“Una chance per i giovani talenti”:
Straffi lancia Creahub
MACERATA - Inaugurata questa mattina la nuova realtà targata Unimc: duecento metri quadri che si offrono allo sguardo di chi passa davanti alle vetrine di via Gramsci e che lanciano la sfida dell’«umanesimo digitale» come lo ha definito il fondatore di Rainbow

Il taglio del nastro di Creahub. Da sinistra: Antonio Pettinari, Luigi Lacchè, Iginio Straffi, Romano Carancini e Stefania Monteverde

Da sinistra Iginio Straffi e Luigi Lacchè
di Federica Nardi
(foto di Andrea Petinari)
Creahub è un luogo dove i più giovani potranno trasformare il sogno nel cassetto in impresa, trovando persone in grado di dare loro aiuto e dritte sulla strada da seguire. Duecento metri quadri che si offrono allo sguardo di chi passa davanti alle vetrine di via Gramsci e che lanciano l’università di Macerata verso la sfida dell’«umanesimo digitale». Così lo chiama il fondatore della Rainbow, il maceratese Iginio Straffi, presente questa mattina all’inaugurazione della nuova realtà targata Unimc.
Le stanze ampie dove troveranno spazio gli spinoff dell’ateneo sono quelle della Provincia, presente oggi con il presidente Antonio Pettinari. Anche se il Creahub maceratese è un sole a più raggi, che raccoglie iniziative anche oltre i confini del Maceratese. Così oltre al Luci (laboratorio di comunicazione dell’ateneo) e l’Ufficio di valorizzazione della ricerca Industrial liaison office (Ilo), sulla targa all’ingresso dei locali ci sono anche i loghi di Hub21 ( Ascoli) ed Eurocentro (Jesi). Un’iniziativa, dice Straffi, «in linea con la filosofia di dare una chance ai giovani. Tutte queste iniziative dell’università di Macerata vanno nella direzione che il mondo cerca. In questo ateneo, con una storia di centinaia di anni e tante classi dirigenti che hanno dato molto al nostro Paese, si formano persone ricche dei valori secolari e che poi la cultura sono in grado di trasmetterla e venderla. Creahub permette anche di esprimere talenti che altrimenti non avrebbero la possibilità di emergere senza queste strutture offerte oggi dall’università». Con lui il rettore Luigi Lacchè, che spiega il senso dell’iniziativa e dei luoghi inaugurati: «il principale focus di questo hub è il rapporto tra il mondo digitale e il mondo dell’industria culturale e creativa. Qui avranno sede anche tre spinoff dell’ateneo». E sulla scelta del centro storico, in controtendenza rispetto ad altri hub, più scientifici, che invece solitamente si collocano nelle periferie delle città, «speriamo – dice Lacchè – che questa sia la prima di altre vetrine in centro». Valore aggiunto dei nuovi spazi la mostra di Ermenegildo Pannocchia, scultore che ha realizzato alcune opere appositamente per l’inaugurazione. Forme antiche per materiali moderni, una sintesi del mix tra tradizione e innovazione che l’ateneo ormai pratica da anni, dalle aule fino alle idee di impresa culturale.


Da destra: il direttore generale di Unimc Mauro Giustozzi e il rettore eletto Francesco Adornato

Una delle sculture di Ermenegildo Pannocchia



Al centro Fabio Renzi, segretario generale della fondazione Symbola


Il secondo piano di Creahub



