Agricoltura, un milione di euro in più
in aiuto ai coltivatori di grano
REGIONE - Dopo la protesta di due giorni fa a Roma, i produttori del territorio ottengono i primi risultati della grande mobilitazione. Tommaso Di Sante, presidente di Coldiretti Marche: «La guerra continua per dare dignità al lavoro nei campi»

La protesta a Roma
Un milione di euro in più, per le Marche, che si vanno ad aggiungere agli 8 milioni attualmente percepiti come aiuto al grano duro. È quanto emerso nel corso della recente riunione degli assessori regionali con il sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione, dedicata alla modifica dei criteri per gli aiuti al settore agricolo. «Arrivano buone notizie per il grano duro – commenta il vicepresidente e assessore regionale all’Agricoltura, Anna Casini –. Il Ministero ha comunicato che, nel 2015, si è avuta una contrazione della superficie coltivata rispetto alla previsione, con conseguente aumento di 9 euro del contributo concedibile a ettaro. Riteniamo che questa opportunità non possa essere sicuramente esaustiva per risolvere la crisi di settore in atto, ma può comunque rappresentare una boccata d’ossigeno per gli agricoltori che, giorno dopo giorno, vedono i loro ricavi diminuire e la loro attività a rischio di chiusura».

Tommaso Di Sante
Agricoltori che, dopo la protesta di due giorni fa a Roma (leggi l’articolo) per il crollo del prezzo sul grano, ottengono le prime vittorie della numerosa mobilitazione: contratti più trasparenti tra produttori e industria, una commissione unica nazionale per la fissazione dei prezzi, un piano cerealicolo con risorse per le imprese che fanno esclusivamente grano italiano, proroga della scadenza dei mutui e lo studio di assicurazioni sul reddito. «Abbiamo ottenuto i primi risultati, ma la guerra del grano continua per dare dignità al lavoro nei campi, perché è inaccettabile che oggi occorra produrre cinque chili di grano per permettersi una tazzina di caffè – spiega il presidente di Coldiretti Marche, Tommaso Di Sante -. Serve più trasparenza sul mercato con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano impiegato nella pasta e nel pane, ma è anche necessario estendere i controlli al cento per cento degli arrivi da paesi extracomunitari dove sono utilizzati prodotti fitosanitari vietati da anni in Italia ed in Europa». A sottolineare l’importanza della questione per il territorio regionale, la Coldiretti ha diffuso oggi i dati del “granaio Marche” relativi al 2016. In un anno sono stati prodotti 6 milioni di quintali di grano (5 per cento in più rispetto al 2015) da 24mila aziende. Nel panorama nazionale, le Marche sono la terza regione per produzione di grano duro dopo Puglia e Sicilia, mentre nella classifica delle province, il territorio di Ancona è il secondo in Italia dietro la provincia di Foggia.
(Leo. Gi.)
Proprio una bella notizia: agricoltori che perdono come minimo, a dir poco, nella più rosea possibilità 250 euro all’ettaro, così ne perderanno solamente 241. Grazie, Signore, grazie.