Estate da 100mila presenze,
Civitanova regina della costa
Positivo il bilancio della stagione per l'assessore alla cultura. Un tour de force del divertimento, 80 spettacoli in 60 giorni. Silenzi: "Una città turistica deve mostrarsi accogliente sotto tutti gli aspetti. Il primo è chiaramente un mare pulito"

Da sinistra Carla Paniconi, Roberto Sbaffoni, Maria Rosa Berdini, Patrizia Chiuchiù, Giacomo Saracco, l’assessore Giulio Silenzi e Laura Tittarelli
Ottanta eventi in 60 giorni. Un’estate che somiglia ad un tour de force del divertimento, 100mila presenze, 14 concerti. L’assessore alla cultura di Civitanova, Giulio Silenzi, dà i numeri e quelli dell’estate 2016 sono da regina. Nello staff che ha curato gli eventi c’è soddisfazione nonostante la stanchezza.. «Abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo dati, consolidare l’immagine di Civitanova come città turistica – ha detto Silenzi – e l’abbiamo fatto con continuità, dando centralità alla piazza principale e ai quartieri, con proposte quotidiane perché l’offerta culturale e di intrattenimento per una città turistica non può essere legata all’occasionalità, ma deve esserci qualcosa ogni sera. E’ stata una grande estate, Civitanova ne esce più forte e con un’immagine in evidente crescita». I numeri: 100mila presenze tra luglio e agosto (34mila per il primo mese e 66mila per il secondo) e ospiti negli hotel e nelle strutture ricettive extralberghiere in crescita, con richieste numerose che spesso non hanno permesso di soddisfare la domanda. Questo il quadro che esce dalla stagione. «Una città turistica deve mostrarsi accogliente sotto tutti gli aspetti – continua l’assessore – il primo è chiaramente un mare pulito. Siamo bandiera blu, abbiamo chilometri di spiaggia libera che ogni notte sono state sistemate per accogliere i bagnanti. A questo si aggiungono l’enogastronomia, i servizi, l’ornato cittadino. E poi come accennato, c’è il fattore serale. Il turista ed il visitatore debbono sapere che nel dopo cena troveranno sempre qualcosa di attrattivo, di qualità e gratuito».
«Abbiamo lavorato secondo questa filosofia – prosegue Silenzi – riempiendo la piazza centrale, ma anche quelle dei quartieri, portando ben 14 concerti solo ad agosto, ma anche iniziative nostre, che raccontano il nostro territorio: penso a CivitaModa, a Ve ne racconto due, alla rassegna del Teatro ‘mpertinende, alla serata hip hop. Da questa strategia Civitanova esce più forte, con un nome ancor più riconoscibile e apprezzato, in un’estate in cui era particolarmente importante farsi trovare pronti, vista l’apertura della Superstrada Civitanova-Foligno che ha incrementato gli arrivi e le presenze dall’entroterra e che ci vede come primo centro marittimo per chi viene dall’Umbria. Nonostante la mole di eventi, non abbiamo registrato il minimo problema, neanche un episodio negativo a turbare un clima positivo, festoso e familiare». Un successo che Silenzi divide con lo staff comunale che materialmente ha lavorato a pieno regime in questi mesi, il dirigente Giacomo Saracco, le amministrative Carla Paniconi e Laura Tittarelli dell’ufficio cultura, Maria Rosa Berdini dell’ufficio turismo, Roberto Sbaffoni e Patrizia Chiuchiù, che hanno coadiuvato l’ufficio turismo oltre al lavoro strutturale e Costantino Arragoni e a tutti gli operai dell’autoparco che hanno montato e smontato palchi ed attrezzature sempre con la massima efficienza. Sabato la chiusura della stagione con Vita Vita.
(l.b.)
SILENZI TRA I BILANCI ESTIVO E DI FINE CARRIERA
Non stava nella pelle l’assessore Silenzi per annunciare il successo delle iniziative estive (a proposito: sono mai state un flop, secondo lui, le sue proposte?). Tanto da non aspettare nemmeno lo svolgimento di “Vita Vita”, l’evento carlacchiano che chiude la stagione. “Da i numeri” Silenzi commenta il servizio in modo drastico, diciamo le “spara grosse”, come nel suo stile. L’assessore per fare conto pari buttà là 100 mila presenze (34 mila a luglio e 66 mila in agosto) e fa tombola! Peccato che siano presenze indimostrabili, solo percezioni un pò “gonfiate”, poichè si riferiscono a spettacoli di piazza gratuiti, senza riscontro nei biglietti venduti. Non c’è da stupirsi, visto che è lo stesso Silenzi che “inventò” i 13 spettatori al concerto degli Stadio, sempre in piazza, a chiusura di Futura (prima edizione). Avete capito bene: secondo Silenzi c’erano in piazza XX Settembre ben 4 volte gli spettatori dello Stadio Polisportivo al completo. Eventi di piazza che per la verità erano stati sospesi, con tanto di avviso pubblico, in segno di “lutto e rispetto” per le popolazioni terremotate, ma è subito ripresa a suonare in piazza, più rumorosa di prima, la “grancassa”. Tra i requisiti per l’accoglienza dei turisti Silenzi mette il “mare pulito”, cita la “bandiera blu” (sulla cui attendibilità dubitano pure i bambini). Dimentica però di riferire che tratti di spiaggia sono stati chiusi alla balneabilità, durante l’estate, a causa del mare inquinato (particolare trascurabile?). E’ generico, invece, Silenzi sui dati delle presenze negli hotel e strutture ricettive, forse perchè ancora non disponibili, con la stagione in corso. L’assessore riferisce di “aumenti nelle presenze”: bastava aspettare senza affrettare i bilanci, ma non c’è riuscito! All’inizio del mandato Silenzi ci aveva abituati a noiosi bilanci trimestrali delle presenze negli alberghi, suscitando le proteste della Regione, unico ente deputato a fornire tali dati. Finchè per un insperato “aumento primaverile” dovettero intervenire gli albergatori per chiarire che si trattava degli addetti della Civita Park, impegnati nella costruzione del Palas, che soggiornavano in albergo. Da allora Silenzi si è tenuto alla larga dal comunicare dati sulle presenze, per eviate figure “pacchiane”. Le due specialità dell’assessore, lo abbiamo imparato, sono: attribuire i meriti a se stesso e i demeriti alle amministrazioni precedenti! Ora concediamo a Silenzi il bilancio di fine mandato (e fine carriera), non lo rimpiangerà nessuno, e tolga a Civitanova il disturbo. C’è bisogno di “aria fresca” in Comune, non di un soggetto che nel 1975 (41 anni fa!) faceva il Sindaco a Monte San Giusto ed è vissuto sempre di politica. Tanto più che l’assessorato alla cultura è l’ultimo da affidare ad un politico, poichè richiede competenza e passione. Lo dimostra il modo in cui Silenzi ha svolto l’incarico, affidandosi esclisivamente a terzi. Senza i “pacchetti” dei vari Felicetti, Carlacchiani, Troli, Fofi egli non avrebbe saputo dove “sbattere la testa”
C’è un qualcosa di patologico nella ‘ossessione Silenzi’ che ha roso alcuni personaggi in questi cinque anni di amministrazione Corvatta. C’è da chiedersi se, nell’augurarsi la mia scomparsa della scena politica, abbiano preso in considerazione anche una occupazione alternativa. Orfani di Silenzi, se le loro previsioni si avverassero, dopo un comprensibile periodo di giubilo, che faranno questi professionisti della polemica? In un sussulto di civismo potrebbero magari tentare l’avventura amministrativa e mostrare al mondo di cosa sono capaci (loro che per quel poco di incarichi ricoperti nelle istituzioni della cultura non sono passati non dico alla storia, ma nemmeno alla cronaca della città). Questi personaggi anti Silenzi sono anche i ‘silenti’ del passato quando non venivano scalfiti dalle cosiddette percezioni o dalle sparate e solo da cinque anni a questa parte sussultano, davanti a cifre che l’amministrazione comunica alla Siae. Non sono numeri a caso le 100 mila presenze composte da civitanovesi e non che hanno partecipato questa estate agli eventi che hanno coinvolto tutta la città. Forse questi pignoli ragionieri non si sono nemmeno guardati intorno e non hanno notato le piazze strapiene. Certo, un successo aiutato anche dal fatto che gli spettacoli erano gratuiti, per una precisa scelta politica di offrire cultura e divertimento a tutti. Ebbene sì, pure dopo il dramma del terremoto e non con la ‘grancassa’, come il moralizzatore di turno sottolinea, ma con l’organizzazione di iniziative di raccolta fondi e materiale che hanno intercettato una grande partecipazione di gente. È stata enorme la risposta di chi ha offerto tempo ed energia per aiutare il prossimo invece che alzare il ditino per bacchettare e criticare. Ovviamente, il censore inflessibile mi ricorda i divieti di balneazione causati dal maltempo e dalle mareggiate, stabilisce naturalmente lui quando debbano essere forniti i dati sulle presenze turistiche, bacchetta tutti e manco i festival gli vanno bene, forse perché in nessuno e’ stata riconosciuta la necessità della sua grande competenza culturale. Perché forse a questo si riduce tutto, ovvero la marginalità in cui non si accetta di stare e, invece di fare autocritica, si pratica l’arte della denigrazione del lavoro altrui. È proprio vero che c’è bisogno di aria fresca. Ma, non solo in politica. Ah, un consiglio al nostro professionista della polemica web: occorrono competenza e passione non solo per gestire l’assessorato al turismo, ma anche altre deleghe. E allora suvvia, si candidi. Un po’ di coraggio. Si sporchi le mani, o anche solo quel ditino sempre alzato per rimbrottare e ci mostri il cammino, così che noi poveri politici possiamo imparare una buona volta come si fa.
Credo che un politico dopo quarant’anni e rotti non viene giudicato bene o male per la sua simpatia o antipatia, ma per quello che ha fatto. Parlare di ossessioni mi sembra del tutto fuori luogo, anche perché leggendo il commento n.1 si fa una semplice critica che non è detto che sia condivisa da qualche decina di migliaia di cittadini. Certo c’è da considerare anche il contrario. Poi perché difendersi cercando di denigrare il commentatore dicendo che avrebbe sempre avuto un ruolo marginale? Una persona normale di solito offende per rispondere a quello che ritiene essere un’offesa. Il politico intelligente dovrebbe, se si sente accusato, dimostrare dove può avere sbagliato se ha errato e confermare dove ritiene di aver dato il meglio. Quel “si sporchi le mani” per entrare in politica era facilmente evitabile per non far passare un messaggio sbagliato. Ah, nessuno vorrebbe rimanere ” orfano di Silenzi ” anzi saremmo tutti contenti se potessimo diventare i suoi nipoti e pronipoti.
OSSESSIONE CRITICA O OSSESSIONE POLITICA?
Il filosofo Gianni Vattimo, ospite di Popsophia (festival che il “nostro” vanta di aver smantellato), ha raccontato in una serata al Lido Cluana, di aver incontrato dopo un pò di tempo, il suo concittadino ed ex sindaco di Torino, Diego Novelli. Consersando, Novelli gli ha rivelato di essere “tornato a fare politica”. Alla richiesta delle motivazioni, da parte di Vattimo, l’ex primo cittadino (ed ex parlamentare) ha confessato: “me lo ha consigliato il medico!”. Non vorrei fosse accaduto al “nostro” (non lo chiamo per nome per ricambiare la “squisita” cortesia) la stessa cosa! Dopo la sconfitta subita da Capponi nelle elezioni provinciali (il “nostro” era presidente in carica), gli elettori lo avevano collocato per cosi dire “a riposo”. Un politico intelligente, che tiene agli amministrati, avrebbe “tolto il disturbo” dopo gli incarichi in Regione, lasciando spazio alle nuove generazioni. Per carità, anche dopo la “batosta” alle provinciali egli ha continuato: segretario cittadino Pd e altra “sonata” alle primarie per sindaco di Civitanova contro il neofita Corvatta. A questo punto stop? Neanche per l’idea: candidato consigliere, vice sindaco, con l’intento di “condizionare” il sindaco inesperto. Il limite di un uomo, di più di un politico (che amministra una comunità) è quello di non saper guardare oltre il presente, pensare al proprio futuro. Si può programmare l’avvenire di una città, se non si riesce a farlo per se stessi? L’autocritica che chiede a me (per quale motivo?) il “nostro” la rivolga a se stesso e approfonditamente. Io non ho nulla da rimproverarmi: quando assunse l’incarico alla cultura, scrissi sul mensile “Millepaesi” che da costui “non avrei accettato incarichi”, ma mi sarei “riservato il diritto di critica sul suo operato”. E’ quello che sto facendo, con il riscontro di tanti civitanovesi, e ciò all’assessore fa male, tanto che risponde in modo scomposto. Egli se ne deve fare una ragione, in un Paese in cui c’è “libertà di parola”. Non ho nulla da dimostrare a siffatto personaggio, che pur non avendo mai lavorato con me blatera, senza nemmeno informarsi. Chieda al suo amico Caporalini, vice-presidente della Provincia durante il suo mandato (con cui per 5 anni ho collaborato al Comune di Porto Recanati), le mie competenze culturali e poi scriva con cognizione di causa. Nessun “ruolo marginale” pertanto, ma una precisa scelta (sono una persona libera che “non si compra”, come viceversa ce ne sono in politica). La mia collaborazione è offerta a soggetti che sanno della materia e hanno un’idea di “politica culturale”, non a chi pende dalle labbra altrui, perchè di proprio non sa mettere nulla. Anzi, mira soltanto alla “visibilità pubblica”, nella speranza di avere un “ruolo politico” anche in futuro (dopo 41 anni!), poichè nella vita non riesce a programmare null’altro.