Lucia Tancredi per “Non a voce sola”

La scrittrice maceratese protagonista del 12esimo appuntamento della rassegna, domani sera a Jesi

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Lucia Tancredi

Lucia Tancredi

Arriva il dodicesimo appuntamento di Non a Voce Sola, che, sempre sull’onda del successo per fil rouge dedicato al corpo politico delle donne, troverà porto sicuro a Jesi, nella Pinacoteca Pianetti,  domani (28 settembre) alle 21,15 ospitando una narratrice doc, la scrittrice Lucia Tancredi. Nata a San Lorenzo in Lamis, Lucia Tancredi è stata adottata fin da giovanissima dalla città di Macerata. Laureatasi in Lettere, ha iniziato la sua carriera insegnando letteratura e scrivendo nel periodico EV, tutto dedicato al mondo della scrittura e della cultura femminile. Nel 2006 si getta in uno studio matto e disperatissimo per narrare il corpo e la voce di una figura femminile controversa, Monica di Ippona, più nota come Santa Monica, che riesce a mettere a nudo in una biografia che ha molto di carnale e poco di spirituale, dal titolo “Io, Monica. Le confessioni della madre di Agostino”. Evidentemente prende gusto a dare corpo e sangue a donne tanto eteree e spirituali nell’immaginario comune, e si ripete nel 2009, quando termina la stesura della biografia di Santa Ildegarda di Bingen, dal titolo Ildegarda. La potenza e la grazia, in cui riesce a dare consistenza e volontà di potenza nella comprensione e nel contatto con il creato alla mistica renana. Dopo questa fatica, Lucia Tancredi si è dedicata proprio alla storia come possibilità di narrare lo spirito profondo del femminile, anima, corpo e consapevolezza. Così è nata prima la casa editrice EV, e poi i suoi romanzi: Cotè Bach, romanzo che gioca sulla vita del compositore Johann Sebastian Bach e su quella di un uomo dei nostri giorni che deve confrontarsi con una donna irraggiungibilmente reale, e La vita privata di Giulia Schucht, dedicato a dare corpo e voce alla tormentata compagna di vita di Antonio Gramsci.

Con il suo ultimo romanzo, L’otto, Lucia Tancredi vuole tentare una nuova esperienza letteraria, dedicandosi a narrare in un romanzo, che è anche una biografia, la vita e l’esperienza artistica di Lorenzo Lotto, pittore veneto, misterioso e schivo, appassionato di alchimia e di esoterismo, che si aggira per la Marca in cerca di committenze e di immagini femminili che suscitino la fede, corpi di donna che invitino l’uomo a distaccarsi dalla terra per recarsi nelle braccia del creatore. L’otto è anche un numero simbolico, generatore dell’ottagono, simbolo appunto della congiunzione (forse della donna?) che riappacifica la perfezione del cerchio divino con l’imperfezione del quadrato, ovvero lo spigoloso corpo dell’uomo sulla terra. E’ proprio mettendo insieme l’immagine umana della donna e la fede che nasce in Lorenzo Lotto anche la volontà di divenire Oblato a Loreto, la città della Madonna Nera, dal corpo scuro come la terra e, allo stesso tempo, santa come il cielo. Lì dipingerà immagini di donne carnali eppure sacre, pure, capaci di conciliare a sé spirito e carne, enormemente consapevoli di questa forza. Come la riflessione sul corpo politico della donna possa appunto far quadrare il cerchio e rendere il mondo un Eden, lo narrerà Lucia Tancredi in esclusiva per Non a Voce sola.
Romina Quarchioni, direttrice della Pinacoteca di Jesi, ha così accolto l’intervento di Lucia Tancredi e di Non a Voce Sola nella sua città: “

Oriana Salvucci, direttrice della rassegna "Non a voce sola"

Oriana Salvucci, direttrice della rassegna “Non a voce sola”

La direttrice artistica della rassegna, Oriana Salvucci, ha così definito la personalità della scrittrice e il suo pregevole lavoro su Lorenzo Lotto, pittore legatissimo alle Marche: “Lucia Tancredi è la mia compagna di viaggio nella Rassegna Non a Voce Sola. E’ con lei che decidiamo, ogni anno, il fil rouge di questa lunga peregrinatio marchigiana. La mia stima è nei confronti della donna e della scrittrice. Come scrittrice Lucia Tancredi sa far esistere nuovi mondi, sa entrare in un rapporto singolare con l’impossibilità che attraversa il sapere, sa moltiplicare le nostre vite.
“Di tutta la verità ma alla sbieca. Perchè l’anima parla in modo scontorto, dentro un’occulta studiata oscurità”.
Sono le parole della prefazione all’ultimo luminoso volume di Lucia Tancredi titolato L’otto. Cosa spinge Lucia Tancredi in questa faticosa impresa sui “camminamenti” del Lotto.? Cosa c’è in questo pittore scorbutico e strano che intriga la nostra scrittrice? E’ sempre la nostra ospite ad avvertire il lettore, in prefazione , che amare Lotto significa giocare” un gioco senza ne capo, ne coda”, perdendo quasi sempre il guadagno. Un pittore che abbandona Venezia dove tutti arrivano per i camminamenti contorti della Marca.
Un pittore che ritrae coloro ” la cui vita solitamente è stata priva di eventi, con la sola eccezione degli eventi umani”. Cosa cerca Lotto e cosa cerca Lucia “dentro cammini di provincia senza onore”, lungo queste strade longissime e storte? Sarà lei a rispondere nella serata di Jesi.”


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