Cinquemila euro di furti al market,
il certificato medico la salva:
“E’ cleptomane”

CIVITANOVA - A segnalare la situazione l'avvocato Fernanda Recchi, che assiste il titolare del supermercato: "Basta al lassismo di certificazioni fatte superficialmente". La donna per 6 mesi avrebbe prelevato dagli scaffali prodotti per la casa e cosmetici

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L’avvocato Fernanda Recchi

 

di Laura Boccanera

Ruba cosmetici e deodoranti per la casa, “cleptomane” graziata dal certificato di una psicologa, “non ruba per appropriazione indebita, è malata” e scampa la denuncia. L’avvocato Fernanda Recchi stigmatizza e rende nota una pratica che sta diventando usuale a seguito di furti nei supermercati. «E’ il secondo caso a Civitanova, è ora di dire basta ad un certo lassismo e alle certificazioni mediche rilasciate con superficialità». Non finirà in tribunale per questa volta il caso di una donna sorpresa dal direttore di un supermercato a rubare all’interno del locale. La storia inizia circa sei mesi fa quando una cliente abituale di un supermercato di quartiere, una donna civitanovese di mezza età, inizia a prendere confidenza con il personale. Il market è piccolo e la clientela quasi sempre ha le stesse facce, ma il direttore si accorge che puntualmente, con una cadenza quasi quotidiana, spariscono dagli scaffali alcuni prodotti. Una mole di roba che non è imputabile al piccolo taccheggio che spesso si verifica dal momento che, a conti fatti, in sei mesi è sparita merce per circa 5mila euro. Si tratta sempre di prodotti di piccole dimensioni, ma di costo medio alto come cosmetici, creme per il contorno occhi, profumi per l’ambiente, mai prodotti alimentari. Il direttore inizia ad indagare e visiona i filmati delle telecamere e scopre la responsabile di quegli ammanchi. E’ una cliente abituale che si reca quotidianamente nel supermercato, ha un marito che lavora e anche lei spesso fa alcuni lavori. Il direttore la convoca, mostra i video e chiede spiegazioni di quei furti. «Il mio cliente propone alla donna, anche per evitarle una denuncia penale, di restituire parte degli ammanchi e di trovare un accordo – spiega l’avvocato Fernanda Recchi che segue la vicenda – la donna si mostra contrita e chiede che il marito non venga messo al corrente dell’accaduto e propone di risanare il debito derivante dai furti in formule rateali. Ma non passa una settimana che la donna si ripresenta dal direttore e con aria sicura mostra un certificato medico di una psicologa nel quale si afferma che la paziente è affetta da cleptomania e non ruba per volontà di indebito arricchimento, ma per patologia. Il mio cliente per questa volta ha scelto di soprassedere, ma parlandone nell’ambiente è emerso che esiste un secondo caso analogo sempre a Civitanova, questa volta avallato da uno psicologo. I due supermercati si sono ripromessi che la pratica non diventerà un precedente e che se capitassero altri casi analoghi la paziente sarà sottoposta ad una perizia psicologica di parte». La Recchi lancia poi un ammonimento ai professionisti: «credo sia ora di dire basta ad un certo lassismo e ad una certa facilità nel rilascio delle certificazioni di malattie, spesso anche inesistenti, la falsa certificazione medica sta diventando un costo sociale elevatissimo».


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