Tpl, stipendi ancora bloccati:
Manzi chiede più fondi al governo
TRASPORTI - L'assessore regionale Angelo Sciapichetti ha incontrato aziende e rappresentanti dei lavoratori: "Ritardi per la modifica del contratto di servizi, sblocco dei sei milioni in arrivo". Interrogazione parlamentare della deputata Pd. Venerdì nuovo incontro di Filt Cgil, Fit Cisl, Uil, Ugl Trasporti e Faisa che minacciano una vertenza. Preoccupazione anche per il taglio alle tariffe agevolate
Il trasporto pubblico locale passa dalla Provincia alla Regione e i dipendenti delle aziende marchigiane restano senza stipendio. Una situazione che allarma i sindacati e che arriverà anche in Parlamento con una interrogazione della deputata maceratese del Pd Irene Manzi indirizzata al ministero dello Sviluppo economico e a quello del’Economia e delle finanze per chiedere un trattamento economico omogeneo alle altre Regioni.
Le segreterie regionali Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa e Ugl Trasporti hanno incontrato le associazioni datoriali Asstra Anav ieri in Confindustria. E’ emersa la conferma delle difficoltà a causa dei mancati pagamenti da parte della Regione Marche. Nel pomeriggio di ieri le parti hanno visto l’assessore regionale Angelo Sciapichetti che aveva annunciato il 21 luglio l’arrivo dei soldi (leggi). L’assessore ai Trasporti ha detto che il mancato pagamento dei 6 milioni di euro paventati nell’incontro precedente è stato causato da una modifica della durata del nuovo Contratto di servizio che è stato sottoposto qualche giorno fa alle aziende, le quali si sono prese alcuni giorni di tempo per valutarlo bene. Tuttavia, secondo l’assessore, verrà sottoscritto nelle prossime ore e ha già predisposto gli uffici al pagamento a copertura 1 aprile 2016 – 31 luglio 2016 che consentirà il pagamento degli stipendi. Le rappresentanze sindacali intanto hanno chiesto un tavolo sin dal prossimo settembre per aprire una discussione sulla clausola sociale da inserire nel bando di gara poiché la Regione ha avviato l’iter per la gara di affidamento dei servizi di Tpl. “Le scarse risorse della Regione e del fondo trasporti – dicono Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Ugl, Faisa – stanno mettendo a dura prova il settore ed esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per il futuro. Venerdì 5, le segreterie si riuniranno per valutare complessivamente le problematiche, e in mancanza di certezze sul pagamento degli stipendi intraprenderanno il percorso vertenziale”.
Nell’incontro di ieri le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil e Ugl Marche hanno parlato anche della riduzione delle tariffe agevolate a favore di categorie svantaggiate (invalidi e portatori di handicap), pensionati, lavoratori dipendenti e studenti con più basse fasce di reddito familiare: “Le risorse previste dalla Regione sono insufficienti. Una riduzione che conferma le preoccupazioni già espresse in occasione della variazione di bilancio. Un taglio indiscriminato delle agevolazioni dal 50 all’80% che interessa circa 153mila utenti di cui quasi la metà studenti. Una diminuzione a un anno esatto di distanza dall’ultimo aumento del 10% delle tariffe ordinarie. Rinnoviamo la richiesta alla Regione di garantire al Tpl le risorse necessarie utilizzando anche l’assestamento di bilancio, per garantire efficienza del servizio, favorirne l’accesso ai cittadini con maggiori difficoltà e garantire le condizioni di lavoro”.
La difficile situazione del marchigiano è oggetto anche di un’interrogazione presentata in questi giorni dalla deputata Irene Manzi con i colleghi marchigiani del Pd (Carrescia, Lodolini, Morani, Petrini ed Agostini), indirizzata al ministero dello Sviluppo economico e a quello del’Economia e delle finanze. I parlamentari marchigiani del Partito Democratico evidenziano le loro perplessità circa la riduzione dei finanziamenti statali destinati alla Regione Marche: “Nonostante vada nella giusta direzione – scrive la Manzi – lo stanziamento da parte del governo di ulteriori risorse per l’anno 2016 destinate ad incrementare il fondo per il trasporto pubblico locale da ripartire tra le regioni a statuto ordinario, occorrerebbe fare uno sforzo ulteriore, soprattutto a favore di aree che pur comportandosi in maniera virtuosa, come le Marche, oltre ad un deficit di funzionamento del Tpl presentano anche un forte deficit infrastrutturale rispetto ad altre regioni, anche del centro Italia”. La riduzione dei finanziamenti statali, evidenziano i parlamentari Dem, comporta inevitabilmente una contrazione del servizio oltre che l’impossibilità di investire sull’implementazione degli utenti e delle corse che rischiano pertanto di ridursi sensibilmente il prossimo anno, con conseguenze particolarmente gravi soprattutto per le zone dell’entroterra. I parlamentari chiedono al governo di ristabilire un trattamento economico più omogeneo nella ripartizione del Fondo nazionale per il Tpl, attraverso un incremento delle risorse destinate alla Regione Marche o il superamento del criterio della spesa storica: “Con questo tipo di ripartizione, regioni virtuose come le Marche, che hanno da sempre cercato di ridurre gli oneri dello Stato sulle spese relative al settore trasporti, si ritrovano ingiustamente penalizzate e con esse gli operatori del settore ed economici a vario titolo coinvolti”.


