia nel processo civile. Processo che è durato 9 anni con «una sentenza che apprezziamo perché ci sembra ben motivata per resistere alle critiche» commenta l’avvocato Valori. I fatti risalgono all’ottobre del 2002 quando era venuto al mondo all’ospedale di Civitanova il figlio di una coppia civitanovese. Il piccolo era nato sano ma 24 ore dopo era diventato giallo e aveva valori elevati di bilirubina. La bilirubina è un pigmento della bile e nei neonati un eccessivo accumulo nel corpo può causare infiltrazioni in parti del cervello (una patologia detta kernittero), cosa che era accaduta nel neonato. Il bimbo era stato trasferito all’ospedale di Recanati al reparto di Neonatologia che era attrezzato per affrontare le emergenze per i neonati.

alfonso-valori_foto-lb«La colpa più grave è stata il fatto di non avere colto dai sintomi che mostrava la diagnosi di ittero neonatale con encefalopatia bilirubinica (kernittero, ndr)» spiega l’avvocato Lattanzi. Tra le mancanze dei medici, a detta dei legali, «il fatto che per i primi giorni siano stati fatti solo prelievi capillari, quando sarebbe stato necessario un prelievo venoso, che è stato effettuato dopo 4 giorni, per accertare i valori della bilirubina – dice l’avvocato Lattanzi –. Occorreva una trasfusione di sangue che avrebbe impedito l’invasione della bilirubina. Ma non venne adeguatamente curato». Il neonato riportò un danno dell’85 per cento. Oggi il 14enne soffre della sindrome distonico discinetica. Il processo civile si è tenuto contro due pediatri dell’ospedale di Recanati: Rolando Pecora (sindaco di Montelupone) e Lucia Bonazza, 65, e contro l’Asur. Il giudice ha deciso un risarcimento di 2 milioni e 284mila euro per il 14enne, di 314mila euro a testa per i genitori (la mamma è medico, il papà è un manager), di 63mila euro a testa per i due fratelli del 14enne, oltre alle spese legali.   


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